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Guida al jeans sostenibile

Il jeans sostenibile? É quello che costa meno. Questo quanto emerge da una recente inchiesta di Altroconsumo che ha analizzato 11 marche di jeans. Tra i parametri adottati nella valutazione: i processi produttivi, gli aspetti sociali nelle fabbriche, il rispetto dell’ambiente, la traparenza e le informazioni ai consumatori. La prima della classe è risultata la catena H&M, seguita da Zara, Jack & Jons, Levi’s, Nudie Jeans, G-Starraw. Giudizio estremamente negativo per Salsa, Diesel, Boss Orange, Wrangler e Lee Jeans. Per queste ultime ha inciso anche la scelta delle aziende di non consentire l’accesso nelle fabbriche per verificare le condizioni di lavoro.  Inoltre l’indagine ha evidenziato, per tutto il settore, carenze nella catena dei fornitori indiretti. «Meno della metà dei marchi monitora attivamente i subfornitori sugli aspetti sociali – rileva Altroconsumo -. E quando le verifiche avvengono, è raro vedere pubblicati i risultati. Stesso discorso per gli aspetti ambientali, dove – spiega Altroconsumo – l’attenzione è ancora più carente. Le preoccupazioni ecologiche rappresentano il più delle volte una bandiera da sventolare e raramente si trasformano in pratiche concrete».

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