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Guardare le stelle attraverso il sole

Era il 1609 quando Galileo Galilei puntava il cannocchiale verso il cielo vedendo cose mai viste prima da occhio umano: le macchie solari, le fasi di Venere, i satelliti di Giove, gli anelli di Saturno…In quel momento si stava scrivendo la storia.

 

Il telescopio di Galilei, conservato nell'Istituto e Museo di Storia della Scienza di Firenze

Il telescopio di Galilei, conservato nell'Istituto e Museo di Storia della Scienza di Firenze

<p>ritratto di Galileo Galilei realizzato da Guido Reni</p>

ritratto di Galileo Galilei realizzato da Guido Reni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Dal 10 febbraio 2010 la storia è pronta per essere aggiornata. Ancora una volta. Le isole Hawaii infatti sono la sede designata per ospitare un nuovo telescopio, il più grande del mondo. Advanced Technology Solar Telescope (ATST) sarà il nome del nuovo e potentissimo strumento ottico, la cui prima pietra dovrebbe essere posta entro la fine dell’anno sul monte Haleakala, selezionato fra 72 siti per le caratteristiche di minima foschia atmosferica, bassi livelli di polvere in atmosfera e minimo inquinamento atmosferico.

Il progetto, che dovrebbe diventare operativo il 2017, sarà portato avanti dall’Osservatorio solare nazionale americano, in cooperazione con l’Associazione delle università per la ricerca in Astronomia e avrà un costo di circa 298 milioni di dollari.

La scelta delle isole americane è tutt’altro che casuale: difatti queste sono annoverate tra i più importanti siti astronomici, merito degli scarsi movimenti turbolenti dell’aria che deviano i raggi di luce, e accolgono alcuni tra i più potenti telescopi attuali; su tutti, quello situato sulla vetta del vulcano‘Mauna Kea (la ‘Montagna Bianca’), a 4200 metri di altezza. Anche in questo caso un monte, perché si ritiene che la localizzazione in altura del telescopio, sopra il livello delle nuvole, sia un indiscutibile fattore di vantaggio.

 

<p>Telescopio - vista laterale</p>

Telescopio - vista laterale Telescopio - sezione longitudinale

 

<p>Telescopio - sezione longitudinale</p>

Telescopio - sezione longitudinale

 

<p>Telescopio - struttura rotante</p>

Telescopio - struttura rotante

 

 

 

 

 

 

 

Qualche dettaglio tecnico: la lente avrà un diametro di quattro metri, e ad esso sarà collegata una nave-laboratorio che avrà il compito principale di analizzare l’attività solare, dai brillamenti alle esplosioni che interessano la corona solare, con particolare attenzione ai fenomeni magnetici dell’atmosfera solare.

Non solo. L’osservatorio contribuirà alla raccolta di importanti informazioni sui cambiamenti climatici in corso sulla Terra, ed anche su come il Sole stesso influenza le comunicazioni terrestri e quelle satellitari, la comunicazione con aerei e astronauti e sui sistemi di produzione d’energia.

Pertanto non è da sottovalutare il duplice beneficio che tale progetto intende portare avanti. Scienziati e ricercatori, sempre più sensibili alle problematiche naturali e climatiche della Terra, insistono, giustamente, nella ricerca di soluzioni in tale direzione, percorrendo strade differenti e nuove, che possano assicurare prospettive efficaci di conoscenza e possibili interventi correttivi che migliorino la qualità dell’ambiente.

 

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