Gravina: tante iniziative per valorizzare il territorio e il patrimonio artistico culturale

Tante iniziative per valorizzare il territorio e il patrimonio artistico culturale di Gravina: dal protocollo d’intesa con Matera ai benefit per i turisti a un suggestivo sentiero archeologico e naturalistico

Gravina patrimonio Unesco? Le premesse sembrano esserci tutte per aggiungere la città murgiana al lungo elenco dei 54 siti nazionali Unesco, che proprio dal 12 novembre la Rai presenta in altrettante “pillole” 5 speciali inediti. Il tutto in pieno accordo con le realtà circostanti. Infatti un recente consiglio intercomunale con la vicina Matera ha sancito un protocollo d’intesa affinché il sito Unesco Matera possa integrare anche Gravina che per ambiente naturale e percorsi naturalistici è un unicum con la prossima capitale europea della cultura 2019. «Speriamo di avere un responso positivo», dice Raffaele Lorusso, Assessore al Marketing del comune di Gravina.

Il restyling di Gravina

 

gravina in puglia
Un protocollo d’intasa col comune di Matera prevede l’estensione della dicitura “Sito Unesco” anche a Gravina, per il comune patrimonio naturalistico

Le iniziative che hanno portato Gravina a incrementare sempre di più il suo appeal turistico – al punto da vedere un incremento del 300% di turisti in questi ultimi tre anni – sono molte, tra queste il recupero dei nuclei storici che erano in notevole stato di abbandono e degrado, lasciati in disuso dai proprietari. Messi a punto anche i sottoservizi finora mancanti come acqua, fogne, gas per il riscaldamento, illuminazione, e messo mano al recupero di spazi e piazze. «Portando questi servizi all’interno dei nuclei storici – continua Lorusso – si è creato quel propulsore di sviluppo e quindi le famiglie si sono riappropriate delle proprie abitazioni all’interno dei nuclei storici recuperandole e ristrutturandole». Tutte iniziative orientate, precisa Lorusso, alla promozione e valorizzazione del territorio: il risultato è la nascita di tanti B&B, ristoranti, attività ricettive proprio all’interno di questi nuclei storici.

Turismo a Gravina, si fa sul serio

A supportare lo slancio della cittadina c’è il Consorzio turistico di Gravina, un Consorzio misto di pubblico e privato con la partecipazione dell’Amministrazione Comunale, del Capitolo Cattedrale, le Chiese, la Fondazione Santomasi e 20 aziende private.

«Il Consorzio Turistico è nato con l’intento di promuovere tutte le attività culturali e turistiche del territorio», spiega Giuseppe Topputo, Presidente del Consorzio Turistico di Gravina. Tra le iniziative, il “biglietto unico del turista” a cura di tutte le associazioni che gestiscono i vari siti, che permette così un abbattimento dei costi, oltre a dei biglietti integrati anche con Matera, che dista appena 15 minuti da Gravina.

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A Gravina il   Sentiero Geopoetico dell’Acqua e della Pietra

Infine un percorso turistico-culturale proposto dall’AIGAE, l’associazione delle guide escursionistiche. Nasce il   Sentiero Geopoetico dell’Acqua e della Pietra , un’esperienza unica a cavallo nel tempo tra siti archeologici di oltre 2400 anni fa, quartieri medievali, vie della transumanza e altro ancora, passando lungo il letto di un antico fiume.

«Sentiero “dell’acqua” perché saremo sul letto di un fiume esistito migliaia di anni fa. “Geopoetico” perché lungo il percorso si ascoltano passi letterari attinenti al contesto ambientale. “Della pietra” perché è possibile entrare nell’area archeologica dell’antica città di Sidìn e perché prevede la visita al quartiere medioevale scavato nella roccia». A parlare è Ezio Spano, Guida Ambientale Escursionistica AIGAE, tra gli ideatori del nuovo Sentiero.

Tra le chicche archeoturistiche da non perdere, l’accampamento del console romano Silla, la strada percorsa da San Pietro ma anche una parte sotterranea del sentiero dove ammirare buchi scavati nella roccia dai pastori per consentire il passaggio della transumanza. Punto di partenza del percorso sarà  il Parco Naturalistico di Capotenda a Gravina, che custodisce sepolture risalenti al 400 a.C.; dalla collina di Botromagno si entrerà nell’antica città di Sidìn, di cui si hanno notizie dal 1000 a.C., per poi ridiscendere fino ad arrivare al livello del torrente Crapo, attraversando dapprima la zona della “Terra Santa”, luogo delle fosse comuni delle vittima della febbre spagnola che decimò letteralmente la popolazione gravinese quasi 100 anni fa.

Il fascino delle “Sette Camere”

Il complesso rupestre delle “Sette camere”, risalente al medioevo, ma probabilmente abitato da molto tempo prima

Il percorso toccherà anche ricordi molto più recenti, come il Ponte Santo Stefano (bombardato durante la seconda guerra mondiale) per raggiungere l’eccezionale Complesso rupestre “Sette Camere”: «vero capolavoro dell’architettura rupestre all’epoca medievale ma con molta probabilità già utilizzato nei secoli precedenti – continua Spano – , un complesso rupestre diventato una vera e meravigliosa abitazione con 7 ambienti ben distinti e particolarmente interessante per l’ancora evidente sistema di recupero delle acque piovane e di condensazione».

Alcuni ambienti, nonostante il trascorrere del tempo, conservano ancora tratti e dettagli originali, come la cisterna scavata nel tufo e usata con tutta probabilità per raccogliere l’acqua piovana dal piano di campagna, con tanto di evidenti condotti anch’essi scavati nella roccia, i giacigli, le nicchie usate per la dispensa e per l’illuminazione.

 

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