Il nuovo taglio di incentivi alla Green Economy deciso dal Governo Monti ha provocato un calo del fatturato del settore rispetto al 2011; a rischio oltre 6 mila lavoratori tra ingegneri e operai.
La scelta italiana di ridurre i fondi per le energie alternative si rivela in controtendenza rispetto a ciò che avviene nel resto del mondo: basti pensare alla scelta del presidente USA Barack Obama, che finanzia coloro che credono nelle potenzialità delle rinnovabili.
Averaldo Farri, consigliere delegato della ditta produttrice di inverter fotovoltaici Power-One, esemplifica l’attuale e controversa situazione italiana: «Si è scelto di far passare un Salva Alcoa 2 a beneficio delle pubbliche amministrazioni ma a danno delle aziende produttrici».
Eppure, un adeguamento delle procedure burocratiche e delle risorse finanziarie potrebbe salvare il mercato delle rinnovabili; sempre secondo Farri, «si potrebbe rimediare con una piccola aggiunta di fondi al Conto Energia; si potrebbe innalzare ad almeno 200 kWp la soglia del registro o, meglio ancora, eliminarlo del tutto. Si potrebbero semplificare le pratiche autorizzative e di connessione degli impianti fotovoltaici e, infine, si potrebbe attuare la detrazione dall’IRPEF del 50% del costo degli impianti fotovoltaici fino a fine anno (di cui si aspetta conferma della validità da diversi mesi)».
In definitiva, gli imprenditori green chiedono che il governo sostenga le aziende del loro settore, affinché siano salvati dei posti di lavoro e, soprattutto, sia raggiunto il tanto agognato pareggio dei costi tra energia fossile ed energia pulita (grid parity).


