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Gli alberi secolari secchi, gli automobilisti e la SS 100

L'albero secco in territorio di Triggiano

Due pini secolari, uno nei pressi dell’uscita Nord di Triggiano e l’altro a pochi chilometri verso Bari sulla Strada Statale 100, ormai secchi da mesi, mettono a rischio l’incolumità delle migliaia di automobilisti che quotidianamente si dirigono presso il capoluogo di regione o verso la tangenziale di Bari per proseguire in direzione Lecce o verso Foggia. Così alberi secolari che sono stati piantati per delimitare le strade di accesso alle città, che con le loro ombre e le loro chiome rompevano la monotonia del nastro viario in aiuto agli automobilisti stanchi e provati da un lungo viaggio, che in molti casi hanno contribuito a creare il paesaggio dei viali alberati ben documentati dalle storiche guide del Touring club, oggi rappresentano un rischio per la pubblica e privata incolumità. Prima inglobati nelle strade che con gli anni si sono dovute adeguare all’aumento del traffico automobilistico, poi dopo una morte dalle cause ignote, sono ingloriosamente additati come rischio per la gente che li ha tanto apprezzati.

Dall'ortofoto si individua l'ubicazione degli alberi secchi sulla SS 100

Un albero sano durante tutta la sua vita è sottoposto a carichi che generano tensioni al suo interno; tra i più rilevanti, quelli generati dal vento e dalla neve e il carico dovuto al peso dell’albero stesso. Gli sforzi cui l’albero è soggetto nel corso della sua vita sono generalmente compensati dallo stesso albero con l’ispessimento del tronco. In caso di morte questo riequilibrio e contrasto agli sforzi non avvengono più e l’albero con tutti i suoi rami sono destinati a marcire e a cadere rovinosamente sul suolo schiantandosi.

La caduta di un albero in una strada trafficata o su un marciapiede può arrecare gravi danni a cose e persone: l’articolo 2051 del Codice Civile (Danno cagionato da cosa in custodia) stabilisce che “Ciascuno e responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito”. In altri termini, nel caso per esempio della caduta di un albero, di solito la responsabilità risiede nell’amministrazione comunale, che non ha badato a custodire o comunque controllare parte del suo patrimonio o al gestore della strada. Il Codice della strada (Dlgs 285/1992) all’art. 29 “Piantagioni e siepi” recita che i proprietari confinanti hanno l’obbligo di mantenere le siepi in modo da non restringere o danneggiare la strada o l’autostrada e di tagliare i rami delle piante che si protendono oltre il confine stradale e che nascondono la segnaletica o che ne compromettono comunque la leggibilità dalla distanza e dall’angolazione necessarie.

L'albero secco sulla SS 100 nel territorio di Bari

Ai dettami del codice della strada si deve aggiungere una sentenza della Cassazione penale risalente al febbraio 2011 che ha condannato un addetto dell’Anas di Foligno (il gestore della rete stradale e autostradale italiana) sancendo che gli alberi pericolosi, cioè quelli che possono essere coinvolti in incidenti stradali, devono essere situati ad almeno sei metri dall’asfalto o in alternativa devono essere protetti da un guardrail. Ragionevolmente se la norma e la sentenza valgono per gli alberi sui quali rischiano di impattare le auto, a maggior ragione dovrebbe valere per gli alberi che rischiano di impattare sulle auto in transito a seguito del loro schianto o dello schianto di rami pensili sulla carreggiata stradale.

Sarebbe necessario intervenire subito sulla Strada Statale 100 rimuovendo gli alberi secchi per evitare ogni tipo d’incidente e pensare, piuttosto di imbrigliare gli alberi secolari negli improbabili spazi di opere di servizio alle strade, di progettare una valida compensazione nel rispetto del paesaggio e del codice della strada.

 

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