Giornata mondiale dell’Ambiente… ma per un italiano su 4 è un problema delle prossime generazioni

La Giornata mondiale dell'Ambiente è fondamentale per sottolineare i danni inflitti agli ecosistemi del pianeta ma soprattutto per spronare al cambiamento (© naturepl.com- Doug Gimesy - WWF)

Consumiamo troppo, più di quanto la Terra ci metta a disposizione

 

La Giornata Mondiale dell’Ambiente, che si celebra il 5 giugno, ha l’obiettivo di sensibilizzare sulla necessità di agire per invertire le tendenze antropiche che stanno mettendo a dura prova il nostro Pianeta. Istituita nel 1972 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, è fondamentale per sottolineare i danni inflitti agli ecosistemi del pianeta ma soprattutto per spronare al cambiamento.

Dalla riqualificazione dei terreni a nuovi materiali per un’edilizia sostenibile, dalla riduzione delle emissioni di Co2 alla piantumazione di nuovi alberi, dal risparmio energetico a una dieta basata su prodotti stagionali, sono moltissime le iniziative che quotidianamente possono fare la differenza.

L’Italia ha già superato l’Overshoot Day: il 19 maggio è stato il giorno in cui abbiamo consumato tutte le risorse che in proporzione la Terra aveva messo a disposizione per un anno intero. Da quel giorno siamo in debito. Non solo. Se in tutto il pianeta consumassero quanto noi, servirebbero altri 2,6 pianeti.

Leggi Giornata mondiale dell’ambiente: tutti insieme uniti per la salvezza del Pianeta

Ambiente? Per 1 italiano su 4 è un problema delle prossime generazioni

L’Osservatorio della Fondazione per la Sostenibilità Digitale, presentando i risultati della ricerca “Sustainable Environment 2024: il rapporto degli italiani tra digitale, energia e ambiente”.ha evidenziato quanta strada resti da fare in termini di uso consapevole del digitale per la sostenibilità.

Il digitale è uno dei migliori strumenti che abbiamo a disposizione per gestire le complesse sfide poste dal cambiamento climatico. (Foto di StockSnap da Pixabay)

Se la riduzione del nostro impatto sull’ambiente è fondamentale per contenere il fenomeno dei cambiamenti climatici, del riscaldamento globale, dello sconvolgimento degli ecosistemi e della riduzione della biodiversità, per perseguire questo obiettivo è cruciale cambiare stile di vita, ridurre il consumo di energia e acqua, fare la raccolta differenziata, muoversi con mezzi green e optare per fonti rinnovabili per produrre energia pulita. Ma la teoria è molto lontana dalla pratica.

“Il digitale è uno dei migliori strumenti che abbiamo a disposizione per gestire le complesse sfide poste dal cambiamento climatico. Dai dati raccolti dall’Osservatorio sulla Sostenibilità Digitale – dice Stefano Epifani, presidente della Fondazione per la Sostenibilità Digitale – emerge come solo un italiano su tre sia in grado di capire realmente le conseguenze pratiche delle proprie convinzioni. Ciò significa che spesso ci riteniamo “sostenibili”, ma nei fatti non lo siamo. E, per completare il quadro, ben un italiano su quattro è convinto che inquinamento e cambiamento climatico siano temi importanti, ma che abbiamo tutto il tempo di affrontare. Come a dire: si, è importante, ma che se ne occupino i nostri figli”. 

I risultati della ricerca mettono peraltro in evidenza:

  • come l’81% degli intervistati ritenga che i servizi digitali abbiano un impatto positivo sui consumi energetici. La possibilità di controllare, attraverso la tecnologia, elementi della casa come il riscaldamento, l’illuminazione o gli elettrodomestici, non ha impatti solo sui consumi, ma solleva questioni di privacy soprattutto tra coloro che abitano nelle grandi città italiane. Nei piccoli centri, invece, vi è una visione leggermente meno attenta al valore della privacy, essendo questi cittadini più propensi a condividere informazioni private, se ritenute utili per il servizio.
  • Altrettanto significativa è la percentuale di cittadini, il 73%, che vede le tecnologie digitali e l’intelligenza artificiale applicate all’automazione domestica (smart home) utili al miglioramento dei consumi, con impatti positivi sull’ambiente e sull’abitabilità delle case da parte di persone disabili (l’81% dei residenti nei grandi centri e il 75% dei residenti nei piccoli centri) e di anziani (il 69% dei residenti nei piccoli centri e il 64% di quelli residenti nelle grandi città).

