Giornata Mondiale del Rinoceronte… come salvare una specie

Tra lockdown, progetti dedicati e bracconaggio, la vita di un animale, unico nel suo genere, che deve essere salvato per il bene di tutti

Il 22 settembre è stata la Giornata Mondiale del Rinoceronte. Nel mondo sono rimasti meno di 25 mila esemplari in libertà, tra Africa e Asia. Da circa 50 milioni di anni, il rinoceronte vive sulla Terra. Con i suoi tratti distintivi, il corno, la stazza, la corazza e la forza, la sua evoluzione lo ha portato a vivere principalmente in Africa e in Asia meridionale, anche se ci sono prove della sua presenza in Europa durante le glaciazioni.

Oggi, si dividono principalmente in 5 specie: il rinoceronte bianco e quello nero in Africa, il rinoceronte indiano, di Sumatra e di Giava in Asia.

Lo sterminio dei rinoceronti è causato dal bracconaggio. In passato, era un ambito trofeo, ma in tempi recenti il rinoceronte viene ucciso per il suo corno utilizzato come status symbol, o nella medicina tradizionale, come afrodisiaco o per costruire impugnature di coltelli. Per questa ragione è molto ricercato e il commercio illegale è fiorente. Il corno, che peraltro può spezzarsi e ricrescere, viene invece staccato alla base con una motosega dai bracconieri che lasciano l’animale in fin di vita.

I progetti del WWF

In Sud Africa e Malawi il rinoceronte nero stava per scomparire. Grazie ai progetti anche del WWF, in natura oggi ci sono 5.500 rinoceronti: solo 25 anni fa si contavano meno di 2 500 individui.

Sono nati 13 piccoli rinoceronti nati grazie al progetto dedicato alla reintroduzione, mediante traslocazione, dei rinoceronti neri. Due dei nuovi nati nel 2020 sono di seconda generazione, e questo significa che le loro nonne erano tra gli individui che, con l’aiuto del WWF in collaborazione con KZN Wildlife, sono stati trasferiti per creare nuove popolazioni e dare un futuro alla specie circa 20 anni fa.

Il progetto è in corso in 13 siti che ospitano complessivamente circa 270 rinoceronti neri. Nel novembre 2019 un gruppo di rinoceronti (fra cui le due madri che hanno dato alla luce i piccoli quest’anno) è stato spostato dal Sud Africa in Malawi, nel Parco Nazionale di Liwonde. L’operazione è stata realizzata con successo dal WWF Sud Africa, in collaborazione con African Parks (NGO sudafricana), Ezemvelo KZN Wildlife (organizzazione governativa sudafricana) e il Dipartimento dei Parchi nazionali e della fauna selvatica del Malawi. Gli animali sono stati spostati in aereo. Un viaggio fondamentale e necessario per salvaguardare la specie che, come previsto, si è subito ambientata e ha iniziato a proliferare. La protezione della specie da parte delle Autorità locali, gli interventi economici da parte della Comunità internazionale e la sensibilizzazione dell’opinione pubblica mondiale sono fondamentali per salvare questo animale ed estinguere il fenomeno del bracconaggio.

Lockdown e bracconaggio

Sembra paradossale, ma grazie al Covid-19, il bracconaggio è sparito per un certo periodo. Ad aprile, la zona di protezione del Parco Nazionale Kruger ha registrato zero casi di bracconaggio a carico dei rinoceronti della riserva mentre nella prima metà del 2020, in tutto il resto del Sudafrica sono stati colpiti 166 esemplari a fronte dei 319 dello scorso anno.

«Nel periodo di lockdown globale – spiega Cesare Avesani Zaborra, direttore scientifico del Parco Natura Viva di Bussolengo che da anni sostiene l’organizzazione internazionale “Save the Rhino” – la presenza delle forze armate e i numerosi posti di blocco per le strade africane hanno funzionato da deterrente per i bracconieri, che hanno trovato sbarrate anche le vie del traffico illegale verso Cina e Vietnam – la più grande piazza per il corno di rinoceronte – a causa del blocco dei flussi turistici. Questo tuttavia porta con sé un problema indiretto, causato dall’assenza di quell’ecoturismo in grado di supportare parchi e riserve che tutelano la specie. Per quello che riguarda l’Africa – prosegue Avesani Zaborra – quest’anno si registra dunque un aumento di 130 rinoceronti neri, che porta il totale a 5.630 e ancora un declino di rinoceronti bianchi, che si aggira intorno alle 18mila unità. Notizie di speranza vengono anche dalle tre sottospecie asiatiche: in Assam, si sono registrati nel 2020 solo due casi di bracconaggio a carico dei 3.600 rinoceronti indiani rimasti (che a differenza di quelli africani, sono dotati di un solo corno), il rinoceronte di Java passa da 68 a 72 esemplari mentre il rinoceronte di Sumatra prosegue il suo declino con meno di 80 esemplari viventi. È questo dunque il momento per i Governi di tutti i Paesi – conclude Avesani Zaborra – di cogliere l’occasione e affermare con forza ancora maggiore che quando si parla di conservazione della fauna selvatica, si tratta di una priorità».

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