Giornata Mondiale della Biodiversità, tra iniziative e curiosità

Sabato 22 maggio tutto il mondo ricorda l’importanza di preservare la biodiversità del nostro ecosistema. Dall’appello lanciato dal WWF al bambù commestibile passando per il suolo danneggiato dall’uso di pesticidi

Animali che tornano e animali che si estinguono. Nella Giornata Mondiale della Biodiversità, sabato 22 maggio, il WWF racconta, da una parte, il ritorno della lince europea, della lince iberica e del gatto selvatico, e dall’altra lancia un SOS per salvare i leoni dal rischio estinzione.

In particolare, la lince europea, quella iberica e il gatto selvatico sono i rappresentanti della Famiglia dei Felidi nel vecchio Continente. Dopo un lungo periodo di declino causato dall’attività umana, il numero dei predatori in Europa sta crescendo grazie alle aree protette e a una migliore tutela legale. Per questo oggi le persone sono più consapevoli del ruolo che svolgono nei nostri ecosistemi.

E chi pensava che questi animali crescessero soltanto in Africa, America e Asia, deve ricredersi. I parenti “minori” di tigri, leoni, leopardi e giaguari, vivono l’Europa da centinaia di migliaia di anni, e la loro storia evolutiva si è intrecciata (spesso in maniera non positiva per queste specie) con quella degli uomini.

Allora perché si estinguono? Nel caso del gatto selvatico, ad esempio, il Consiglio europeo e gli attuali report IUCN identificano come principali minacce alla conservazione del gatto selvatico l’ibridazione con il gatto domestico, la competizione e la trasmissione di patogeni dal gatto domestico (dal quale si distingue per taglia maggiore e alcune caratteristiche fenotipiche), la frammentazione dell’habitat e gli incidenti stradali, ma anche il prelievo illegale dei piccoli in natura da parte di commercianti senza scrupoli.

Dona 2 euro al 45585 per la campagna del WWF “SOS leoni” attiva fino a domenica 23 maggio

Per questi motivi la specie è considerata “vulnerabile” in molti Paesi. Inoltre, il gatto selvatico è legalmente protetto in Europa (Direttiva Habitat) ma a differenza di molte altre specie di carnivori europei, per i quali sono stati attivati progetti di conservazione, non abbastanza è stato fatto sinora per il gatto selvatico europeo.

Intanto continua la campagna SOS leone per salvare questi grandi felini dall’estinzione.

 

Il leone è il re della savana e della foresta, l’animale simbolo di forza, coraggio, vitalità. Ma oggi- ricorda il WWF – sono rimasti meno di 20mila leoni selvatici nel mondo, a causa del degrado degli habitat naturali, bracconaggio e commercio illegale.

Ognuno di noi può decidere di “fare la parte del leone” e aiutare il WWF a salvare questa specie dall’estinzione donando fino al 23 maggio al 45585 con SMS (2 euro) o chiamata da rete fissa (5 o 10 euro) per sostenere il progetto “SOS Leone”.

Biodiversità del suolo al centro di numerosi studi

La biodiversità del suolo è ad alto rischio a causa dei pesticidi. È l’allarme lanciato da FederBio (Federazione italiana agricoltura biologica e biodinamica) in occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità.

La ricerca “Pesticidi e invertebrati del suolo: una valutazione dei rischi” curata da Nathan Donley, del Center for Biological Diversity di Tucson, recentemente pubblicata sulla rivista Frontiers in Environmental Science, traccia un quadro decisamente allarmante. Secondo l’analisi, che ha esaminato quasi 400 studi sugli effetti dei pesticidi (circa 284 principi attivi) su oltre 275 specie di invertebrati che vivono prevalentemente nel suolo, l’esposizione ai pesticidi ha avuto un impatto negativo su queste specie nel 70,5% dei casi rispetto ai 2.842 parametri testati.

Rischio amplificato dal fatto che comunemente nei terreni agricoli non si trovano singoli principi attivi, ma miscele di pesticidi i cui effetti possono pregiudicare seriamente la biodiversità del suolo.

Il pericolo per la biodiversità del suolo è al centro anche di un rapporto dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) compilato da 300 scienziati, il primo sullo stato globale della biodiversità nei terreni.

Lo studio parte dalla constatazione che un quarto di tutte le specie animali sulla Terra vive sotto i nostri piedi e fornisce nutrienti preziosi, per poi evidenziare come l’uso eccessivo di fertilizzanti, pesticidi e antibiotici sia tra le principali cause dei danni agli ecosistemi del suolo.

La riduzione dell’impatto dell’inquinamento ambientale, alla base della perdita di biodiversità e della distruzione degli habitat naturali, è anche al centro del Piano d’azione ”Azzerare l’inquinamento atmosferico, idrico e del suolo”, recentemente adottato della Commissione europea.

