Giornata Mondiale dell’Alimentazione 2023, FAO: «L’acqua è vita, l’acqua è cibo. Non lasciare nessuno indietro»

Giornata Mondiale dell’Alimentazione 2023, l’accento sull’importanza di una gestione consapevole dell’acqua e di un suo utilizzo più parsimonioso nella produzione di cibo

 

Occorre garantire che l’acqua sia distribuita equamente e che nessuno venga lasciato indietro. I dati comunicati dalla FAO sono allarmanti. Attualmente 2,4 miliardi di persone vivono in Paesi con problemi di approvvigionamento idrico e circa 600 milioni di persone che dipendono, almeno in parte, dai sistemi alimentari acquatici, subiscono gli effetti dell’inquinamento, del degrado degli ecosistemi, delle pratiche non sostenibili e del cambiamento climatico. 

In un’ottica di riflessione globale, dal 16 al 20 ottobre, si svolgerà a Roma la Terza Edizione del Forum Mondiale dell’Alimentazione che comprende il  Global Youth Forum, il Science and Innovation Forum e l’ Hand-in-Hand Investment Forum, nati con lo scopo di supportare un dialogo intergenerazionale tra i leader e gli operatori del settore agroalimentare. I tre forum rifletteranno sulle sfide e le crisi in corso, evidenziando l’importanza della collaborazione tra la generazione attuale e quella futura per aumentare le competenze in materia di scienza, tecnologia e innovazione e gli investimenti nei settori chiave dell’alimentazione e dell’agricoltura. 

«La fame non è un gioco», Warner Bros. Discovery e Amref contro lo spreco alimentare

#Fermalafame

I temi della campagna di sensibilizzazione di Warner Bros. Discovery e Amref nascono dalla consapevolezza che in Africa è in corso una delle più gravi crisi alimentari degli ultimi quarant’anni, per effetto di una lunga siccità aggravata da anni di conflitti interni e instabilità, dall’impatto della pandemia Covid-19 e dall’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari. Food Network manterrà per tutta la giornata di lunedì 16 ottobre la dicitura “Giornata Mondiale dell’Alimentazione” sotto al logo del canale, e trasmetterà in sovraimpressione alcune grafiche da dieci secondi durante i programmi editoriali, il cui contenuto metterà in risalto il divario tra l’Italia e l’Africa. Nel Corno d’Africa più di 20 milioni di persone rischiano di morire di fame. Di questi sei milioni sono bambini sotto i cinque anni, considerati gravemente malnutriti. Per contribuire alla crescita di un bambino tra i 6 e i 10 anni – secondo alcune stime – basterebbero circa 600 grammi di cibo al giorno. La stessa cifra, secondo il report “Il caso Italia” 2023 di Waste Watcher International Observatory on Food and Sustainability, viene sprecata in una settimana da ogni italiano.

Patate al quinto posto tra gli alimenti più consumati in Italia. L’UNAPA promuove le buone pratiche del settore

Fritte, arrosto o bollite, le patate sono alla base dell’alimentazione italiana. Questi tuberi, conosciuti storicamente come cibo povero, hanno infatti saputo conquistarsi un posto sulla tavola non solo per il loro gusto ed economicità, ma anche per i benefici nutrizionali, la sostenibilità che caratterizza l’intera filiera e la versatilità nell’uso  nella conservazione. Per la precisione l’80% degli italiani consuma patate almeno una volta a settimana. Sono precedute in classifica da frutta e verdura fresche (consumate almeno una volta a settimana dal 96% degli intervistati), dalla rivale pasta (94%), dalle fonti di proteine animali (94%) e dai latticini (90%). Confermata invece la superiorità sul riso, altra fonte di carboidrati per eccellenza, consumato almeno una volta a settimana dal 77% del campione. L’indagine è stata svolta su un campione di 1.000 consumatori e promossa da UNAPA, l’Unione Nazionale tra le Associazioni dei Produttori di Patate, sostenitore della campagna Potatoes Forever!, cofinanziata dall’Unione Europea, che ha tra i suoi principali obiettivi quello di informare il consumatore sulle buone pratiche del settore pataticolo, riducendo l’impatto ambientale.

