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Greenpeace: Cristian in carcere in Russia, rifiutata richiesta di scarcerazione

Si è tenuta oggi, 15 ottobre, l’udienza per la richiesta di scarcerazione di Cristian D’Alessandro (foto), l’attivista italiano di Greenpeace membro dell’equipaggio della nave Arctic Sunrise, attualmente trattenuto per due mesi in custodia cautelare dalle autorità russe.

Gli avvocati di Greenpeace hanno chiesto la scarcerazione su cauzione per lui come per gli altri 27 attivisti e i 2 giornalisti free lance. Così come per gli altri casi esaminati finora, anche per Cristian il ricorso è stato respinto. Rimane per tutti l’accusa di pirateria, secondo l’articolo 227 del Codice penale russo. Gli attivisti di Greenpeace rischiano fino a 15 anni di detenzione.

Sono quasi 1 milione e 400 mila le firme per chiedere alle autorità russe il rilascio degli attivisti. Le diplomazie di vari Paesi si stanno muovendo, anche la presidente del Brasile, Dilma Rouseff, ha assicurato il suo interessamento. Al Quirinale sono giunte le oltre 100 mila firme di sostegno all’appello della madre di Cristian perché l’Italia intervenga.

L’equipaggio dell’Arctic Sunrise, gli attivisti e i due giornalisti freelance a bordo della nave sono nelle mani delle autorità russe da giovedì 19 settembre, quando la Guardia Costiera ha abbordato e sequestrato la nave rompighiaccio di Greenpeace in acque internazionali.

Dal 24 settembre sono detenuti in strutture di detenzione preventiva intorno alla città di Murmansk e non sempre è assicurato loro spazio a sufficienza, riscaldamento o accesso all’acqua potabile.

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