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Giù le mani da quei pini!

I due pini a rischio "decapitazione" sorgono all'ingresso di Monterudoni (Isernia)

Restano ad impreziosire l’ingresso dell’abitato di Monteroduni, in provincia di Isernia, i due splendidi pini marittimi che da secoli rappresentano quello che storicamente è sempre stato il podere dei principi Pignatelli e il cui castello si erge ancora maestoso sul paese. Se potessero parlare però quei due alberi dichiarerebbero senza mezzi termini di averla scampata bella. Il loro abbattimento infatti era previsto da un’ordinanza sindacale per il 12 settembre. Nel provvedimento firmato dal primo cittadino Custode Russo si comunicava alla cittadinanza che “dalle 8 alle 14 del 12 settembre in località Colle delle Api-Sant’Eusanio nel comune di Monteroduni il traffico sarebbe stato regolato per consentire il taglio dei pini per motivi strettamente legati alla tutela della pubblica incolumità”.

L'ordinanza affissa nella notte tra l'11 e il 12 settembre

I motivi dell’ordinanza avevano fatto storcere il naso a più di qualcuno, anche perché nei giorni precedenti il provvedimento lo stesso Corpo Forestale aveva confermato l’ottimo stato di salute dei due alberi. Il sindaco però – secondo quanto si è appreso – non aveva voluto sentir ragioni. L’ordinanza secondo testimonianze del paese era stata affissa  nottetempo per evitare eccessivo clamore sulla vicenda. Al sindaco però qualcosa deve essere sfuggito perché già alle prime ore del mattino del 12 settembre un gruppetto di ambientalisti “capeggiati” da Emilio Izzo era sul … luogo del delitto, per così dire, pronti ad impedire uno scempio sia di natura ambientale che storica.

Il Castello dei Principi Pignatelli (nella foto) e i due pini sono il "biglietto da visita" di Monteroduni da secoli

I pini – come abbiamo già accennato – sono secolari e da sempre insieme al castello Pignatelli rappresentano Monteroduni. La sorpresa non è piaciuta affatto al primo cittadino al quale però non è restato altro che fare marcia indietro e spiegare che non c’era alcun pericolo per gli alberi e che l’ordinanza conteneva un errore: era scritto “taglio” invece di “potatura”. In pochi, ovvio, ci hanno creduto, ma insomma è il risultato quello che conta. E per una volta la storia ha conosciuto un lieto fine grazie soprattutto alla mobilitazione organizzata sia pure in tutta fretta da Emilio Izzo. Quegli alberi , è il caso di dire, davvero l’hanno scampata bella. Almeno per ora.

 

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