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Giro di vite sulle rinnovabili

Nuove regole e iter procedurali più snelli per l’installazione di impianti alimentati da fonti ad energie rinnovabili in Puglia, ma senza tralasciare la tutela dell’ambiente, dell’agricoltura e del territorio e  il sostegno allo sviluppo economico e turistico regionale. Sono queste le novità introdotte dal Regolamento regionale n. 24/2010 che attua quanto stabilito dalle Linee Guida nazionali per l’autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili e varate dopo sette anni di attesa dal ministero per lo Sviluppo economico con il decreto del 10 settembre 2010. Altre regioni, invece (Toscana, Emilia Romagna, Piemonte, Basilicata, Marche) hanno emanato provvedimenti sì più snelli ma limitati soltanto al fotovoltaico.

Campo fotovoltaico in Puglia

Il provvedimento approvato dalla giunta regionale pugliese batte sul tempo di 24 ore l’entrata in vigore esce delle Linee Guida nazionali. Ma la sua importanza strategica non si ferma qui perché il regolamento è stato approvato solo poche ore dopo la dichiarazione di incostituzionalità di quello sugli impianti eolici (n. 16/2006) attutendo il contraccolpo avuto con la sentenza della Corte Costituzionale.

Con il 24/2010 la Puglia determina quali sono le zone soggette a vincolo: parchi, riserve, siti Unesco, beni culturali, immobili e aree dichiarate di notevole interesse pubblico, territori costieri, laghi, fiumi, torrenti e corsi d’acqua, boschi, zone archeologiche, tratturi, grotte, lame e gravine e versanti. Queste aree sono state dichiarate “non idonee” e sono state individuate attraverso la ricognizione di tutte le disposizioni normative che tutelano l’ambiente, il paesaggio, il patrimonio storico e artistico, le tradizioni agroalimentari locali, la biodiversità e il paesaggio rurale.

Tratto di costa di Porto Selvaggio che rientra tra le aree "coni visuali"

È stata introdotta anche una particolare disciplina di protezione per i cosiddetti “coni visuali”, cioè le vedute panoramiche che caratterizzano alcuni paesaggi pugliesi cioè da quei panorami che sono l’immagine stessa della Puglia in tutto il mondo e rappresentano un motivo rilevante della sua attrattività turistica: vedute come Castel del Monte, Canne della Battaglia, il Castello di Lucera, Castel Fiorentino, Dragonara, Vieste, Minervino Murge, la Loggia di Pilato a Monopoli, il sito di Egnazia a Fasano, Ostuni e la sua strada panoramica, il Parco delle Dune Costiere e fiume Morelli, Alberobello e la strada provinciale dei Trulli, Locorotondo e il suo Belvedere, le Gravine di Laterza e di Gravina, Otranto, Santa Maria di Leuca e il santuario de Finibus Terrae, la strada che da Ruffano porta a Casarano con la Cripta del Crocifisso, Montagna Spaccata, Porto Selvaggio e il Castello di Oria e per le aree agricole interessate da produzioni agroalimentari di qualità, quindi con coltivazioni biologiche o identificate dai marchi DOP, DOC, IGT, IGP e simili.

Dal primo gennaio inoltre non è più possibile presentare le domande cartacee ma on-line attraverso la posta elettronica certificata ed è possibile farlo attraverso il portale dell’assessorato allo sviluppo economico www.sistema.puglia.it. .Di formato digitale dovranno essere anche i progetti proiettabili sulla cartografia del SIT, il Sistema Informativo Territoriale. Il tutto semplificherà e renderà più veloci le procedure di autorizzazione, e il parere sarà dato entro 6 mesi.

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