Guerrilla Gardening. Pattuglie che si creano con il semplice passa parola, azioni tenute per di più di notte, vere e proprie imboscate verdi (è il caso di dirlo). Colpiscono molte città italiane. Impossibile, ma vero. Crew “pericolose” armate di pale, zappe, innaffiatoi e piantine di ogni tipo, tanta giovanissima energia eco sostenibile, ma intesa come forza della natura umana con la voglia di accrescere sempre più l’attenzione verso il proprio ambiente, grande o piccolo che sia spesso tenuto male o – peggio- sommerso letteralmente da rifiuti. Obiettivo?
Portare l’opera conclusa da inserire in questo portale che nasce dall’idea lanciata da un gruppo di appassionati. Hanno deciso di interagire positivamente ed intelligentemente con il contesto in cui vivono attraverso piccoli atti dimostrativi, ma così efficaci, “quelli che noi chiamiamo attacchi” verdi” – così si legge sul web in Guerrilla Gardening. «Il movimento è nato in Italia nel 2006 -spiega Eleonora che ne fa parte con Michele ed Andrea- costituito da volenterosi milanesi che ancora oggi segue e consiglia i gruppi indipendenti. La popolazione cittadina risponde bene -prosegue la “guerrigliera”- alcune aziende di giardinaggio ci aiutano con consigli, donandoci anche piante e materiali pro-causa, altri si limitano ad applaudire e ad apprezzare le nostre azioni. Così ogni giorno nuovi adepti si aggiungono, per trasformare e riappropriarsi degli sterili ed impersonali spazi comuni cittadini». Insomma si è capito, i giovani proseliti sono un po’ dappertutto, ma il lavoro di aggregazione è solo agli inizi. Al sud ancora c’è molto da fare. Ma la partita non è chiusa, anzi! Attenzione quindi, solo nel mese di aprile queste sono le azioni denunciate dai verdi ragazzi terribili. E se attendono di clamorose a breve.
I raid in mezza Italia- Terra di Nettuno ha agito a Bologna e sferrato il suo primo attacco riqualificando dei vasi abbandonati, uno dei quali da tempo pieno rifiuti, piantando al posto di puzzolenti sacchetti pervinche, bellis perennis, gazanie e petun; le Erbematte di Catania invece hanno inserito nell’arredo urbano piante grasse alcune comprate, altre prese dai propri giardini.
Invitando poi la cittadinanza a ripetere il gesto non nascendo l’assalto, ma presentandosi come gli artefici del rinnovo per mezzo di un cartello di identificazione. Non è stato da meno neppure l’atto compiuto dal gruppo di Napoli, i Friarielli Ribelli, scegliendo, in trenta persone, il quartiere di Cavalleggeri d’Aosta come punto di riferimento e ripulendolo le aiuole, zappandone la terra, rastrellando e inserendo spezie come l’Aloe, Salvia, Menta, Lavanda ed ancora fiori stagionali, arbusti di Mirto. O il raid fatto tutto da solo (un successo) di Salvatore Attacca La Basilicata che ha operato così, trasportando con un camioncino il terreno e le piante da inserite: nel lungo elenco troviamo due Thuje, un Fico, un Ciliegio nano, una Mimosa, una Photinia albero, due Nandine domestiche, nove rose, quattro Piracante, ventuno Buxus sepreverde e cinque talee di edera. Per chi si fosse appassionato alla lotta verde su www.guerrillagardening.it sono in continuo aggiornamento immagini, video, l’elenco dei partecipanti (ricordiamo da Milano fin giù in Sicilia) spazio alle segnalazioni – ovvio quelle più degradanti che vanno condannate- e un forum a cui iscriversi e partecipare per discutere insieme gli eco spazi da abbellire.
Una considerazione finale: in Puglia ancora nulla del genere, ma forse sarebbe il caso di cominciare…


