Idume ed altre storie d’acqua: e Lecce scopre le sue meraviglie

Idume -foto farenga
La foce dell'Idume a nord di Lecce (Foto archivio Farenga - SIT&A)

L’acqua che percorre in sotterraneo Lecce e sfocia nell’area naturale sulla costa diventando il fiume Idume è protagonista del bel volume di Mario Cazzato e Stefano Margiotta, tra approfondimenti storici, richiami architettonici e studi naturalistici

Le festività fanno recuperare del tempo, subito utilizzato per leggere piacevoli percorsi culturali sul tema dell’acqua, contenuti nel volume Idume ed altre storie d’acqua (Primiceri editore). Il libro è scritto da una strana accoppiata, un architetto ed un geologo, Mario Cazzato e Stefano Margiotta, e la sua lettura affascina sin dall’inizio perché, immergendosi nelle sue pagine, si scopre la forza dell’acqua, il cui percorso non attraversa solo lo spazio bensì anche il tempo, unendo le tappe storiche dell’approvvigionamento idrico con quelle delle trasformazioni date dall’uomo al paesaggio. Il Salento è ricco di queste tappe; c’è la mano dell’uomo ovunque e la difesa dalle acque, la bonifica, l’irrigazione, sono fondamentali per la generazione del paesaggio salentino per come oggi è possibile coglierlo.

L’acqua cambia la vita dei popoli

Idume ed altre storie d’acqua racconta dei grandi cambiamenti ambientali che caratterizzano la storia di Lecce, come anche racconta del rapporto fra i leccesi e le acque. Si segue un percorso tra i vari pozzi cittadini, da quello dell’Acquedotto Pugliese a quello di Piazza S. Oronzo, proseguendo verso la Masseria Seminario e poi verso la Cappella di Mass. Crocifisso. Tutto è condito dalla meraviglia che si può cogliere percorrendo questi posti e scendendo nelle viscere della terra.

idume e altre storie_coverE poi ci si tuffa nell’Idume, un fiume che scorre nelle viscere “carsiche” di Lecce: appare e scompare, si manifesta con la sua presenza e la sua storia, percorrendo lunghi ed ampi tragitti ed apparendo in prossimità della costa, a 12 km dalla città, tra Torre Chianca e Torre Rinalda. La sua foce si modifica in continuo, racconta anch’essa la libertà dell’acqua e del suo adattamento ai posti. La sua presenza è raccontata anche nei vecchi libri, richiamati con puntigliosità nel testo da Cazzato e Margiotta, insieme ad ampi brani che testimoniano l’amore degli studiosi per l’acqua, come le citazioni dell’Apologia Paradossica del Ferrari, quando scrive: “tutto il suolo dove sta fondata Lecce è di sasso vivo … con questa particolare grazia che ovunque si cava per far pozzi a dieci o dodici passi a basso, … le quali acque sono in tanta abbondanza che non ci è casa che non abbia il suo pozzo, cisterna e cantina …”.

L’acqua raccontata dalle immagini

Affascinano poi le foto del libro, che portano in superficie le meraviglie nascoste nelle cisterne, dall’architettura ipogea alla geologia profonda, come la cisterna monumentale del complesso degli Olivetani, nelle cui viscere si scoprono anche sedie in pietra e mensole. La vista è mozzafiato: un ninfeo con una struttura a cerchi concentrici al fondo della cisterna. E quando gli occhi “viaggiano” verso l’alto, percorrendo le pareti, si scopre la storia della nostra terra. Storia difficile per i tanti ma che diventa racconto, fascino, curiosità e piacere, quando viene espressa dalle parole degli Autori, esperti divulgatori che fanno della scienza e della storia dell’architettura un qualcosa di accessibile – piacevole – a tutti. È difficile continuare senza rimanere meravigliati delle “passeggiate” che il libro offre sulle canalizzazioni presenti sul territorio che si incontrano proseguendo dalla città verso il mare, verso Torre Chianca: qui si scopre la mano dell’uomo nei progetti presentati e nella fitta maglia di canali dell’area.

Ed è così che la storia dell’acqua si lega alla storia dell’architettura con immagini che testimoniano una raccolta preziosa, uno studio accurato, un’esposizione piena di fascino.

 

Mario Cazzato, Stefano Margiotta, Idume e altre storie d’acqua, Primiceri Editore, 2020, pagg. 128, € 22,00

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