Si chiude oggi a La Purissima – quella che una volta è stata Carbia, un potente insediamento fenicio lungo la costa della Sardegna, nel sec. VII a.C. -, località a pochi chilometri da Alghero, il programma della filiera dell’orto sociale, iniziato ad aprile scorso.
Il progetto Alghero Verde Sociale organizzato dall’Associazione Regionale Florovivaisti “Corallo Verde” è stato portato a termine con la collaborazione della Casa di Reclusione Giuseppe Tomasiello, diretta da Elisa Milanesi, l’Aps Gruppo Format, l’Istituto Comprensivo n°1 e “Pensiero Felice – negli spazi della Conad” e con il contributo della Fondazione Banco di Sardegna.
I giovani agricoltori, utenti diversamente abili, due detenuti e studenti della 2^D della scuola media, sono stati guidati dalla semina al raccolto, al mercato e alla filiera, in un percorso formativo all’aria aperta.
Dopo due mesi di lezioni didattiche, zappa, concimi, irrigazione e tanto sole, i ragazzi hanno avuto ora il contatto diretto con il pubblico. Melanzane, peperoni, cetrioli, pomodori, zucchine, cipolle, angurie e tanto altro sono pronti per finire sulle tavole di algheresi e non. Prodotti freschi, di sicura provenienza, coltivati con lo scopo di integrare le diverse anime di Alguer – la città ha conservato l’uso della lingua catalana -, che con difficoltà trovano gli spazi per esprimere le proprie potenzialità.
La natura è diventata il “terreno” comune per coinvolgere diversamente abili, soggetti in stato di detenzione, ragazzi e adulti. Grazie al progetto è nata una nuova comunità che ha avuto nell’Orto sociale il proprio obiettivo, punto di integrazione, condivisione e dialogo. Tutti quelli che oggi hanno acquistato un prodotto Alghero Verde Sociale contribuiranno al progetto e alla possibilità di poterlo ripetere la prossima primavera e hanno scelto di portare sulle proprie tavole il rispetto per l’ambiente e l’integrazione nel capoluogo della Riviera del Corallo.