Climate Smart Chefs Award, il premio che riconosce l’impegno di chi agisce a favore di un’alimentazione sana rispettosa del Pianeta

La Fondazione Barilla ha lanciato una call to action per chef, cuochi e organizzazioni no profit d’Europa che potranno candidarsi fino al 10 giugno 204. Gli chef potranno scegliere tra due diverse categorie, “Il Ristorante sostenibile dell’anno”, rivolto a chi è più esperto, già a capo di una cucina professionale, e “La ricetta sostenibile dell’anno”, a cui potranno partecipare i cuochi più giovani in formazione o impiegati in una cucina. Il premio per le “iniziative locali” è, invece, rivolto a quelle organizzazioni no profit che realizzano progetti e iniziative che trattano questioni relative a cibo, clima, acqua, nutrizione e spreco.

Il cibo rappresenta una componente importante quando si parla di consumi idrici. I dati, infatti, indicano che nel nostro Paese mediamente consumiamo 5.800 litri di acqua al giorno (ovvero più della stessa quantità di acqua che utilizzeremmo se quotidianamente facessimo più di 100 lavatrici a pieno carico) senza nemmeno vederla, in quanto la maggior parte di questa è contenuta nel cibo che mangiamo. Per questo è importante compiere scelte alimentari sane e amiche dell’ambiente. La Fondazione Barilla suggerisce di adottare la dieta mediterranea, che con la sua ricca base quotidiana di verdura, frutta e cereali, è la nostra principale alleata per abbassare gli impatti sull’ambiente, a beneficio della nostra salute. Intervenire sui metodi di cottura, quella a vapore per esempio richiede molta meno acqua rispetto alla bollitura e aiuta a preservare più sostanze nutritive nel cibo. Riutilizzare l’acqua per più preparazioni , per esempio per fare brodi o cuocere le verdure contenere gli sprechi usando, quando possibile, tutte le parti di un alimento, come le bucce.

Il 16 ottobre si celebra anche la Giornata Mondiale del Pane. Con oltre 700 mila tonnellate prodotte, è tra gli alimenti più sprecati in Italia.

Lo rende noto Too Good To Go, azienda a impatto sociale e marketplace per le eccedenze alimentari, sulla base dell’ultimo report rilasciato da Waste Watcher International Observatory on Food and Sustainability che lo colloca al secondo posto degli alimenti più sprecati. Si stima che mediamente un italiano spreca un 1 chilo di pane all’anno. Come conservarlo al meglio e dare una seconda vita a quello raffermo?

Ecco i consigli e le ricette antispreco di Too Good To Go. Per conservare al meglio il pane (sia fresco, in cassetta o fatto in casa) quello di utilizzare dei sacchetti di carta o di lino, che essendo materiali traspiranti, fanno circolare l’aria, evitando che il pane si secchi prima del tempo. Tra gli altri suggerimenti quello di congelarlo o di avvolgere le pagnotte con fogli in cera d’api: gli involucri ecologici di questo materiale infatti sfruttano anche altri ingredienti come il cotone bio, l’olio di jojoba e la resina per la conservazione alimentare, mantenendo il pane morbido per diversi giorni. Esistono tantissime ricette, spesso tramandateci dalle nonne, da sempre pioniere dell’antispreco, per riutilizzare il pane anche quando non è più fragrante. Tra tutte gnocchi di pane, canederli trentini, polpette di pane, torta di pane, budino di pane.

Crisi economica e aiuto alimentare. In Puglia quasi 208 mila ricevono aiuti alimentari, oltre 55 mila solo a Bari

A rivelarlo è il quarto rapporto sulla povertà alimentare di ActionAid, “Frammenti da ricomporre”. Sei milioni di persone nel nostro Paese, il 12% dei residenti con almeno 16 anni di età (dati 2021), è in una condizione di povertà alimentare. Nelle regioni del Sud il valore si attesta ben oltre la media nazionale, al 20,7% per un totale di quasi 2 milioni 400 mila persone. Guardando alla composizione del nucleo famigliare sono le famiglie monogenitoriali (16,7%) e quelle con 5 o più membri (16,4%) a registrare i tassi più elevati. Guardando ai minori under16, nel 2021, 200mila bambini e ragazzi (il 2,5% della popolazione di questa fascia d’età) non è stata in grado di consumare adeguata frutta e verdura e di fare un pasto completo – contenente carne, pollo, pesce o un equivalente vegetariano – almeno una volta al giorno.

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