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Green economy in camicia nera

Si sente spesso paragonare la crisi economica che stiamo vivendo alla grande depressione che seguì il crack del 1929; ma se davvero la storia è maestra di vita, allora bisognerebbe guardare alle soluzioni adottate dai vari stati che da quelle crisi sono venuti fuori. Tra questi, il caso dell’Italia è degno di particolare attenzione, come spiega Marino Ruzzenenti, storico dell’industria e dell’ambiente, in L’autarchia verde Il libro non vuole certo essere una rivalutazione dell’esperienza fascista, ma semplicemente riportare alla memoria l’esperienza dell’autarchia italiana nella prima metà degli anni Trenta, con misure come la lotta agli sprechi, l’adozione di una dieta povera, la valorizzazione del suolo e delle risorse naturali (anche nel campo dell’abbigliamento, privilegiando fibre naturali), l’incentivo all’uso delle biciclette, il recupero e riciclo dei rottami metallici. Tutto questo, nota Ruzzenenti (autore anche di A come ambiente. Corso di Educazione Ambientale, scritto a sei mani con Paola Costa e Giorgio Nebbia, che di L’autarchia verde ha curato la prefazione), fa parte di quella che oggi chiamiamo Green Economy; il caso italiano però è notevole anche perchè la nostra è una nazione priva di combustibili fossili – come anche il nostro pianeta si avvia a essere – e dunque la ricerca di fonti alternative di energia era – ed è oggi – all’ordine del giorno. Del resto, la scarsità delle riserve di petrolio si profilava già allora, in particolare per l’Italia colpita dalle sanzioni della Società delle Nazioni, che vietò l’esportazione verso il nostro Stato di determinate materie prime. Le contromisure adottate dal governo Mussolini possono allora essere considerate e riscoperte oggi – depurate dall’ideologia di regime – come un involontario laboratorio di sostenibilità.

La crisi economica ed energetica che stiamo vivendo dovrebbe portarci a ripensare queste contromisure su scala planetaria: questo in fondo è l’unico pianeta che conosciamo, e senza poter recuperare altrove le risorse necessarie allo sviluppo per come lo conosciamo oggi, quella autarchica ci si presenta probabilmente come l’unica -magari coatta – scelta possibile.

Marino Ruzzenenti , L’autarchia verde. Un involontario laboratorio della green economy , Jaka Book, 2011, pagg. 352, € 25,00.

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