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Greta Thunberg: racconto di un viaggio italiano di Fridays For Future Roma

Greta ha incontrato nel suo viaggio in Italia  studenti, politici e papa Francesco. Ad ognuno di loro ha lasciato un messaggio.

È partita in treno dalla lontana Svezia per arrivare in Italia ed abbracciare il popolo tricolore dei Fridays For Future. Dopo Bruxelles, Parigi e Berlino la giovane attivista ha portato il suo messaggio di speranza nella lotta ai cambiamenti climatici anche a Roma. Nella tre giorni italiana, Greta ha incontrato papa Francesco in Piazza San Pietro, è stata ospite di un seminario al Senato della Repubblica ed ha partecipato alla manifestazione in Piazza del Popolo organizzata da Fridays For Future Roma.

Papa Francesco incoraggia Greta

“Vai avanti!”. Papa Francesco ha esortato Greta a continuare la sua lotta per il clima. Il pontefice è molto sensibile al tema ambientale. Nella sua enciclica Laudato si’, Francesco ha espresso preoccupazione per la cura del creato. Il Vescovo di Roma ha più volte ricordato ai media e ai fedeli che la sfida ambientale riguarda tutti. L’incontro con Bergoglio è significativo quanto simbolico. Il pontefice venuto da lontano ha accolto la giovane venuta dalla gelida Svezia in uno dei luoghi simbolo della cristianità. Quella Piazza San Pietro che nel suo “abbraccio” accoglie tutti, nessuno escluso. Greta, rigorosamente cartello alla mano con su scritto “Join the climate strike” (Unitevi allo sciopero per il clima), ha così raccolto due importanti risultati in un sol colpo: ha ottenuto la “benedizione” del papa nella sua lotta ai cambiamenti climatici e ha portato il suo messaggio a milioni di cristiani in tutto il mondo, grazie alla diffusione mediatica.

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Greta bacchetta i politici al Senato

“Le persone come me hanno avuto tutto quello che potevano immaginare, ma forse alla fine non avremo nulla, perché il nostro futuro ci è stato rubato. Ci avete mentito, ci avete dato delle speranze false, ci avete detto che il futuro era una cosa alla quale potevamo guardare, ma non è così”. Nel suo intervento al Senato della Repubblica, in occasione del seminario “Clima: il tempo cambia. È tempo di cambiare”, Greta non le manda a dire alla classe politica. Ha ricordato ai presenti in sala che la riduzione del 50% delle emissioni di anidride carbonica in atmosfera è necessaria per evitare che, al 2030, la situazione sfugga di mano. Già oggi, lo scioglimento del permafrost ai poli sta facendo fuoriuscire ulteriori gasi nocivi intrappolati da milioni di anni nei ghiacci. L’attivista ha ricordato che Notre Dame è andata a fuoco, ma in 24 ore sono stati raccolti molti fondi per ricostruirla. Si chiede perché per la salvaguardia dell’ambiente non si muova nulla.

Greta Thunberg: Nessun paese è un modello da seguire

Nel suo discorso ai 25.000 attivisti presenti in Piazza del Popolo a Roma, Greta Thunberg ha parlato di futuro rubato, venduto a un piccolo numero di persone per poterne fare somme di denaro inimmaginabili. Ha ricordato che molti di noi possono comprare molto di più di quello di cui hanno bisogno, che la cosa più triste è che la maggior parte dei bambini non è consapevole del destino che li aspetta. Nel suo discorso, ascoltato in rigoroso silenzio dalla platea, Greta ha detto che nessun paese è un modello da seguire, perché nessuno sta facendo nulla per fermare o rallentare la degradazione climatica. Nei suoi viaggi ha incontrato persone importanti che si sono congratulate con lei, ma non ne capisce il motivo, visto che le emissioni stanno aumentando. Il punto è che l’emergenza non è trattata come tale dalla politica.

Taranto contro l’ILVA

“Il 4 maggio tutti a Taranto!“. A dirlo è Marianna Panzarino, studentessa di Bari iscritta a giurisprudenza a Roma, che dal palco di Piazza del Popolo è intervenuta a nome di Fridays For Future Taranto. Marianna, che a Bari ha dato vita al gruppo fridays cittadino, ha informato i manifestanti che il 4 maggio Taranto scenderà in piazza in una manifestazione nazionale contro l’ILVA e tutte le attività inquinanti presenti in città, come la centrale Enel di Cerano. “Chiediamo la chiusura dell’ILVA e il reimpiego degli operai nelle opere di bonifica del territorio – dice Marianna, che continua – l’appuntamento è al rione Tamburi, da cui partirà il corteo che arriverà fin sotto la fabbrica”.

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