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I luoghi di relazione nella città contemporanea

Piazze sul mare: prospettive urbane - Disegno di Domenico Tangaro

“…l’uomo deve creare non solo eventi ma luoghi di relazione nella città contemporanea…”. Questa precisazione, tratta da L’ospite inquietante, il nichilismo e i giovani di Umberto Galimberti, indica con chiarezza il senso e la strada per l’architettura contemporanea verso un futuro possibile evidenziando il modo con cui poter procedere nella costruzione del paese in cui si opera, intendendo per paese non solo la dimensione nazionale, ma anche la dimensione urbana di un piccolo centro abitato dove la popolazione vive in contrapposizione all’idea della città contemporanea, un luogo d’incontro tra uomini composto di strade, piazze, chiese, botteghe e abitazioni che insieme creano un luogo dove poter abitare, evidenziando il concetto fisico di “luogo”, un invito a creare paesi ricchi di luoghi di relazione, per contrapporsi al galoppante nichilismo della città contemporanea.

Piazze sul mare: Trani - Disegno di Domenico Tangaro

Nietzsche chiama il nichilismo il più inquietante fra tutti gli ospiti, perché ciò che esso vuole e crea è lo spaesamento. Il nichilismo, da tempo ed in modo invisibile, abita le nostre città, i nostri paesi, i nostri borghi, i nostri luoghi urbani. Per superarlo, come suggeriva Martin Heidegger, occorre innanzitutto accorgersi di questo ospite inquietante, guardandolo bene in faccia e sfidarlo nella costruzione dei luoghi urbani che permettono agli uomini di riconquistare il senso di paese, il senso di città. Solo riconquistando e costruendo la condizione fisica dei luoghi, attraverso l’architettura della città, si ricostruisce una potente forza di relazione tra uomini per superare il malessere contemporaneo. Condivido inoltre l’idea di Umberto Galimberti che la crisi esistenziale che stiamo vivendo dipende essenzialmente da questo ospite inquietane che si aggira nelle nostre città, nei nostri paesi e nei nostri luoghi urbani, penetrando nei nostri sentimenti, confondendo pensieri, cancellando prospettive e orizzonti.

Piazze sul mare: prospettive urbane - Disegno di Domenico Tangaro

Per contrapporsi a quest’inquietudine umana e generazionale è bene che chi opera per la costruzione di un luogo urbano, un borgo, un paese, una città si renda conto di dover operare per la costruzione di luoghi che creino piazze e luoghi di relazione veri, non virtuali, per ricondurre noi, la nostra generazione, fuori dalla via del divertimento e il consumo inutile, dove ciò che si consuma non sono gli oggetti del divertimento ma la nostra stessa vita, che non riesce a proiettarsi in un futuro capace di far intra-vedere. È necessario che il presente sia vissuto con la massima intensità in luoghi urbani di relazione, fuori dalle proprie dimore, fuori dalla rete virtuale (internet), contrapponendosi in modo fisico al paesaggio urbano contemporaneo ridisegnando attraverso l’architettura il deserto di senso ereditato e creato dall’uomo moderno attraverso il suo fare e pensare improprio.

Così facendo si può curare il malessere urbano che ha ormai raggiunto quell’analfabetismo formale, materico e cromatico dell’architettura portandoci all’analfabetismo emotivo il quale non consente di riconoscere i propri sentimenti rispetto ai luoghi e soprattutto di chiamarli per nome: luogo bello, luogo brutto, luogo insignificante, luogo ricco di relazioni.

Bibliografia essenziale:

Umberto Galimberti, L’ospite inquietante, il nichilismo e i giovani, Giangiacomo Feltrinelli Editore, Milano, 2007.

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www.domenicotangaro.it/biografia

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