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Greenpeace: Uno al giorno, è l’omicidio attuato dell’energia Enel

«Sono anni che tentiamo di aprire un confronto con Enel sulle sue politiche industriali e in particolare sull’uso che l’azienda fa del carbone – ha dichiarato Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace -. Da Enel abbiamo ricevuto ben poche risposte, mai pertinenti alle nostre domande, e tante carte bollate dai loro legali».

Greenpeace ha sfidato la sordità e l’arroganza, manifestate da Enel nei confronti degli appelli lanciati negli anni, irrompendo al Festival del Cinema di Roma. In questo contesto, è stato proiettato il cortometraggio Uno al Giorno, che denuncia gli impatti sanitari della produzione elettrica da carbone di Enel. Le immagini del lavoro di Mimmo Calopresti, con Alessandro Haber, Paolo Briguglia, Pino Quartullo e Sandra Ceccarelli e con la musica dei Subsonica, recano un messaggio chiarissimo: il carbone di Enel, in Italia, è causa di una morte prematura al giorno; il carbone di Enel – che è il maggior emettitore italiano di gas serra, quarto in Europa – distrugge il clima.

Tre quarti della produzione termoelettrica da carbone, nel nostro Paese, sono appannaggio di Enel, che ha in programma la realizzazione di nuovi impianti alimentati con quella fonte. Greenpeace chiede dunque a Enel la cancellazione dei nuovi progetti, il dimezzamento della produzione elettrica da carbone entro il 2020 e l’azzeramento al 2030, con un contestuale sviluppo di fonti rinnovabili e pulite.

 

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