I Comboniani per la difesa del territorio salentino

Anche i Comboniani difendono il Salento colpito dalla Xylella

Continua la mobilitazione per salvare gli ulivi salentini a rischio eradicazione a causa del contagio da Xylella fastidiosa.  Il Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” sottoscrive e aderisce al Messaggio che i Missionari e Laici Comboniani hanno inviato per la domenica delle Palme (vedi allegato) a difesa della terra salentina minacciata dal Piano per sradicare la Xylella fastidiosa che comporterebbe l’abbattimento di un numero esorbitante di olivi nonché l’utilizzo di pesticidi, con gravi e irreparabili danni alle acque, ambiente, salute e economia locale.

«Ci uniamo alla R-ESISTENZA  – scrive il Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” e sottoscriviamo tutti i punti della proposta invitando i cittadini, le associazioni e le organizzazioni a fare lo stesso, inviando la propria adesione a laicicombonianilecce@yahoo.com oppure sottoscrivendo l’appello al link: http://buonacausa.org/private/cause/i-comboniani-a-difesa-della-terra-salentina »

Queste le linee di azione indicate dal Comitato:

« – Informarci, partecipando e organizzando incontri sul proprio territorio perché la conoscenza corretta dei fatti è indispensabile per una chiara visione sulla base della quale poter scegliere e decidere;

Prendere coscienza dei nostri comportamenti nocivi (sul piano individuale e collettivo) e assumerci la RESPONSABILITA’ di cambiarli;

Smettere di avvelenare la terra, direttamente (attraverso il diserbo e la concimazione chimica) e indirettamente (acquistando e consumando prodotti trattati con fitofarmaci, pesticidi,…);

Non accettare passivamente le scelte imposte dall’alto, interrogandoci sugli effetti che tali scelte potrebbero comportare;

Non essere complici del sistema di dominazione e di distruzione del Creato, né con in comportamenti, né con l’indifferenza;

Opporci a ogni scelta politica, pronti a disobbedire alle misure anche coercitive che portino all’alterazione irreversibile dell’equilibrio ecosistemico (attraverso il danneggiamento del ciclo idrico e biodiversità) e della catena alimentare con effetti devastanti sulla salute e sulla vita.

Proporre e praticare relazioni rispettose della vita, prendendoci cura della Terra che abitiamo e di cui siamo chiamati a essere custodi e non dominatori».

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