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I Comuni Ricicloni 2010 di Legambiente

Legambiente ha premiato i Comuni Ricicloni 2010, ossia i comuni più virtuosi in termini di raccolta e riciclo dei rifiuti.

cassonetti per la raccolta differenziata

Le classifiche del rapporto di Legambiente (Cliccare qui per visionare il dossier  completo “Comuni Ricicloni 2010”) si basano sui dati inviati direttamente dai comuni, e tengono conto della qualità della gestione integrata dei rifiuti più che sulla sola percentuale di raccolta differenziata, valutando aspetti quali la riduzione della produzione, la percentuale destinata al recupero di materia, l’attivazione di un sistema tariffario al posto della tassa, l’introduzione del compostaggio domestico, gli acquisti verdi (GPP-Green Public Procurement) da parte delle amministrazioni pubbliche, la sicurezza dello smaltimento e l’efficacia generale del servizio. Una serie di parametri che, fissata la soglia d’ingresso in base alla percentuale va a comporre un indice di gestione (I.G. che varia da 0 a 100) che decide vincitori e classifica.

Da quanto emerge dai dati pubblicati da Legambiente, le amministrazioni comunali più attente alla gestione dei rifiuti si troverebbero nel Nord Italia, mentre il Centro, il Sud e le Isole, faticherebbero un pò di più nel mantenere dei comportamenti ecocompatibili in linea con un corretto sistema di gestione di rifiuti. In questa edizione i comuni che entrano nella graduatoria sono 1488, rispetto ai 1280 dello scorso anno, di cui 1229 al Nord, 39 al Centro e 150 al Sud.

La top ten

Ponte nelle Alpi

Ma scorriamo la classifica. In prima posizione troviamo il comune di Ponte nelle Alpi, nella provincia di Belluno, con 8.500 abitanti: si è aggiudicato l’Oscar del riciclo da parte di Legambiente per aver raggiunto una percentuale di RD dell’83,5% e un punteggio record di 87,28 nell’indice di buona gestione dei rifiuti. Al secondo posto della top ten si piazza Carbonera, piccolo comune trevigiano, seguito a pari merito da Altivole (TV). Nella classifica, straordinario, si posizionano ben sei comuni della provincia di Treviso, tre della provincia di Trento ed uno, il vincitore, della provincia di Belluno. I comuni, per poter entrare a far parte della classifica, hanno dovuto centrare l’obiettivo del 50% di raccolta differenziata nell’anno 2009. Ai comuni del Nord al di sotto dei 10.000 abitanti, invece, la giuria ha imposto il superamento della soglia del 55%.


Dando uno sguardo alle Regioni è la Lombardia a farla da padrona con 446 comuni virtuosi, davanti al Veneto con 390 e al Piemonte con 288, mentre in termini percentuali è il Veneto ad ottenere il primato delle amministrazioni più virtuose con una percentuale del 67,1% sul totale dei comuni, seguito su questo speciale podio ecologico dal Friuli Venezia Giulia con il 34,2%, dalla Lombardia con il 28,8% e dal Piemonte col 23,9%.

Per quanto riguarda i capoluoghi di provincia, al nord si conferma il primato di Verbania (con il punteggio di 77,65 di I. G.), seguita da Pordenone (con 75,34 punti di I. G.) e Novara (con 70,99 punti di I.G.). Al Sud, oltre a Salerno con il punteggio per indice di gestione di 62,1 compaiono per la prima volta in classifica due capoluoghi sardi Tortolì e Oristano con i punteggi per indice di gestione rispettivamente di 55,39 e di 51,94; deludenti invece, in questa edizione, i capoluoghi di provincia del centro Italia.

Scendendo al Sud le buone pratiche e le performance di successo si trovano in Campania con 84 comuni ricicloni, con Salerno in testa; seguono i 4 comuni calabresi e i 2 della Basilicata. Nelle isole emergono i 7 comuni ricicloni siciliani contro i 37 comuni sardi.

