Giornata spreco alimentare, a che punto siamo?

Nella sola Unione Europea vengono generati oltre 59 milioni di tonnellate di rifiuti alimentari ogni anno

“È tempio di agire”, è il motto di quest’anno. Il 2030 è vicino

 

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Il 5 febbraio è la Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare

Dal 2014 il 5 febbraio si celebra la giornata nazionale contro lo spreco alimentare. L’iniziativa intende ricordare agli italiani che il cibo è una risorsa fondamentale per la popolazione, non soltanto dal punto di vista dell’alimentazione, ma anche da un punto di vista economico e ambientale, perché la produzione e il consumo influiscono pesantemente sul ciclo ambientale: per questo rientra tra i 17 obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite, la famosa Agenda 2030.

Le stime dell’Unric, il Centro Regionale di Informazione delle Nazioni Unite, confermano che ogni anno circa un terzo del cibo prodotto, che corrisponde a 1,3 miliardi di tonnellate, ovvero circa 1.000 miliardi di dollari, finisce nella spazzatura.

Nel 2024 in Italia c’è stato un notevole incremento dello spreco alimentare: se nel 2023 il dato era 469,4 grammi pro-capite a settimana, l’Osservatorio Internazionale Waste Watcher ha rilevato lo scorso anno 683,3 grammi di cibo pro-capite a settimana finiti direttamente nella spazzatura.

L’analisi del CTCU

Secondo il rapporto internazionale “Food Waste Index Report 2024”, le famiglie italiane producono 107 kg di rifiuti alimentari a persona in un anno.

Piccoli accorgimenti, però possono fare la differenza. “Nel 2024, uno studio condotto dalla Libera Università di Bolzano in un hotel a 3 stelle in Alto Adige ha dimostrato che anche semplici messaggi posizionati al buffet della colazione hanno un’influenza positiva sul comportamento degli ospiti e portano a una significativa riduzione dei rifiuti nei piatti. In Germania, 14 aziende del settore del commercio all’ingrosso e al dettaglio si sono impegnate volontariamente a ridurre i propri rifiuti alimentari del 30% entro il 2025 e del 50% entro il 2030. Gli alimenti ancora commestibili saranno consegnati ai banchi alimentari e ad altre organizzazioni sociali, mentre si tenterà di vendere i prodotti a breve scadenza. Le catene di logistica e del freddo devono essere ottimizzate, e il personale deve essere formato. Infine, ma non meno importante, in futuro saranno venduti più prodotti alimentari che presentano dei “difetti”. In Austria, dalla fine del 2023 i rivenditori di generi alimentari sono obbligati a comunicare al Ministero dell’Ambiente, quattro volte all’anno, la quantità di cibo donato e la quantità di cibo smaltito come rifiuto. In Svizzera, la Schweizer Tafel 2024 è riuscita a espandere ulteriormente la sua rete con i rivenditori e l’industria alimentare, aumentando la quantità di cibo salvato del 18% rispetto all’anno precedente.”. A fornire questi dati è il Centro Tutela Consumatori Utenti di Bolzano.

Molte strutture, enti, imprese e associazioni si stanno muovendo verso la riduzione degli sprechi alimentari e l’ottimizzazione del consumo, rieducando i consumatori verso scelte più sostenibili e ricette antispreco, che ricordano molto le tradizioni della nonna e della cultura contadina, rivisitate e aggiornate, quelle tavole dove si era abituati a non gettar nulla.

PlanEat

Contro lo spreco alimentare RiCibiamo 2.0 propone il recupero di prodotti alimentari non venduti lungo l’intera catena agroalimentare e la successiva distribuzione gratuita a persone sotto il reddito minimo

Oggi però, molti italiani, e non solo, dimenticano il cibo in dispensa o in frigo, il 37%, il 23% programma i pasti settimanali e il 75% non rielabora gli avanzi, secondo il Waste Watcher 2024.

E qui che subentra PlanEat. La startup italiana, nata nel 2020 in provincia di Pavia, propone kit, in contenitori lavabili, di alimenti freschi, lavati, pesati e proporzionati per famiglie e single, pronti per realizzare piatti senza spreco. Secondo i calcoli, in questo modo sono state salvate dalla spazzatura 83 tonnellate di cibo, che corrispondono ad un risparmio di 211 tonnellate di CO2, 48 milioni di litri di acqua non utilizzati e 915 mila mq di terreno risparmiati per produrlo. Pianificazione e programmazione sono alla base del sistema la cui premessa è che tutto il cibo acquistato tramite la piattaforma non viene sprecato.

To Good To Go

Secondo To Good To Go, l’Italia è il Paese con il maggiore spreco alimentare domestico in Europa, che vale 13,1 miliardi di euro all’anno, secondo il Waste Watcher Report. Lo spreco vale 2,6 pasti ogni settimana, che si traduce in quasi 360 euro a persona, ovvero fare la spesa invano per 47 giorni all’anno.

“Salvando quindi una Surprise Bag a settimana con l’app di Too Good To Go, in un anno una persona arriverebbe a salvare 52 kg di cibo, evitando l’emissione di 140 kg di CO2e, pari alle emissioni di auto per percorrere 755 km, quelle emesse da 1 persona in volo da Milano a Roma, ma anche evitando il consumo invano di 145.6 m2 di suolo, pari alla superficie di un campo da tennis, il consumo non necessario di 42mila litri di acqua, pari alla quantità di acqua necessaria per riempire 260 vasche da bagno o a quella necessaria per produrre 114 kg di pomodori, risparmiando infine oltre 500 euro”, spiega l’azienda.

La tecnologia aiuta

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Le pietanze non devono essere inserite nel frigo correttamente. La tecnologia aiuta a migliorare la consevazione dei cibo

L’errata conservazione del cibo è una delle cause dello spreco alimentare. In questo senso, la tecnologia può aiutarci. Per migliorare la conservazione degli alimenti e ridurre così gli sprechi, Electrolux sta utilizzando funzioni intelligenti e soluzioni innovative nei suoi elettrodomestici, che possono preservare la freschezza dei cibi più a lungo: l’uso del vapore, cassetti dedicati che garantiscono la giusta umidità e temperature più basse, possono prolungare di molto la freschezza del cibo.

 

ENEA

Per rispettare gli obiettivi dell’Agenda 2030, occorre ridurre del 54% lo spreco pro capite settimanale, ovvero dagli attuali 0,68 chilogrammi a 0,37 chilogrammi. Per far ciò, l’ENEA, tramite il centro METROFOOD-IT, ha realizzato una guida per spingere tutti i cittadini ad evitare lo spreco alimentare.

Nella guida, ci sono le raccomandazioni agli operatori del settore agroalimentare, che devono evitare le perdite lungo la filiera, promuovendo l’agricoltura di precisione; ai politici, che devono spingere programmi e campagne di sensibilizzazione a livello territoriale e nelle scuole, permettere agevolazioni fiscali per le aziende che donano cibo invenduto e per le attività agricole che adottano pratiche di economia circolare; ai consumatori, che devono imparare a leggere le etichette dei prodotti, ordinare un po’ alla volta quando si mangia negli all you can eat, chiedere la doggy bag per il cibo ordinato e non consumato nei ristoranti, scegliere ristoranti che promuovono iniziative contro gli sprechi o che effettuino donazioni di cibo, utilizzare app o servizi per acquistare a prezzi scontati le rimanenze di giornata.

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