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Grano OGM: X Grain ne svela le modificazioni, per ritornare alla biodiversità

Il grano: pilastro della dieta mediterranea, simbolo della gastronomia italiana, modello di alimentazione sana e pulita. Ma ci si può fidare della genuinità del grano che si consuma?

Il cortometraggio X Grain – ma non chiamateli OGM prodotto dall’Abap – Associazione Biologi Ambientalisti Pugliesi, ricostruisce i mutamenti avvenuti nell’arco del secolo scorso in ambito cerealicolo: a scapito della coltivazione dei cosiddetti grani antichi, i miglioramenti genetici hanno provocato la massiccia diffusione nei campi di una sola cultivar; al consumo di questi grani modificati, è corrisposto negli ultimi trent’anni un aumento esponenziale delle intolleranze alimentari al grano e dei casi di celiachia.

Il documentario di Stefano Di Lauro sarà proiettato oggi, 22 novembre, a Taranto, presso la seconda Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Bari, nella splendida cornice di Convento San Francesco. Seguirà la tavola rotonda dal titolo Grani antichi e biodiversità: tanto di Cappelli!, organizzata dall’Abap in collaborazione con il CEEAuniba – Centro di Esperienza di Educazione ambientale dell’Università degli Studi di Bari.

Durante la conversazione, emergeranno occasioni di riflessione e di approfondimento sulla tutela della biodiversità – paesaggistica, agricola e alimentare – e sulle opportunità legate al recupero di specie antiche di grano duro, come la varietà Senatore Cappelli; saranno inoltre messe a confronto le tesi degli esperti protagonisti del video, le esperienze dei produttori agricoli e i contributi di coloro che operano per difendere la biodiversità come essenza e patrimonio di ogni singolo territorio.

 

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