Come impatta la domanda di servizi digitali sui consumi energetici? Spesso i sistemi ci sono, ma non vengono adottati

Non è difficile tenere d’occhio i consumi energetici. Ecco come:

  • Smart Meter: si tratta di sistemi di controllo dei consumi energetici domestici che possono effettuare un monitoraggio puntuale dei consumi. A sfruttarne appieno i vantaggi e comprenderne il valore è solamente il 6% degli italiani residenti nei grandi centri e l’1% dei residenti nei piccoli centri. Significativo poi che il 29% dei cittadini residenti nei piccoli centri e il 27% di quelli dei grandi centri ritenga che questa tecnologia abbia un impatto limitato o nullo sull’ottimizzazione dei consumi.
  • Impianti di riscaldamento e climatizzazione programmabili da remoto: ad utilizzarli è il 12% delle persone residenti nei grandi centri e solo il 4% di coloro che abitano i centri più piccoli. Nei grandi centri, il 18% delle persone dichiara di non conoscere questi impianti, mentre nel caso dei piccoli centri questa percentuale è molto più alta, 42%. Le differenze tra grandi e piccoli centri potrebbe riflettere una maggiore consapevolezza delle opportunità offerte da queste tecnologie nei contesti urbani più densamente popolati, dove le esigenze di gestione del clima e del riscaldamento potrebbero essere maggiori.
  • Impianti di riscaldamento “intelligenti” che imparano sulla base delle abitudini degli abitanti: aumenta la percentuale di coloro che non conoscono questa tipologia d’impianti, ovvero il 31% dei residenti nei grandi centri e il 48% di quelli residenti nei piccoli centri. Di conseguenza, sono in percentuale inferiore coloro che ne fanno uso sia nei grandi centri, il 7%, sia nei piccoli centri, il 2%.
  • Elettrodomestici intelligenti (ad esempio lavatrici che riconoscono automaticamente il peso del carico e regolano il programma): nei grandi centri sono utilizzati con regolarità o più raramente dal 16% della popolazione, e nei piccoli centri dal 4% dei residenti. In generale, non sono conosciuti dal 33% della popolazione intervistata, e non vengono utilizzati dal 41% della restante popolazione.
  • App per l’assistenza nella raccolta differenziata: l’utilizzo regolare delle app è più diffuso tra la popolazione più digitalizzata e nei grandi centri, con il 11% degli abitanti che le utilizza regolarmente, rispetto al 2% nei piccoli centri.

Leggi Giornata mondiale dell’ambiente 2023: continuano le attività di sensibilizzazione

Riduci, riusa, ricicla: il mantra per minimizzare il nostro impatto ambientale

Ok a meno sprechi, ma non basta. Occorre proprio cambiare mentalità e correggere le distorsioni che sono entrate nel nostro stile di vita, nelle abitudini quotidiane. Anche perchè, spesso, non ci rendiamo nemmeno conto della nostra impronta ambientale.

Se scegliamo il vetro evitiamo contenitori che possono rilasciare fino a 710 microplastiche e altre sostanze dannose per l’ambiente. Se facciamo la doccia anzichè riempire la vasca da bagno, possiamo risparmiare fino a 1200 litri di acqua all’anno. Se usiamo mezzi di trasporto più sostenibili riduciamo i gas di scarico, così come se spegniamo led e luci non necessarie non sprechiamo energia. Piccoli gesti possono avere un impatto notevole se ce ne rendessimo conto.

Leggi Riciclo, foreste urbane, consegne green: per una Giornata mondiale dell’Ambiente tutto l’anno

Se lo spreco alimentare fosse un Paese, sarebbe il terzo per emissioni dopo Cina e Stati Uniti

Il 40% di tutto il cibo prodotto viene sprecato ogni anno. Secondo Project Drawdown (2020), è climaticamente strategico ridurre lo spreco alimentare perchè è responsabile del 10% delle emissioni di Co2 a livello globale e ridurlo è una delle azioni principali che possiamo intraprendere per affrontare il cambiamento climatico e limitare l’aumento della temperatura a 2?C entro il 2100. 

Un fenomeno che genera conseguenze anche dal punto di vista economico. Solo in Italia, secondo recenti dati diffusi da Wwf, lo spreco alimentare vale in 15 miliardi di euro all’anno, circa un punto di Pil (senza considerare i costi ecologici), e ogni italiano getta nella spazzatura 300 euro di cibo ogni anno. Il che

Ph courtesy Too good to go

equivale a un costo di circa 1000 euro per una famiglia composta da 3/4 persone.

“Non ci stancheremo di sottolineare come ridurre lo spreco alimentare non sia semplicemente una buona pratica da seguire, ma un obiettivo necessario per poter vivere in un pianeta migliore per gli effetti positivi che è in grado di generare a livello ambientale, economico e sociale” dichiara Mirco Cerisola, Country Director Italia Too Good To Go. “La nostra mission è quella di ispirare le persone a contrastare lo spreco di cibo, mettendo a loro disposizione soluzioni semplici per fare gesti concreti nel proprio quotidiano. Il raggiungimento dei 20 milioni di pasti salvati in Italia è un traguardo incredibile che siamo orgogliosi di celebrare insieme ai nostri utenti e partner, senza i quali non sarebbe stato possibile”.

