I fenicotteri e la Puglia: un amore che sta crescendo

Le quattro saline presenti in Puglia sono l'habitat ideale per i fenicotteri

L’ultima stima fatta a livello nazionale risale al 2010 e parla di oltre 32 mila esemplari localizzati in 71 siti. I fenicotteri stanno aumentando e la Puglia offre loro cibo abbondante e saline tutelate

 

Tanti fenicotteri scelgono la Puglia come habitat da abitare per poco o tanto tempo. Questi uccelli in Italia sono una specie in espansione numerica e di areale, abbondante ma piuttosto localizzata in saline e lagune.
“Sono uccelli che amano muoversi e viaggiare molto, anche più volte nel corso della stessa stagione migratoria”, spiega il dottor Patrizio Fontana, veterinario, responsabile del Centro Territoriale di Prima Accoglienza della Fauna Selvatica, incaricato anche di studiare la fauna nelle Riserve Naturali. Ambient&Ambienti  lo ha intervistato.

Dove vivono i fenicotteri in Puglia

Dottor Fontana dove vivono in Puglia i fenicotteri?

“Vivono dove ci sono gli specchi d’acqua in zone umide e iper salate, cioè nelle saline”

Quante Saline ci sono in Puglia?

Una colonia di fenicotteri fotografata alla Salina dei Monaci nel mese di agosto

“Quattro. La più grande è quella di Margherita di Savoia, una salina ancora in uso dove viene estratto il sale, poi c’è quella di Brindisi, la Salina di Punta della Contessa, la Salina dei Monaci a Torre Colimena in provincia di Taranto e la Riserva Naturale Palude La Vela, una zona acquitrinosa nel mar Piccolo a Taranto. Da poco stanno cominciando ad essere presenti anche nel Lago di Lesina”

Come mai i fenicotteri riescono a vivere in ambienti così salati?

“Sicuramente è una scelta apparentemente infausta perché è un ambiente molto selettivo in quanto nell’acqua di mare ci sono circa 37 grammi di sale per litro, quando di solito se ne trova 0,9 in quella normale. I fenicotteri però hanno una ghiandola del sale incorporata nella testa che permette loro di bere l’acqua di mare come se fosse acqua potabile. Pochi animali riescono a farlo e, per questo motivo, hanno pochi animali che competono con loro e quasi nessun predatore anzi, direi nessuno, se non l’uomo che spesso li disturba costringendoli a cambiare luoghi”

La situazione dei fenicotteri nelle saline pugliesi

Quanti fenicotteri sono presenti in queste saline pugliesi?

“A Margherita di Savoia sono migliaia e centinaia i piccoli che nascono ogni anno, una vera e propria colonia. Se con Google Maps si cerca la salina, è molto visibile la macchia rosa che li identifica. Alla Salina dei Monaci ora ce ne sono circa un  centinaio (ma abbiamo avuto un picco ad agosto con circa 365 esemplari).
Alla Salina dei Monaci ancora non stanno nidificando, è potenzialmente un luogo che potrà offrire questa opportunità di nascite, anche se non molto esteso ma, al momento, non si sono ancora verificate. Nelle altre due Saline abbiamo presenze saltuarie”.

Non rimangono però sempre nello stesso posto vero?

“No, si spostano in altri luoghi o per cercare altro cibo o per nidificare. Noi seguiamo gli spostamenti dei fenicotteri”

L’importanza di inanellare i piccoli fenicotteri per sapere la loro storia e capire i loro spostamenti

Come seguite i loro spostamenti?

“Tutti i piccoli nati nelle colonie vengono inanellati. Quando i nuovi nati vengono raggruppati in comunità (asilo), noi entriamo nella colonia”

Ve lo lasciano fare senza problemi? Non venite attaccati dagli adulti?

Fenicotteri inanellati

“Non sono combattivi perché non avendo predatori non hanno paura e lasciano che noi mettiamo gli anelli. Ne mettiamo due: uno più piccolo e uno più grande che permette  di essere letto anche a distanza (fino. 400 metri con un cannocchiale ) e tracciato. Sappiamo dove si spostano, anche se non tutti i Paesi dove fanno l’inanellamento: i Paesi del Sud Europa, la Tunisia, l’Algeria.
La maggior parte dei fenicotteri non è  inanellata e questo lascia  presagire che possano venire anche da altre parti dell’Africa. Dagli anelli si riesce a risalire alla loro storia: sono stati ricostruiti i loro movimenti che spesso coprono tutto il Mediterraneo.

I nostri fenicotteri sono abitanti del Mediterraneo e gli anelli funzionano in modo che si riescano a raccogliere i dati da parte degli studiosi. Un piccolo inanellato a fine luglio in Camargue, dopo due mesi era a Torre Colimena, l’ho segnalato io”

Quando si spostano i fenicotteri per quanti chilometri possono volare?

“Volano soprattutto di notte per risparmiare energia, in linea retta o in formazione a V e possono fare anche 500 chilometri, a 40/50 km/h . Vanno da un sito di alimentazione ad un altro”

Come fanno a sapere dove sono le Saline in Europa e in Africa?

“Si fanno guidare dai più vecchi che sono la memoria della colonia, per questo vivono in gruppo, c’è una memoria di comunità”

 

Vivere in colonia, esempio di organizzazione sociale

Quanto è importante per i fenicotteri vivere in colonia?

“Tanto, direi vitale. Anche per la gestione dei piccoli, fanno degli asili, raggruppano i piccoli e gli adulti si prendono di loro. Così come durante il rito del corteggiamento, le movenze vengono rappresentate da tutto il gruppo. Tra l’altro nella lingua spagnolo fenicottero si dice Flamingos anche perché hanno preso spunto dalle loro movenze per i passi del Flamenco”.

Fenicotteri in volo alla Salina dei Monaci

Quanto vivono?

“In natura vivono dieci anni in media, si sono avuti casi di 25 anni ma sono eccezioni, anche questo dato lo ricaviamo dagli anelli”.

E mangiano i gamberetti che danno loro il colore rosa…

“Si, uno dei loro cibi preferiti è il gamberetto Artemia Salina, lungo appena un centimetro. Loro filtrano l’acqua per cercare il cibo usando la bocca come pompa, prendono acqua, la filtrano compiendo quattro aspirazioni al secondo, si vede il collo vibrare come se fosse un’idrovora. In questo modo rimane in bocca solo il piccolissimo cibo”.

 

Animali praticamente perfetti, autosufficienti, sociali. Cosa devono temere?

“L’uomo curioso che li insegue per una semplice foto o un selfie. Come troppo spesso ancora accade”.

 

Articoli correlati