Giornata mondiale dell’Ambiente e agricoltura biologica: un connubio fondamentale

A dirlo FederBio e l’UE che confermano con dati alla mano che il biologico migliora la biodiversità e la qualità dell’ambiente

Oggi è la giornata mondiale dell’Ambiente. Ora mancano 10 anni per applicare le proposte ecosostenibili dell’Agenda 2030. Tutti i governi devono rispondere e scegliere le linee da rendere subito operative affinché si possa avere, tra 10 anni, ancora un mondo vivibile per tutti.

Se parliamo di ambiente pensiamo subito all’inquinamento, atmosferico e marino, e allo sfruttamento delle risorse. Subito dopo pensiamo al cibo, all’alimentazione, e di conseguenza all’allevamento e alla agricoltura.

Occupazione giovanileSe la nostra successione logica ci porta a mettere alla fine “l’agricoltura” è perché dimentichiamo che siamo ciò che siamo proprio grazie all’agricoltura, fondamentale per vivere e necessaria per la nostra evoluzione, è la base della nostra catena alimentare.

La perfezione e la bellezza di un frutto è stata per anni la nostra prerogativa, per cui ogni strumento era lecito per migliorarlo. Ma poi abbiamo capito che così abbiamo modificato artificialmente un processo naturale che ha condizionato fortemente la qualità dei prodotti, rendendoli anche pericolosi nel tempo.

Così è stato fatto un passo indietro, anzi di lato, puntando su un’agricoltura biologica che rispetti determinati passaggi naturali e norme mirate alla sostenibilità, che servono per tutelare i prodotti, la terra e tutti i consumatori.

Il prodotto biologico, dunque, cerca di rifarsi al sistema naturale, aggiornandolo alle necessità odierne, troppo condizionate dagli errori fatti in passato, per tornare a “mangiar sano”.

Così, FederBio,in linea con le Strategie europee sulla Biodiversità e Farm to Fork, sottolinea l’importanza di allinearsi alle politiche dell’Unione europea in materia di biodiversità e di alimentazione e la centralità dell’agroecologia, di cui l’agricoltura biologica e biodinamica rappresentano le massime espressioni, per conciliare sostenibilità ambientale, economica e sociale. Il Green Deal europeo pone la tutela ambientale e della biodiversità al centro delle priorità dell’agenda comunitaria per i prossimi 10 anni, in quanto metà del PIL mondiale, 40.000 miliardi di euro, dipende dalla natura”. “L’approccio biologico – spiega Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio – è in grado di proteggere l’ambiente perché è più resiliente rispetto a quello convenzionale. Oltre a produrre una maggiore quantità di biomassa e biodiversità vegetale e animale per unità di superficie, migliora la sostanza organica del suolo contribuendo al sequestro di carbonio e quindi alla mitigazione del cambiamento climatico. In accordo con le Strategie europee sulla Biodiversità e Farm to Fork, occorre cambiare al più presto il metodo di produrre e consumare cibo. Un imperativo diventato ancora più urgente dopo la recente crisi sanitaria che ha mostrato uno stretto legame con quella ambientale. Diventa quindi fondamentale adottare al più presto comportamenti virtuosi tesi alla tutela dell’ambiente, orientando il sistema produttivo ed economico verso un nuovo paradigma basato sul rispetto della Natura”.

Tutto ciò conferma quanto rilevato dalla Corte dei Conti Europea in merito al declino delle biodiversità nei terreni agricoli, nonostante le specifiche misure della Politica Agricola Comune (PAC).

Da tempo in Europa c’è una netta e costante diminuzione di varietà di specie che vivono nei terreni agricoli. Dal 1990, uccelli e farfalle sono diminuite di oltre il 30%. La causa è l’agricoltura intensiva che utilizza prodotti e sistemi chimici e artificiali che influiscono sui processi naturali.

La Corte spiega che “per il periodo 2014?2020, la Commissione ha previsto di spendere 86 miliardi di euro (circa l’8 % del bilancio a lungo termine dell’UE) per la biodiversità, di cui 66 miliardi di euro provenienti dalla PAC. Nel gennaio 2020, il Forum economico mondiale ha classificato la perdita di biodiversità tra le cinque principali minacce che il mondo si trova ad affrontare, sia in termini di probabilità che di impatto. La proposta per la PAC post-2020 e la strategia sulla biodiversità fino al 2030 mirano a rendere la PAC più reattiva di fronte a sfide quali la perdita di biodiversità, i cambiamenti climatici o il rinnovo generazionale, continuando al tempo stesso a sostenere gli agricoltori europei per ottenere un settore agricolo sostenibile e competitivo”.

Quindi è fondamentale puntare sul biologico, perché utilizza l’ambiente e gli ecosistemi naturali per coltivare prodotti sani. La natura sa cos’è meglio per tutti, basta solo seguirla e non sostituirla.

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