Giornata Mondiale della Natura: a che punto siamo?

Agricoltura biologica, leggi più severe per la tutela della Natura e dei suoi abitanti e imparare a condividere gli spazi

 

L’obiettivo di quest’anno della Giornata Mondiale della Natura è far comprendere l’importanza e il valore delle specie selvatiche ed evidenziare le azioni da attuare per tutelare gli ecosistemi. Dalla sua istituzione, il 20 dicembre 2013 durante la 68esima sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, questa giornata intende celebrare gli animali e le piante del mondo, la loro posizione e il ruolo che ricoprono negli ecosistemi, ma soprattutto ricorda come il rispetto dell’equilibrio naturale sia necessario per il bene di tutti.

FederBio

Per FederBio è fondamentale la transazione agroecologica per mantenere l’equilibrio degli habitat naturali. Le pratiche agricole biologiche preservano “la fertilità dei suoli e la biodiversità, favorendo contemporaneamente la mitigazione dei cambiamenti climatici, la tutela dell’ambiente, il benessere degli animali e lo sviluppo rurale – spiega l’associazione – Il Rapporto ONU 2019, che ha coinvolto per 3 anni 150 esperti provenienti da 50 nazioni. lancia un allarme globale: nei prossimi decenni fino a un milione di specie vegetali e animali sarà a rischio estinzione. Circa un ottavo degli 8 milioni di specie presenti sulla Terra è dunque destinato a scomparire a causa delle conseguenze dell’impronta impressa dall’uomo sugli ecosistemi, tra cui metodi di sfruttamento delle terre e delle risorse naturali come l’agricoltura intensiva e l’uso di pesticidi. Finora sono già state alterate tre quarti delle superfici terrestri, il 40% degli ecosistemi marini e metà di quelli di acqua dolce.”.

WWF

Il report “Il danno invisibile dei crimini di natura: analisi e proposte del WWF Italia” realizzato dal WWF nell’ambito del progetto europeo SWiPE fornisce un’analisi approfondita del Wildlife crime, il fenomeno che minaccia la biodiversità in Italia e gli intrecci con il traffico illegale internazionale di specie protette. Dal rapporto emerge la gravità e la diffusione di un fenomeno che necessita di misure di contrasto più adeguate e restringenti.cacciatore

L’Italia è un crocevia fondamentale del traffico di specie protette. Tra il 2016 e il 2019, solo in Lombardia sono stati denunciati 5.256 illeciti, seguita dal Veneto con 2.526 e dalla Toscana, con 2.247 denunce.

In alcuni casi, le tradizioni culinarie spingono il bracconaggio e il commercio illegale. La pesca illegale è quella che negli ultimi tempi è più evidente e devastante degli habitat, come la pesca dell’anguilla, delle oloturie, dei datteri di mare e di alcune specie di squali.

L’assenza di una banca dati centrale sui crimini di natura frena il tracciamento e la capacità di adottare idonee misure di prevenzione e pianificazione. “Chi uccide una specie protetta come un orso, un lupo o un’aquila – spiega il WWF – oggi ha la possibilità di cancellare dalla fedina penale il proprio crimine attraverso il pagamento di una cifra irrisoria (circa 1.000 euro) e, più in generale, chi uccide, pone in commercio, detiene illegalmente animali selvatici, rischia sanzioni bassissime.”.

Necessaria, dunque, un’azione governativa precisa, che spinga verso un nuovo sistema di contrasto all’illegalità ambientale che, come si legge nelle cronache italiane, e non solo, sta diventando sempre più frequente ed evidente. Di contro, c’è da dire che le forze dell’ordine stanno aumentando i controlli e gli interventi, ma servono pene più severe e certe.

Le volpi di Barricalla

La Natura, però, riesce ancora a stupirci. Una famigliola di volpi ha deciso di trasferire la propria residenza a Barricalla, l’impianto di smaltimento di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi, e principale produttore di energia solare pulita in Italia, che si trova alle porte di Torino, precisamente a Collegno.

Le telecamere interne hanno registrato mamma volpe e cucciolo, ispezionare l’area dei pannelli fotovoltaici. L’impianto, però, non è nuovo a queste visite. Essendo a ridosso della tangenziale, al confine con le aree verdi esterne della città, l’area è spesso visitata da roditori e rapaci, come i falchetti. Inoltre, molte api mellifere vivono stabilmente e sono utilizzate per il biomonitoraggio dell’impianto.

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