I porti saranno un esempio di sostenibilità

Due iniziative che spiegano come gli scali portuali possono rappresentare un passaggio importante nell’ottica della sostenibilità e del rispetto dell’ambiente

Rilanciare i porti nell’ottica della sostenibilità, investendo in progetti green che miglioreranno la qualità dell’ambiente marino e la vita della flora e fauna che risiedono stabilmente negli scali portuali.

Due progetti importanti per raggiungere questo obiettivo, perché le acque antistanti i porti sono apprezzate e scelte anche per la pesca amatoriale e per la balneazione, attività entrambe vietate dalle leggi sia per questioni ambientali e sia per la sicurezza della navigazione e della balneazione.

Seabin a Genova

Diciamolo subito, i Seabin funzionano. Da quando sono stati installati in alcuni porti italiani, questi bidoni galleggianti di raccolta della plastica stanno ripulendo gli scali portuali.

Prendiamo in esame il caso del porto di Genova. Sono stati raccolti in un anno oltre 310 kg di rifiuti galleggianti, l’equivalente in peso di oltre 20.000 bottigliette di plastica da 0,5L. Ad un anno e mezzo dall’installazione nell’area portuale del Porto Antico di Genova del Seabin promosso da LifeGate PlasticLess®. Il progetto è partito nel 2018 riscuotendo un notevole successo, visto che il sistema permette anche di raccogliere le microplastiche, pericolosissime per la fauna marina perché vengono scambiate per cibo ed entrano a far parte così della catena alimentare, fino a raggiungere l’uomo.

Secondo le stime, il Seabin permette di raccogliere ogni anno fino a mezza tonnellata di rifiuti plastici e microfibre.

Al progetto del porto di Genova partecipa anche la Grohe, azienda specializzata in sistemi per il bagno e la cucina, che ha lanciato il progetto Grohe Blue, un sistema di microfiltrazione dell’acqua che contribuisce all’eliminazione dell’utilizzo delle bottiglie di plastica nella vita domestica, e ha siglato una partnership con il Pacific garbage screening, l’innovativa piattaforma galleggiante che filtra la plastica dalle acque e la riutilizza come risorsa per il riciclo e la generazione di energia pulita.

Il porto sostenibile di Malta

Da Malta, invece, nell’ottica sempre del risparmio energetico e della sostenibilità, parte un progetto per sostenere energeticamente le navi da crociera che attraccano in porto.

Il progetto prevede un investimento di 12 milioni di euro con la società Maltese Excel Sis, insieme ad altre società, per il porto di La Valletta, che permetterà alle navi da crociera attraccate alle 5 banchine di attingere dalla rete dell’isola l’energia necessaria per essere pienamente operative, senza bisogno di mantenere accesi gli inquinanti motori diesel a bordo. Questo innovativo sistema permetterà di ridurre di oltre 40 tonnellate l’anno le emissioni di gas inquinanti, equivalenti alla circolazione continua di oltre 4 milioni di veicoli, contribuendo a porre le basi per una ripartenza più verde e innovativa del turismo, settore chiave nell’economia di Malta.

Tutto ciò sarà possibile grazie alle direttive dell’Unione Europea che prevedono di adottare sistemi di elettrificazione delle banchine dei porti (shore-to-ship) per ridurre le emissioni inquinanti delle navi in porto, mantenere attivi il riscaldamento, l’aria condizionata e i necessari sistemi ausiliari delle imbarcazioni. Queste direttive, diventeranno vincolanti entro il 2025.

Nidec ASI, tra le società del progetto, sta completando anche l’elettrificazione delle banchine del Porto di Genova Prà, dopo i progetti in vari porti tra cui quello di Livorno, nei Cantieri di Muggiano (La Spezia), EDISON –Navalimpianti – FSO Alba Marina.

Questo nuovo progetto dimostra come sia necessario l’elettrificazione dei porti per ridurre l’inquinamento marino, atmosferico ed acustico negli scali portuali, sempre molto attivi e vissuti, che hanno in sé un micro habitat vivo e molto attivo, che va tutelato dall’inquinamento e dalla mucillagine, diretta conseguenza dei cambiamenti climatici e delle attività inquinanti umane, che soffoca i mari.

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