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Gran Paradiso: entro 20 anni i suoi ghiacciai potrebbero scomparire

Sono dati poco confortanti quelli recentemente forniti dall’Ente Parco Nazionale del Gran Paradiso, che, con la collaborazione degli operatori del Comitato Glaciologico Italiano, il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Torino ed il Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture del Politecnico di Torino è costantemente impegnato nel monitorare lo stato di salute dei ghiacciai italiani: dalle ultime rilevazioni è infatti emerso che, complice l’estate appena passata (tra le più calde degli ultimi due secoli), tutti i ghiacciai del Gran Paradiso controllati sono arretrati, ad eccezione di quello delle Sengie Settentrionale in Val di Cogne.

I ritiri frontali sono stati a volte eccezionali. Il valore massimo è stato registrato al ghiacciaio Aouillié in Valsavarenche, che è arretrato di 90 metri ed è diminuito di spessore. L’innevamento residuo, ovvero la copertura nevosa che rimane sul ghiacciaio al termine della stagione di ablazione, è scarso e a volte completamente assente, venendo a mancare la linfa vitale per l’esistenza del ghiacciaio stesso; significativo è inoltre il caso del ghiacciaio del Grand Etret, che dal 1999 ad oggi ha perso più di 13 metri di spessore. Secondo gli esperti che hanno effettuato le rilevazioni, entro 20 anni i ghiacciai del Parco potrebbero in gran parte scomparire, sorte a cui non sfuggirebbero moltissimi altri ghiacciai dell’intero arco alpino.

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