I valori urbani: un dettaglio da riscoprire nelle città di Puglia.

Corato: un angolo del centro urbano

Le città, oggi, hanno in molti casi più centri e più periferie che, in uno, costituiscono gli agglomerati urbani viventi. I centri, come le periferie urbane, a guardarli con attenzione, hanno le stesse problematiche architettoniche e urbanistiche. Ma i centri urbani – e nello specifico i centri storici abitati e vissuti con le attività commerciali e i servizi – continuano ad essere il punto di massima attività delle città e perciò il luogo dove il valore degli immobili genera, da solo, il “recupero”. 

Contemporaneamente nelle città, oltre al recupero degli edifici e degli isolati urbani, sia nei centri che nelle periferie, è necessario progettare, perché inesistenti, i valori della rappresentatività urbana, ossia, i prospetti su strada che, come scene dedicate alla vita collettiva, ridisegnano il degrado formale e sociale che le ultime generazioni di professionisti ci hanno consegnato in eredità. In molti casi, infatti, è opportuno e necessario, attraverso il recupero, ridisegnare i prospetti, ridando loro i significati urbani di “scene quotidiane”, non temporanee, indicatrici di luoghi abitati con qualità sia esteriore che interiore.  Per farli progredire, i prospetti urbani esistenti nelle città, devono essere riportati ai valori di “funzioni urbane”, risanandoli e riequilibrandoli formalmente in relazione agli usi e alle densità interne agli stessi cercando, nel ridisegno, il loro carattere urbano “vero”.

Tutti i prospetti sulle strade, piazze, slarghi, vie, devono essere soggetti attivi dello spazio pubblico e privato e devono produrre una rigenerazione formale capace di costruire le “capacità attrattive” e il recupero di quella “dignità formale” che crea e aiuta a migliorare il senso collettivo della città attraverso la riqualificazione del patrimonio abitato e architettonicamente recuperabile. Tutto ciò è finalizzato al raggiungimento della qualità dei centri urbani, che in molti casi hanno perduto nel tempo e in moltissimi casi non hanno mai avuto, recuperando così le condizioni prime di “abitabilità” degli edifici, degli isolati e degli spazi urbani collettivi; contemporaneamente, la situazione nelle periferie non si differenzia molto dai centri urbani, ma queste ultime hanno in più una variabile progettuale: le periferie dispongono generalmente di maggiore “spazio” urbano, per cui i problemi dell’edificato, oltre ad essere concentrati sulla qualità dei prospetti urbani e sugli edifici, sono presenti anche negli spazi pubblici mal progettati, nei luoghi di relazione, nelle tipologie planimetriche compositive degli isolati, che tali rimangono, “isolati”, i quali avrebbero dovuto essere la trama e il sistema connettivo dell’edilizia costruita ma, di fatto, non hanno mai sviluppato nessun ruolo né un “carattere” urbano.

Andria: un angolo del centro urbano

E’ dunque necessario, oggi più che mai, recuperare sia gli edifici, attraverso i volumi e i prospetti su strada, ma anche gli spazi urbani pubblici e privati esistenti, riordinandoli, urbanizzandoli, consolidandoli con proposte architettoniche e urbanistiche più progressiste, attraverso i criteri della “centralità urbana”, attribuendogli i valori urbani significativi della vita collettiva, valori che permangono sia nella città storica sia nella città contemporanea, creando anche nelle periferie urbane valori e qualità urbane, che non hanno mai avuto, in continuità storico-architettonica con i centri storici e i centri contemporanei, interconnessi per mezzo delle infrastrutture urbane, vere connettrici e costruttrici delle relazioni tra le centralità urbane delle città, che sintetizzano, in uno, i valori urbani delle città esistenti.

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