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Grecia, default ambientale: c’è il richiamo dell’Ue

La gravissima crisi economica ha ridotto al minimo gli interventi a favore di cultura, welfare e ambiente (Foto Francesco De Palo)

Una crisi in primis economica, dagli sviluppi incerti, con la certezza che nulla sarà come prima. Sia per una macelleria sociale di fatto già oggettivizzata, sia per una serie di conseguenze ad ampio raggio. Come l’ambiente, oggi tallone d’Achille di un Paese che potrebbe mettere a rischio un vero e proprio tesoro naturale. La ristrettezza economica di uno stato tecnicamente già fallito si ripercuote su un ambiente dalle peculiarità infinite. Dopo l’allarme che abbiamo documentato da queste colonne qualche settimana fa (clicca qui per leggere l’articolo)  relativo ai rifiuti solidi nella regione dell’Attica, c’è oggi da registrare la prima mossa ufficiale da parte dell’Ue. Ben consapevole, forse, di come una nazione densa di aree protette e di sprazzi di natura ancora incontaminata, necessiti di un controllo serio e accurato. A maggior ragione in questi mesi di profonda crisi economica, in cui le risorse dell’intero paese già scarse e ridotte dal terzo piano di intervento della troika per 12 miliardi, lasciano solo briciole per welfare, cultura e appunto ambiente.

L'area protetta nell'isola di Zacinto, luogo ideale per la riproduzione delle tartarughe Caretta-caretta, è a rischi per la presenza di una discarica

Per questo l’Unione Europea ha ufficialmente inviato un reclamo al governo di Atene. Nell’occhio del ciclone sono finite alcune irregolarità nella gestione dei rifiuti elettronici. In particolare l’Ue intende accendere un focus su uno dei luoghi più preziosi dell’intero panorama naturalistico ellenico: l’isola di Zacinto. Al cui interno esiste un’area protetta dove, unico luogo nell’intero Mediterraneo, le tartarughe Caretta-caretta hanno il loro habitat preferito per una riproduzione che potrebbe essere messa in forse dalla devastazione dell’uomo. Proprio in quel luogo esiste una discarica che secondo la burocrazia continentale violerebbe la normativa europea, oltre a rappresentare un macigno per quel pezzo di ambiente ancora illibato. Ragion per cui l’Ue ha deciso di convocare la Grecia dinanzi alla Corte di Giustizia. Il rischio è che sulla scia di mesi di contrazione del mercato occupazionale e di un erario che nonostante anni di sprechi e adesso di prestiti erogati da Bruxelles, è ancora l’indiziato numero uno della crisi, venga mortificata la voce principale dell’economia ellenica, oltre che patrimonio naturale indiscusso.

Anche il Parco marino di Alonissos, il santuario delle foche monache, potrebbe essere una vittima della disattenzione della Pubblica amministrazione ellenica

Si provi ad immaginare solo cosa accadrebbe se criticità ambientali come quella riscontrata a Zacinto, si verificasse anche in altre isole per un macabro effetto-contagio. Non solo risorse turistiche intese come “pil”, ma aree protette come l’isola di Alonissos, nelle Sporadi che ospita il Parco Marino più esteso dell’intero Mediterraneo e che è l’ultimo luogo in cui vivono le foche monache. O le grotte del monte Parnassos, con sorgenti di acqua naturale e luoghi di valore storico assoluto come l’oracolo di Delfi e le Meteore. Senza dimenticare la piana delle Termopili, dove si svolse l’omonima battaglia tra i 300 spartiati e i guerrieri di Serse, in cui ancora oggi vi sono due incantevoli terme naturali (in cui lo stesso Leonida si immerse prima di immolarsi) che non sono sufficientemente “protette” dalla pubblica amministrazione.

Aveva ragione Hermann Hesse: “L’uomo si differenzia dal resto della natura soprattutto per una viscida gelatina di menzogne che lo avvolge e lo protegge”.

Twitter@FDepalo

 

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