Giornata Mondiale dell’Acqua, è un problema se 1 italiano su 2 non sa quanto è preziosa

(Ph Culligan)

Quali sono i problemi delle risorse idriche e l’impatto che il clima e l’inquinamento possono avere sull’acqua potabile?

 

A più di trent’anni dalla sua istituzione nel 1992, il World Water Day che si celebra ogni 22 marzo, vuole sollecitare l’attenzione dell’opinione pubblica sulle riserve di acqua dolce e la protezione di tutti gli habitat acquatici. Uno degli obiettivi principali è raggiungere l‘obiettivo 6 di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite: accesso all’acqua e a servizi igienico-sanitari per tutti entro il 2030.

A che punto siamo, però, se il divario di conoscenza in materia idrica sembra peggiorato? A fotografare gli italiani come scarsamente consapevoli e poco informati sul tema dell’acqua e sulla salvaguardia delle risorse idriche è una ricerca condotta a livello globale da Toluna per Culligan, esperto mondiale nel settore del trattamento dell’acqua, in occasione del World Water Day 2024. I dati raccolti rivelano un’allarmante mancanza di conoscenza riguardo alle sfide emergenti legate all’acqua e all’impatto che il clima e l’inquinamento hanno sulle risorse idriche.

In Europa, la situazione non è migliore: la ricerca evidenzia una preoccupante perdita di consapevolezza riguardo all’acqua negli ultimi tre anni. Aree cruciali, come la conoscenza di Pfas e microplastiche e della loro potenziale presenza anche nell’acqua in bottiglia, oppure dei benefici dell’acqua addolcita nella gestione e manutenzione della casa, risultano particolarmente poco conosciute con una percentuale rispettivamente del 53%, 36%, e 47%.

Questo scarso livello di conoscenza solleva gravi preoccupazioni riguardo ai potenziali rischi per la salute umana. Sebbene il 50% dei partecipanti italiani si dimostri allarmato per l’inquinamento dell’acqua da bere, tanto in ambito domestico quanto nel fuori casa, in Europa la maggior parte del campione mostra una mancanza di sensibilità su tali questioni (51%), il 44% dimostra preoccupazione e il restante 5% è totalmente indifferente e non informato sul tema.

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Microplastiche, Pfas e boro

Alcune azioni concrete, come il recente Decreto Legislativo 18-2023 relativo alla qualità delle acque destinate al consumo umano, sono state intraprese dalle istituzioni per affrontare questi problemi: ad esempio attraverso l’inserimento di parametri ancora più stringenti per alcuni inquinanti come i PFAS e il Boro, responsabili dell’inquinamento delle falde, e una maggior attenzione alle microplastiche, tema di attualità che è sotto i riflettori di governi, organizzazioni ambientali e della comunità scientifica, in attesa di una definizione di un nuovo protocollo di monitoraggio della Ue.

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Buone abitudini che fanno bene a tutti

Infografica Culligan 8Ph Culligan)

Parallelamente alla tutela della salute è importante aumentare l’impegno nella salvaguardia del pianeta sensibilizzando i singoli riguardo ai piccoli accorgimenti quotidiani che possono contribuire a ridurre l’impronta ecologica. Anche questo aspetto è stato preso in esame dalla ricerca condotta da Culligan evidenziando un basso livello di conoscenza e una scarsa attività da parte delle persone sul tema.

Andando a indagare più da vicino le abitudini di consumo, si è scoperto che in Europa persiste una mancanza di consapevolezza da parte degli intervistati in merito a quanto siano veramente dannose le bottiglie in Pet. Nello specifico, il Portogallo (88%) e la Francia (56%), seguiti a parimerito da Belgio e Paesi Bassi (51%) ritengono che le bottiglie di plastica non siano dannose per l’ambiente perché possono essere riciclate. L’Italia, invece, si dimostra più preparata con solo il 40% dei rispondenti d’accordo con questa affermazione. Nel processo di riciclaggio della plastica, è infatti essenziale rispettare alcune condizioni fondamentali: la plastica deve essere separata dagli altri materiali riciclabili, deve essere liberata da eventuali residui di cibo o altre contaminazioni, e ne esistono diverse tipologie che richiedono procedure di riciclo differenti.

