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Global warming. Immagini che producono azioni

Possono i fumetti essere veicoli attivi di riflessione in campo sociale e ambientale? È questa la scommessa iniziata nel 2004 da Radio Sherwood, che nell’ambito del suo omonimo festival estivo – lo Sherwood Festival – ha dato vita al progetto Sherwood Comix – Immagini che producono azioni. Scommessa vincente, a giudicare dal fatto che si è arrivati all’ottava antologia: tema di quest’anno è il riscaldamento globale.

«Spesso sentiamo dire che il fumetto ha bisogno di contenuti maturi per poter essere considerato alla stregua di altri linguaggi – scrivono nella postfazione i curatori Claudio Calia e Emiliano Rabuiti – ma troppe volte ci si ferma a questa considerazione senza agire conseguentemente, senza realizzarli, i fumetti maturi, quasi che bastasse la dichiarazione di intenti per consolarci con una virtuale pacca sulle spalle […]».

28 fumetti inediti illustrano – nel vero senso del termine – i rischi del riscaldamento globale, a pochi mesi dalla chiusura -senza che si siano ottenuti risultati effettivi – del vertice di Copenhagen; ma il riscaldamento globale non riguarda il solo punto di vista climatico. Stiamo assistendo a un riscaldamento delle tensioni internazionali; non c’è dubbio che tra razzismo, respingimenti, guerre e crisi economica, “il clima sia diventato più caldo”.

Le storie messe in fumetto trattano anche di avvenimenti recentissimi, come i fatti di Rosarno – illustrati da Cristina Spanò – e addirittura la fuoriuscita di petrolio nel Golfo del Messico, forse il più grande ecodisastro dei nostri tempi, narrata dalla matita di Otto Gabos. Le immagini risultano vincitrici lì dove non sempre le parole riescono, ovvero nel mostrare con vivida e assoluta chiarezza i rischi di un modo di vivere non sostenibile, e aiutano a riflettere: come al solito, sta poi al lettore passare all’azione, per scongiurare l’amara verità che, citando il titolo di una delle storie raccolte in quest’antologia, «la natura ci odia… e fa bene».

 

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