I “Vaghi paesaggi” di Gianni Leone

Giardino Villa Meo Evoli Monopoli (foto di Gianni Leone 1983)

Lo spazio e il tempo sono gli elementi che fungono da ossatura alla fotografia di paesaggio che “prende forma” nella seconda metà del Novecento, quando, superato il neorealismo, cominciano ad affermarsi nuovi linguaggi della rappresentazione fotografica e una nuova sensibilità interpretativa.

Sono gli anni ’70-’80 del secolo scorso e la lettura del paesaggio trova riscontro in una percezione che va oltre l’immagine per divenire “fatto culturale”, in una profonda revisione del rapporto tra il luogo e la sua identità che sarà ulteriormente sviluppata negli anni ’90. Un riferimento ideale in tal senso, può essere senza dubbio considerato il Viaggio in Italia compiuto nel 1984 da un gruppo di fotografi, tra i quali lo stesso Gianni Leone, Luigi Ghirri, Gabriele Basilico, Olivo Barbieri, Enzo Velati e Mimmo Jodice, che, ponendo una pietra miliare nella storia della fotografia contemporanea italiana, intesero con tale progetto dare vita ad una sorta di manifesto di quella che sarebbe diventata un’importante tendenza della ricerca fotografica del nostro Paese riconosciuta a livello internazionale: la “scuola di paesaggio italiana”.

A distanza di trent’anni da quell’esperienza, nell’ambito dell’edizione 2014 del Festival ColornoPhotoLife, gli spazi suggestivi della Reggia di Colorno, a pochi chilometri da Parma, diventano teatro di scatti d’autore e “Vaghi paesaggi”, con una mostra dedicata proprio a Gianni Leone, che fu uno dei curatori e principali animatori di quel progetto, oltre che attento osservatore e fotografo prolifico del paesaggio pugliese, sua terra natale.
Paesaggio pugliese (foto Gianni Leone)
Il paesaggio oltre la realtà – Nato a Bari nel 1939, Leone si avvicina alla fotografia di paesaggio tra il 1979 e il 1980, quando inizia le sue ricerche visive sul paesaggio pugliese, di cui legge con acuta asciuttezza i materiali, le architetture, le forme. I suoi scatti di quegli anni (particolarmente suggestive le vedute di Bari, Alberobello, Martina Franca, Monopoli e Polignano) evidenziano un’attenzione nuova ai temi della ricerca concettuale, che tende alla definizione del senso dei luoghi, al di là della componente prettamente estetica e paesaggistica.
Momento fondamentale di svolta nella sua produzione fotografica, la partecipazione al Viaggio in Italia al fianco di illustri colleghi come Luigi Ghirri ed Enzo Velati segna un significativo rinnovamento nelle sue ricerche visive, con la preferenza accordata ad immagini in bianco e nero che, nell’immortalare i paesaggi variegati di un’Italia dalle mille sfaccettature, non tralasciano gli aspetti estetici della rappresentazione pur dando spazio soprattutto ai luoghi, indagati in una prospettiva originale che potremmo definire di “geografia culturale”.
Le fotografie a colori degli anni ’90 proseguono questo lavoro sul paesaggio italiano, con una particolare attenzione agli spazi quotidiani, alla definizione anche affettiva di luoghi abitati dove convivono e si stratificano i segni del naturale, delle architetture, di una tradizione di veduta che filtra in raffinate sintesi di apparente, surreale sospensione del tempo. Il colore di tono alto, invaso della luce locale delle immagini che nel decennio attraversano l’Italia, dispiega lo sguardo soggettivo del fotografo fino a rendere con esattezza il senso dell’esperienza concreta, magari di frequentazione abituale ma sempre stupita del luogo.

Giardino a Cozze di Bari (foto di Gianni Leone 1983)

In alcuni scatti, le inquadrature hanno il sapore di un dialogo per immagini con l’amico Luigi Ghirri, col quale aveva condiviso dieci anni prima visioni e riflessioni; un dialogo che si fa memoria intima, carica di un’emozionalità capace di conquistare lo spazio e il tempo della rappresentazione, nell’indagine sottile di spazi e oggetti del proprio abitare e ricordare. La mostra “Vaghi paesaggi” rimarrà aperta fino all’8 dicembre negli spazi della Reggia di Colorno, da martedì a venerdì dalle 10 alle 12 e il sabato e la domenica negli orari 10 -13 e 15 -18.

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