Fra gli intervistati dei Paesi Emea solo il 21% beve acqua del rubinetto filtrata per evitare le bottiglie di plastica, contro il 42% del Nord America. Mentre in Italia la percentuale è leggermente più alta rispetto alla media europea e si attesta al 25%. Lo scenario rivela un quadro di scarsa proattività, con notevoli disparità nell’approccio alle azioni tra i diversi Paesi esaminati. Emerge, infatti, che l’impegno complessivo stia leggermente diminuendo in Italia, Francia, Austria e Regno Unito. Da un lato c’è un’attenzione meno marcata verso l’eliminazione della plastica, con la Germania che emerge come il Paese meno impegnato in questo ambito; dall’altro gli europei mostrano un’attenzione particolare al risparmio energetico, con l’Italia in testa (91%) a parità con il Portogallo, seguita dalla Spagna (90%). Anche il riciclo è una priorità, con l’Italia al comando con il 94%, seguita da Austria e Belgio.

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Perchè serve ridurre il consumo idrico

Se una fetta significativa della popolazione dimostra di essere disinformata sulla qualità dell’acqua e sui potenziali rischi da contaminazione e inquinamento, la Giornata Mondiale dell’Acqua è un’opportunità per tornare a riflettere sull’importanza cruciale di questa risorsa per il futuro. È un invito a considerare le sfide globali legate all’accesso all’acqua potabile e alla sua gestione sostenibile: attualmente 2,2 miliardi di persone nel mondo non dispongono di un servizio idrico adeguato, evidenziando la disuguaglianza nell’accesso a questa risorsa vitale.

rubinetto con areatore (Ph www.it.roca.com)

L’Italia è il Paese europeo che detiene il primato per il consumo di acqua potabile: tra i 150 e i 240 litri al giorno a persona. Un valore che cambia rispetto alle aree geografiche e alle stagioni, tuttavia, da Nord a Sud, d’estate o in inverno, il bagno rimane la stanza in cui utilizziamo più acqua. Basti pensare che la doccia rappresenta il 39% del nostro impiego giornaliero, una percentuale che aumenta esponenzialmente quando invece optiamo per un bagno caldo.

Ma anche lasciare un rubinetto in funzione mentre ci si insapona le mani può far sprecare fino a 6 litri d’acqua. Il consumo medio di acqua di una cassetta di scarico tradizionale si aggira tra i 9 e i 12 litri per il risciacquo. Farsi una doccia di 5 minuti, consuma tra i 75 e i 90 litri d’acqua.

Con l’intento di abbattere i consumi, senza rivoluzionare la nostra routine bastano alcune accortezze per risparmiare significative quantità di acqua. Un esempio arriva dagli aeratori istallati sui rubinetti: sono un modo semplice per minimizzare i costi, perché sono molto facili da applicare e possono essere acquistati nella maggior parte dei negozi di ferramenta, a prezzi modesti. Sono collocati all’interno del rubinetto e separano il flusso d’acqua in diverse sezioni, miscelandole con aria. Con questo investimento minimo è possibile ridurre significativamente il consumo di acqua nel proprio bagno, senza che la funzionalità ne risenta. Ad oggi numerosi di prodotti per il bagno incorporano questa tecnologia direttamente nei rubinetti.

Un altro invita a una scelta ponderata degli elettrodomestici. Un osservatorio del sito Trovaprezzi.it, in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, rileva come, a partire dal 2022, siano diventati oggetto di ricerche i depuratori e complementi per il trattamento dell’acqua, dai filtri per le caraffe al sale in pastiglie, dagli ionizzatori ai depuratori di acqua liscia e gassata. Inoltre, per un migliore utilizzo di acqua ed energia, una quota di ricerche di lavatrici, asciugatrici e lavastoviglie è stabilmente rivolta agli elettrodomestici in classe A: il 4,13% è stato raggiunto nell’ottobre 2023 per le lavastoviglie e punte sempre oltre il 10% (fino a un massimo di 14,78%) sono state rilevate per lavatrici e asciugatrici fra dicembre 2021 e ottobre 2022, periodo in cui la crisi energetica ha colpito più duramente. Nell’indagine è stato analizzato il comparto degli elettrodomestici più legati all’acqua: lavatrici e asciugatrici, lavastoviglie, depuratori e trattamento acqua. Nel 2023 le ricerche complessive sul comparatore hanno superato i 7milioni e 620mila: la maggior parte dell’interesse si è concentrato sulle lavatrici ed asciugatrici – oltre 5milioni e 350mila le ricerche relative – e sulle lavastoviglie – circa 2milioni.

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