Il Piano, che tra gli obiettivi chiave ha quello di migliorare la qualità del suolo riducendo del 50% le perdite di nutrienti e l’uso di pesticidi chimici, traduce in azione le politiche dell’Ue tese a contrastare e prevenire l’inquinamento da sostanze tossiche per abbassarlo a livelli non dannosi per la salute umana e degli ecosistemi naturali.

Cacciatori responsabili

Possono essere definiti le “sentinelle” dell’ambiente oltre che alleati degli agricoltori. Parliamo dei cacciatori; la Fondazione UNA (Uomo, Natura, Ambiente – che raccoglie 350mila cacciatori) ci ricorda l’importanza della tutela della biodiversità e del ruolo svolto dall’attività venatoria.

Proprio in occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità 2021, Fondazione UNA fa sapere che intende rinnovare il suo impegno per la tutela della biodiversità e degli equilibri naturali di flora e fauna.

In quest’ottica, il cacciatore dà un importante supporto alla comunità che vive sul territorio; possiamo dire che è il miglior alleato dell’agricoltore e che svolge un vero e proprio ruolo di manutenzione del territorio, perché  fornisce a chi lavora nei campi un importante contributo nel limitare i danni provocati al raccolto dalla fauna selvatica cacciabile, mentre per i danni provocati da quella non cacciabile si mette a disposizione per interventi mirati (deroghe o abbattimenti controllati).

Inoltre, la Fondazione UNA è intervenuta contro la pratica illecita del bracconaggio, che rappresenta un’idea di caccia irresponsabile molto lontana dai principi di UNA e dei cacciatori che riunisce in sé.

Dal lago di Bolsena a Civita Castellana: viaggio nella biodiversità

La Tuscia (VT) il 22 e 23 maggio festeggerà la Giornata Mondiale della Biodiversità aprendo le porte alla scoperta e alla riscoperta del suo patrimonio biologico di odori, sapori, lavorazioni e mestieri a tutela della biodiversità con un percorso tra i borghi e le campagne di Bolsena, Civita Castellana, Piansano e Viterbo, nella terra dei primi popoli italici, dai fallisci agli etruschi.

Un itinerario speciale all’interno di quelle esperienze sostenibili che hanno fatto della tutela e della valorizzazione un valore da tramandare nel tempo, di famiglia in famiglia attivando virtuosi processi di recupero e conservazione delle antiche tradizioni. Ogni assaggio una storia, ogni frutto una ricchezza.

Il 22 e 23 maggio, famiglie, curiosi e appassionati potranno andare alla scoperta – con la possibilità di partecipare attivamente – del processo produttivo dell’olio, ma anche del formaggio, e molto altro, sperimentando con mano l’importanza della tutela della terra e del processo sostenibile. Nel rispetto delle norme anti-covid e prenotandosi scrivendo all’indirizzo: marketing@vt.camcom.it.

Bambù commestibile

Solletichiamo un po’ il palato. Sempre in occasione della giornata mondiale della biodiversità, Alma Italia ricorda che esistono oltre 200 le specie di bambù commestibili a fronte delle oltre mille esistenti.

Il bambù è classificato fra i primi 5 superfood al mondo. Ha pochi grassi e molte fibre

Il bambù è considerato uno dei cibi del futuro poiché a basso contenuto di grassi, buona fonte di fibre, proteine e di aminoacidi. In primavera prende il via la produzione del germoglio di bambù, ricco di sostanze nutritive, per il trend food & benessere.

Dalla terra alla tavola, Alma Italia porta i prodotti biologici di bambù derivati dalle proprie colture – rigorosamente senza utilizzo di pesticidi e agenti chimici nei campi – direttamente nelle nostre cucine grazie a Bambùbio, il ramo dell’azienda specializzato nella filiera alimentare dei prodotti.

Il bambù è così al centro di molte ricette di chef come Imma Ferraro, che sceglie la farina di bambù e il suo elevato apporto di silicio organico per i tanti prodotti da forno: dalla ricetta della “pizza alle malelingue”, ma anche per grissini e taralli, oltreché per le farciture con prodotti freschi di formaggi vaccini derivati dalla coltivazione di bambù come il caciocavallo, fino agli sfiziosi dessert con la ricetta del “Bambùdino” guarnito, che al posto del caramello, è guarnito di golosissima e salutare confettura di ciliegie e bambù.

Che sia fritto, stufato, saltato, sott’olio o aggiunto all’impasto, il sapore neutro del bambù, dalla consistenza croccante e simile all’asparago o al carciofo, apporta infatti una consistenza gradevole al palato, senza modificare il gusto, così da valorizzare tanti piatti e ricette, ricco di diverse interpretazioni.

 

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