Idrogeno e decarbonizzazione del vetro

Foto di Kevin Campbell da Pixabay

Un gruppo di lavoro guidato da Snam, RINA e Bormioli testerà l’utilizzo dell’idrogeno per alimentare i forni fusori delle vetrerie

 

L’idrogeno sta diventando rapidamente il centro di una fonte inesauribile di progetti sostenibili che potrebbero superare presto il concetto di produzione di energia.

Un gruppo di lavoro composto da Snam, RINA, Bormioli Luigi, Bormioli Rocco, STARA GLASS, Università degli Studi di Genova, Stazione Sperimentale del Vetro, IFRF Italia, SGRPRO e RJC SOFT ha avviato una collaborazione finalizzata alla riduzione delle emissioni nell’industria vetraria attraverso l’idrogeno.

La fabbricazione di oggetti in vetro, di cui l’Italia è il secondo produttore in Europa con oltre 5 milioni di tonnellate annue, è energivora e difficilmente elettrificabile. Per questo il progetto “Divina” (Decarbonizzazione dell’Industria Vetraria: Idrogeno e Nuovi Assetti) si pone l’obiettivo di ridurre le emissioni nella fase di fusione del vetro, che rappresenta più del 50% del consumo energetico complessivo di tutto il processo di produzione.

In quest’ottica, la disponibilità di un vettore energetico come l’idrogeno può rappresentare una soluzione valida ottimizzandone l’uso in termini energetici ed emissivi e gestendo le sfide della produzione e del trasporto.

L’iniziativa permetterà, nel breve e medio periodo, di valutare il risultato dell’introduzione di una percentuale crescente di idrogeno miscelato al gas naturale in forni fusori esistenti e in regolare regime di produzione. L’opportunità di testare quote significative di idrogeno su forni operativi permetterà di verificare la compatibilità della combustione a base di idrogeno con il materiale vetro in contesti di produzione industriale reale e dopo le opportune sperimentazioni  nei laboratori.

Oggi il principale vettore energetico utilizzato dalle vetrerie è il gas naturale e le emissioni di CO2 si attestano a circa 1.500.000 tonnellate annue: nel complesso, circa il 3,5% delle emissioni dell’intero settore manifatturiero. L’impiego di un blend di idrogeno al 30% nei processi fusori del vetro a livello nazionale consentirebbe di ridurre le emissioni di 200.000 tonnellate, pari alle emissioni equivalenti di circa 100.000 autoveicoli.

Nell’ambito del progetto, verranno anche definite e successivamente ottimizzate le regole di progettazione dei futuri forni – i cosiddetti “Forni 4.0” – in grado di garantire le migliori prestazioni anche con percentuali di idrogeno maggiori, fino al 100%.

Il gruppo di lavoro, tutto italiano, è rappresentativo dell’intera filiera in quanto coinvolge specialisti del settore energetico, gruppi vetrari di primo livello, player nel campo della produzione e del trasporto di combustibile, aziende leader della certificazione e nell’integrazione di sistemi complessi, imprese di progettazione di forni fusori da vetro e centri universitari e di ricerca.

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