Puglia new entry, ma non c’è da stare allegri

Il comune di Monteparano (TA) è il primo nella graduatoria dei comuni ricicloni stilata da Legambiente

Per quanto ci riguarda, per la prima volta nella storia dei Comuni ricicloni, compare una cittadina pugliese, Monteparano . È l’unico comune che raggiunge e supera l’obiettivo di legge del 50% entrando nella classifica dei Comuni Ricicloni a livello nazionale. Il piccolo comune del tarantino di 2.351 abitanti, ha avviato dal luglio scorso un efficace sistema di raccolta “porta a porta”, anche della frazione umida, che gli ha permesso di raggiungere percentuali record oltre il 70%. In questa edizione ottiene un punteggio per l’indice di gestione di 55,33 punti con una percentuale di raccolta differenziata media dell’anno 2009 del 55,2%, con un risparmio di Co2 di 107,3 kg pro capite.

rifuti differenziatio per il trattamento di biostabilizzazione - AMIU Bari

La presenza della Puglia in questa edizione 2010 di Comuni Ricicloni si completa con la menzione speciale Emergenti nell’Emergenza, assegnata all’ATO Brindisi 2. Con questa menzione si vogliono incentivare quelle realtà, comuni o consorzi, che si sono particolarmente distinti rispetto ai contesti territoriali in cui si trovano. L’ATO Brindisi 2 attraverso azioni di aumento della percentuale della raccolta differenziata, potenziamento degli impianti di trattamento-recupero-smaltimento, mantenimento di un livello costante dei costi complessivi dell’intera filiera raccolta-recupero-smaltimento e realizzazione di un consorzio di comuni funzionante e realmente operativo, è risuscita a raggiungere la percentuale del 26% di RD ben al di sopra della media regionale.  

Che fare?

Francesco Tarantini, Presidente Legambiente Puglia (inserire foto Tarantini) commenta così: «Il Comune di Monteparano non è il solo che sta avviando politiche importanti con risultati da assoluto primato. Nell’ultima edizione di Comuni Ricicloni Puglia, abbiamo riconosciuto i passi in avanti dei Comuni di Erchie, Oria, Villa Castelli, Latiano, Ceglie Messapica dell’ATO Br/2 e del Comune di Candela in provincia di Foggia, che anche in quest’anno stanno confermando le ottime performance registrate l’anno scorso. Tuttavia avere un solo comune riciclone in Puglia palesa il fortissimo ritardo delle politiche di sistema nella gestione dei rifiuti nella nostra regione, soprattutto nel fronteggiare le emergenze e le difficoltà. Del resto, a fronte di un importante sforzo pianificatorio compiuto dalla Regione Puglia, è fuori dubbio che le ATO non sono riuscite finora a fare progressi, rivelandosi assolutamente incapaci di orientare la propria attività verso l’efficienza, l’aumento della raccolta differenziata e la corretta gestione dei rifiuti. I dati – continua Tarantini – fotografano il mancato raggiungimento degli obiettivi di legge nazionali e quelli regionali che per il 2009 prevedevano una percentuale minima del 50% di RD.

Peraltro la Puglia è in ritardo anche rispetto ad altre regioni del Sud, come Sardegna e Campania che hanno registrato rispettivamente 37 e 84 Comuni Ricicloni. Certamente, questa situazione impone una presa di consapevolezza delle ATO, della Regione e degli Enti Locali nel procedere nell’attuazione di quanto previsto nel Piano di Gestione dei Rifiuti n. 187/2005».

Dunque, buono l’ingresso nella graduatoria, ma non basta. Le conclusioni le tira sempre il presidente di Legambiente Puglia Tarantini: «Auspichiamo che le ATO comincino a dar seguito ai Piani d’Ambito adottati, senza ulteriori ritardi, che si completino al più presto gli impianti che rappresentano uno degli aspetti strutturali per l’avvio di politiche virtuose da parte di Comuni e ATO, che si continui nell’importante ed insostituibile attività di informazione e sensibilizzazione dei cittadini sulle raccolte differenziate. Senza ulteriori anticipazioni, i progressi di tutti i Comuni pugliesi e delle ATO saranno contenuti nella prossima edizione di Comuni Ricicloni Puglia che sarà presentato nel prossimo autunno». Tra poche settimane, allora, vedremo a che punto è la Puglia.

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