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Giovani e politica ambientale a Modugno

Anna Capriati ci presenta una interessante esperienza che coinvolge i  giovani di Modugno, impegnati in una forte attività di politica ambientale.

In Italia i fattori ambientali, oltre a contemplare elementi naturali come l’atmosfera o il suolo, rilevano sia la salute pubblica sia il paesaggio inteso sotto l’aspetto morfologico e quello delle identità, in altre parole delle comunità umane e dei beni culturali. In tal senso, non è più concepibile una politica ambientale intrisa della retorica sul “ritorno alla natura dell’uomo moderno”, visto il livello attuale di urbanesimo.

Il problema allora è un altro e consiste nell’elaborazione di una cultura applicabile al sociale che definisca, anche dal punto di vista giuridico, i valori e il bene comune sotto il profilo ambientale. A questo punto, se si considera il territorio pugliese, le problematiche connesse all’interpretazione dell’ecologia sono molteplici e se ne possono evidenziare alcuni aspetti facendo riferimento a una delle tante località della regione: Modugno. Su questo versante nasce l’impegno politico che ha coinvolto dei ragazzi e delle ragazze a unirsi in assemblea per la creazione di nuovo movimento politico, vale a dire uno spazio democratico impegnato sulle questioni etiche-ambientali e socio-politiche. Si tratta del Movimento Nuove Frontiere istituito e attivo ufficialmente dal 14 aprile 2016, un vero “laboratorio politico” come afferma il Segretario, interno all’iniziativa, Giovanni Lomoro.

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A Modugno il Movimento Nuove Frontiere sta lavorando nel solco dell’eco-politica

La necessità di intraprendere un percorso costruito da giovani rispecchia il vantaggio dell’autonomia e dell’autoregolazione, dunque la possibilità di acquisire una formazione politica dal proprio ruolo in società. Studenti e studentesse di vari ambiti, riuniti in assemblea, discutono sugli “ordini del giorno” e, con la collaborazione di alcuni amministratori pubblici e rappresentanti della Consulta Ambiente di Modugno, raccolgono una serie di interventi (alcuni di essi scritti e pubblicati sul social e nelle riunioni pubbliche) che rendono evidente il campo teorico e pratico dal quale può svilupparsi, a partire da una prassi ecologica. L’ecologia può divenire politica giacché proposta di ristrutturazione del territorio locale, in vista di un programma di democrazia collettiva. Il programma dell’ecologia politica deve fondarsi sul principio dell’autolimitazione e dell’autogestione in maniera tale da arbitrare tra l’estensione dei bisogni e dei desideri che essi si augurano di soddisfare e l’entità dello sforzo che giudicano accettabile dispiegare[1].

Perché l’idea di “movimento” e non di “partito”? Alla domanda, il Presidente-avvocato Gennaro Marazzita risponde che «il movimento ha un proprio regolamento, ordine e statuto proprio; infatti ogni singolo membro paga delle tasse per il mantenimento dell’attività politica, in modo da preservare l’indipendenza», in quanto una determinata scelta civica si definisce dalla propria identità. Oltre il modo con cui un movimento si presenta al pubblico, è importante assumere un tipo di responsabilità etica, anche in campo ambientale, che «non si sofferma su vincoli ideologici» afferma il membro Nicola Schiralli. Accanto a lui, Roberto Scardinale ribadisce «la partecipazione giovanile, nella Regione Puglia, anche alla luce degli ultimi accadimenti, rappresenta una scommessa e una crescita temporale» ovvero una scommessa «per il futuro che non si costruisce domani ma oggi».

Ascoltando le varie esperienze, si può ben comprendere sin da subito il “compromesso” che nasce tra il singolo individuo e la collettività, un dissenso originario scaturito dalle differenti visioni politiche per concludersi con un comune accordo. Un pensiero unico non basta per ricostruire degli spazi di condivisione aperti alle frontiere, inclusivi e liberi di espressione. Il Vicepresidente Roberto Mariani, il Tesoriere Lorenzo Caputo , Angelo Schiralli (che è anche rappresentante dell’Organo Consultivo dell’ambiente modugnese), ragazzi specializzati in diversi campi che però riescono a redigere, coordinare e controllare l’amministrazione affinché i problemi emersi dalle istituzioni locali si risolvano. La democrazia si configura, così, non in conformità a una struttura giuridica ma grazie alla pratica effettiva del singolo, in maniera reciproca, che si realizza solo in modo universale. In tal senso, il Segretario della Consulta dell’Ambiente Modugno Hermes Lopez, un giovane studente universitario che già possiede una coscienza politica complessa e determinata, ha suggerito  l’importanza di dar maggior attenzione ai bisogni della persona e alla tutela del territorio, in cui i cittadini devono essere i protagonisti ed unici referenti delle decisioni di chi amministra. Il suo ruolo da “mediatore-referente” tra il Movimento Nuove Frontiere e la Consulta Ambiente garantisce una collaborazione sistematica della particolarità e della natura degli apporti forniti singolarmente o in rappresentanza di organismi associativi e istituzionali, con impegno in attività temporanee su programmi ed iniziative specifiche.

Il Movimento Nuove Frontiere si è già esposto più volte al pubblico e nei consigli comunali, ha affrontato argomenti di politica ambientale come la “Biochemtex”. Gli ordini del giorno sono resi visibili attraverso i mass-media (pagina facebook) cosi da poter dialogare con i cittadini e renderli partecipi alle iniziative prese. Un elemento molto positivo  del Movimento è la rappresentanza femminile, fatta di studentesse curiose di conoscere il vero volto del politico, colui (o colei) che agisce sul campo territoriale e ri-sana le condizioni segnalate dai cittadini.

Chi ha coscienza della situazione e dei suoi pericoli deve uscire dalle vecchie trincee e mettere il suo sapere, la sua esperienza, i suoi valori etici e morali al servizio di una città come Modugno che, una volta liberato dal dominio della grande finanza e delle oligarchie partitiche che hanno rubato il futuro dei cittadini (depredando le finanze pubbliche, l’ambiente, il sapere e la rappresentanza dei cittadini), ha tutti i mezzi e le condizioni per ripartire ed uscire dalla crisi. Poiché è solo la politica (meglio se progettata da soli giovani) in grado di soppesare e controbilanciare compiutamente interessi pubblici con interessi privati e, anche in quanto politica ambientale, ne rappresenta la giusta ed equilibrata attuazione.

[1] André Gorz, Ecologica tr. it. a cura di F. Vitale, Jaca Book, Milano 2009

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