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I pescatori di Manfredonia e le Caretta caretta

La ripresa della stagione della pesca della Marineria di Manfredonia (FG), a fine settembre, ha segnato un aumento di catture accidentali di tartarughe marine (Caretta caretta) durante le normali operazioni di pesca. Cinquantatre gli esemplari sinora recuperati e affidati alle cure del Centro di Recupero Tartarughe Marine (CRTM) gestito da Legambiente. Questo a dimostrazione di una sinergia sempre più stretta tra pescatori locali, sempre più coinvolti nel processo di tutela delle tartarughe marine e CRTM.

Secondo Giovanni Furii, responsabile del Centro, «la collaborazione con il personale impiegato nel settore della pesca locale è fondamentale per il buon funzionamento delle attività di cura degli animali in difficoltà e del loro rilascio a mare una volta guariti. Ricordiamo a questo proposito – prosegue Furii – che tutte le tartarughe ospitate presso il centro vengono sottoposte ad una ricognizione dei dati biometrici, dei parametri fisiologici e biochimici ed infine ad esami radiografici allo scopo di accertare l’eventuale presenza di corpi estranei al loro interno e quindi il loro effettivo stato di salute; anche gli esemplari in apparenti buone condizioni vengono comunque ospitati presso il Centro di Recupero per poter effettuare tutti gli accertamenti del caso».

Legambiente ringrazia tutta la Marineria di Manfredonia e il Centro Velico Gargano per l’importante supporto fornito al CRTM, tuttavia «dobbiamo segnalare – hanno dichiarato il presidente di Legambiente Puglia Francesco Tarantini e il responsabile Aree protette e biodiversità di Legambiente Antonio Nicoletti – che da parte del Comune e delle altre istituzioni continuano ad essere ignorate le nostre richieste di supporto, dimenticando che le tartarughe marine rappresentano per Manfredonia un’immagine positiva ed un valore aggiunto anche per rivalutare una marineria locale non sempre attenta alla conservazione della biodiversità marina».

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