Input your search keywords and press Enter.

GreenLab per un’Università più verde

Tesi modello "GreenLab", con copertina in carta di riso e stampata su carta riciclata. Titolo della tesi: "Educazione ambientale e attivismo: da Greenpeace al Progetto Foreste"

Cataste di fogli, rilegature eleganti, pile e pile di testi che, con l’aspirazione di diventare capolavori, finiscono nel dimenticatoio o accatastate in polverosi armadi. É per questo che il mondo universitario sta optando per una svolta, un piccolo ma grande passo all’insegna della sostenibilità. Il primo a muoversi in questo senso è il neonato Dipartimento di Scienze della Formazione, Psicologia, Comunicazione dell’Università degli Studi “Aldo Moro” di Bari.

Un laboratorio di idee – Si chiama GreenLab il gruppo di lavoro costituito su iniziativa di Gabriella Falcicchio, ricercatrice e referente pugliese del Movimento Nonviolento, e Massimiliano Boccone, dipendente dell’Università di Bari e coordinatore del gruppo barese di Greenpeace. «GreenLab intende però essere più di un gruppo di lavoro – spiega la prof. Falcicchio -, ambendo a costituirsi come laboratorio permanente di idee e di creatività sulla sostenibilità, sull’ambientalismo, sulle buone pratiche green da diffondere e da formalizzare, affinché il Dipartimento possa dotarsi di un solido equipaggiamento verde e offrire all’esterno il volto innovativo e avanguardistico di un’università all’altezza dei tempi». L’iniziativa si rivolge agli studenti, ma anche a docenti e personale amministrativo, attraverso soluzioni pratiche da applicarsi prima di tutto nel dipartimento stesso. «Vogliamo ridurre l’impronta ecologica e avviare buone pratiche di sostenibilità, ottenendone un riconoscimento istituzionale e normalizzandole come comportamenti abituali», aggiunge la Falcicchio.

Gli ideatori dell'iniziativa: Gabriella Falcicchio e Massimiliano Boccone

Verso la tesi ecologica – GreenLab nasce a fine 2012 ma da allora strada ne è stata fatta. Si sono approvate le nuove norme per la tesi ecologica, da anni accolte dagli studenti della professoressa ed ora estese a tutti gli insegnamenti e corsi di laurea. Un protocollo in piena regola spiega come fare affinché la tesi di laurea sia oggetto rispettoso dell’ambiente. Obiettivi di fondo sono sia la riduzione dell’utilizzo di carta (senza sostituirla con materiali non riciclabili, come i cd) che l’abbattimento che l’eliminazione dell’uso di sostanze nocive.

Tutto inizia già dal lavoro di tutoring nel corso dell’elaborazione del lavoro scientifico. Lettura e correzione dei capitoli andranno effettuate su file; in alternativa attraverso stampa dei capitoli in fronte-retro o su fogli già utilizzati da un lato. La tesi “green” verrà, poi, stampata fronte retro su carta riciclata o certificata, che garantisca la provenienza della materia prima da foreste gestite in modo responsabile. L’impaginazione sarà più densa rispetto a quella tradizionale (interlinea 1-1,15; carattere 12-13), con margini piccoli (massimo di 2 cm).

Siamo convinti che dalle piccole scelte, si può cambiare il mondo. L'importanza dei piccoli gesti. Ecco la raccolta differenziata delle pile esauste a cura di Greenlab nell'Ateneo Barese

Sì a cucitura dei fogli a filo, senza collanti; no alla rilegatura in similpelle, materiale sintetico inquinante con alti costi di smaltimento. Qui viene lasciato libero spazio alla fantasia dello studente: brossure in tessuto, carta di riso, carta con fiori secchi. La copia finale per la segreteria impiegherà solo cartoncino (come già si fa), senza applicazioni e inserti in plastica. Ma i costi? Lievitano un po’ ma vengono ammortizzati dalla stampa fronte-retro che dimezza il numero delle pagine nonché dalla riduzione della stampa a sole due copie (una per la segreteria, l’altra per lo studente). Obiettivo non da poco dell’iniziativa è quello di incidere, poi, sull’attuale mercato tipografico, ancora scarsamente incline ad accogliere una domanda di tipo ecologico.

Una Green University? – Ma GreenLab non si ferma alla tesi “verde”. «Tra gli obiettivi che ci poniamo c’è la riconferma della certificazione di Dipartimento amico delle foreste, il varo di un accurato piano degli acquisti verdi, ma anche il coinvolgimento diretto della componente studentesca, che verrà sollecitata sul piano creativo nell’ideazione del logo di GreenLab con un concorso». Tutto affinché si possa «collocare la nostra Università in una posizione di avanguardia – conclude la Falcicchio -, puntando a costruire una Green University».

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *