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Greenaccord: grandi opere che segnano l’ambiente

Grandi opere compatibili con l’ambiente? Ne discutono gli oltre cento giornalisti intervenuti al IX Forum internazionale Greenaccord per la Salvaguardia della Natura. Tra i protagonisti Tetsuro Akanegakubo, direttore della Scuola Giapponese di Roma, e Ignacio Ramonet, ex direttore di Le Monde Diplomatique. Il dibattito inizia da Fukushima: «Se c’è una cosa che abbiamo imparato dall’esplosione della centrale nucleare – osserva Akanegakubo – è che non esiste nulla di assolutamente sicuro. E che il controllo della produzione energetica in poche mani non aiuta la sicurezza. Infatti, dopo la tragedia, abbiamo iniziato a preoccuparci di decentrare tale produzione, ripensare il modello energetico. Già da mesi i Comuni, anche quelli più piccoli, hanno iniziato a incentivare l’uso di fonti pulite». E dal tema energetico a quello delle infrastrutture il passo è breve. Guardando all’Italia non poteva perciò mancare una riflessione in merito alla TAV in Val di Susa: «La tratta ad alta velocità che vogliono costruire qui in Val di Susa – spiega Ignacio Ramonet – è una dei tanti progetti ingegneristici insostenibili e nemici dell’ambiente. Non possiamo continuare a costruire megastrutture. Grandi arterie stradali, reti di alta velocità, tunnel sotto le montagne, grandi centrali elettriche: sono tutte opere incompatibili con un modello di sviluppo a basso impatto ambientale. Soprattutto sono esempi del superpotere politico e ingegneristico, portato avanti senza una consultazione popolare, in particolare delle popolazioni direttamente interessate».

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