Too Good To Go, l’azienda a impatto sociale dietro il più grande marketplace mondiale delle eccedenze alimentari, festeggia i 20 milioni di pasti salvati, un traguardo raggiunto a pochi giorni dalla Giornata Mondiale dell’Ambiente. Grazie alla sua community di 9 milioni di utenti e oltre 26.000 partner, in soli due anni, ha raddoppiato la cifra di 10 milioni raggiunta nel 2022, un nuovo traguardo che dimostra il grande impatto che ha avuto sul mercato italiano dal suo arrivo nel 2019. Il totale dei pasti salvati dallo spreco ha permesso di evitare:

  • l’emissione di 54.000.0000 kg di CO2e, una quantità pari a quella generata da 3.985 persone in volo in un viaggio attorno al mondo.
  • l’utilizzo non necessario di 56.000.000 m2 di suolo, pari alla superficie di oltre 7.800 campi da calcio
  • lo spreco di 16.200.000.000 litri di acqua, quantità equivalente a quella contenuta in 6.648 piscine olimpioniche.

Per raggiungere e celebrare insieme a utenti e partner questo importante traguardo, Too Good To Go ha lanciato “20.000.000 di pasti salvati – Non sprecare neanche una Bag”, uno speciale concorso per incentivare l’adozione di comportamenti sostenibili e ridurre lo spreco di cibo, in vigore fino al 5 giugno.

Leggi L’11ma Giornata Nazionale contro lo spreco alimentare mostra dati e situazioni preoccupanti

Un albero contro la desertificazione

In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, per riflettere sull’importanza della conservazione e della valorizzazione dell’ambiente, Treedom ha lanciato la campagna Fermiamo l’avanzata del deserto. L’obiettivo della B Corp che realizza progetti agroforestali, piantando alberi con l’obiettivo di innescare un miglioramento ambientale e social, è sottolineare quanto un piccolo gesto come piantare un albero possa essere fondamentale.

Tramite la piattaforma Treedom.net, tutti potranno sentirsi parte attiva, piantando alcune specie di alberi particolarmente preziose per la rigenerazione del terreno:

  • La Tefrosia, pianta floreale di piccole dimensioni che cresce in Madagascar, ha le funzioni di un insetticida naturale e, grazie alle sue proprietà azoto fissatrici, migliora la qualità del suolo, arricchendolo di sostanze nutrienti.
  • L’Acacia Mangium, con un fitto fogliame caratterizzato e cascate di piccoli fiori bianchi e profumati, protegge il terreno dai raggi diretti del sole, migliora la qualità del suolo fissando l’azoto e ne riduce l’erosione grazie al suo esteso apparato radicale.
  • La Sesbania, spesso usata come protezione dal sole e frangivento, è capace di fissare l’azoto nel terreno,
  • La Grevillea, specie piantata in Madagascar che, grazie ai suoi fiori gialli ricchi di nettare, attrae le api stimolandone l’integrazione con l’ecosistema.

Responsabilità ambientale d’impresa

I prodotti contrassegnati dall’etichetta Eco Design si distinguono per i materiali a basso impatto ambientale, una migliore efficienza energetica, prodotti sempre più riciclabili, imballaggi a basso impatto ambientale e prodotti progettati a lunga durata e riparabili

Se piantare alberi può sembrare un piccolo gesto, pur avendo un valore inestimabile dato che garantisce la vitalità dei terreni, la loro capacità di rigenerarsi e resistere alle minacce della desertificazione e la loro preservazione come bene per il futuro, anche raccogliere spazzatura ha il suo perché.

Il progetto Plastic Pull ha come obiettivo il recupero di tonnellate di rifiuti dispersi. Con il supporto di gruppi e associazioni vengono identificate e ripulite aree degradate dall’abbandono di rifiuti. Ogni chilo di rifiuti recuperato è certificato da Piantando, società benefit e B Corp che promuove progetti a impatto sociale e ambientale nel mondo. Rowenta ha deciso di collaborare con Piantando: raccoglierà 5 kg di rifiuti per ogni prodotto Eco Designed acquistato aderente all’iniziativa. I prodotti contrassegnati dall’etichetta Eco Design si distinguono per i materiali a basso impatto ambientale, una migliore efficienza energetica, prodotti sempre più riciclabili, imballaggi a basso impatto ambientale e prodotti progettati a lunga durata e riparabili: 5 principi per l’obiettivo di aiutare a ridurre l’impatto ambientale.

Nel settore dell’edilizia industriale, i principali tipi di emissioni sono due: quelle operative, prodotte dai consumi energetici e quelle incarnate, ovvero causate dalla produzione dei materiali e dalle attività di costruzione. Gse Italia, tra i principali player dell’edilizia industriale a livello globale, si impegna per abbattere l’impronta ambientale attraverso modelli di costruzione sostenibili basati sul concetto di brownfield, ovvero il recupero di aree già edificate e dismesse, per risparmiare terreno verde (dal 2020 a oggi, recuperati oltre 1,1 milioni di mq di terreno, salvando aree verdi dalla cementificazione), e sulla ricerca legata ai materiali. Un esempio è un nuovo cemento che abbatte le emissioni carboniche. Vincenzo Binetti, Senior Sustainable Building Engineer di Gse Italia: “In questo caso si ha una riduzione di CO2 su due aspetti: sia nella produzione vera e propria, sia relativamente a quella contenuta nella miscela, considerando che la quantità di cemento impiegata è minore rispetto ad una miscela tradizionale”.

Leggi Dai videogiochi alle foto sui social: le grandi aziende celebrano la Giornata Mondiale dell’Ambiente

Articoli correlati