Giornata mondiale dell’Ambiente, tuteliamo la biodiversità

La 46ma  Giornata dell’Ambiente ha per motto “È il momento per la Natura”. Oltre un milione le specie viventi a rischio. I geologi: dalle rinnovabili una barriera al cambiamento climatico

Il 5 giugno di ogni anno è una data importante per la Terra. E’ il giorno in cui si celebra la Giornata mondiale dell’Ambiente, una ricorrenza che venne istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 15 dicembre 1972.

natura, biodiversità
Quest’anno la 46ma Giornata dell’ambiente ha come motto It’s time for nature, “È il momento per la Natura”

La data fu scelta per ricordare la prima Conferenza dell’ONU sull’ambiente tenutasi a Stoccolma dal 5 al 16 giugno del 1972 e in quell’occasione venne adottata la Dichiarazione di Stoccolma che definì i 26 principi sui diritti e le responsabilità dell’uomo in relazione all’ambiente. La prima celebrazione nel mondo risale però al 1974, rilanciata da uno slogan quanto mai universale Only One Earth, una sola Terra.

Al capezzale della biodiversità

Quest’anno la 46ma Giornata dell’ambiente ha come motto It’s time for nature, “È il momento per la Natura”, per ricordarci che la crisi della biodiversità è una preoccupazione non solo urgente, ma anche esistenziale. Un grido collettivo che vuole risvegliare le coscienze di tutti, chiamandoli all’azione per difendere il Pianeta. Due le azioni da attuare: adottare uno stile di vita sostenibile e promuovere lo sviluppo di una rinnovata consapevolezza ambientale globale.

L’attenzione alla biodiversità è più urgente che mai alla luce dei dati drammatici che parlano di  circa un milione di specie viventi(su un totale stimato di circa 8,7 milioni) attualmente a rischio estinzione, con una pericolosa ricaduta sugli ecosistemi naturali in gran parte distrutti, degradati, frammentati,  e sugli esseri viventi, uomo compreso. L’attuale ritmo di estinzione delle specie fa ritenere gli scienziati che siamo di fronte alla sesta grande estinzione massa. Per questo “Trattiamo la natura con gentilezza”, recita il bel video diffuso per l’occasione dall’ISPRA.

 

Consumo del suolo, grande accusato

Ma non basta. Con la crisi della biodiversità è a rischio la fornitura dei servizi eco-sistemici, dagli alimenti al legno, dall’acqua ai medicinali, dalla regolazione del clima al controllo dell’erosione del suolo, dai valori ricreativi a quelli culturali. Proprio le aree verdi, le foreste e gli ambienti naturali, fondamentali per il mantenimento e la vita delle biodiversità, sono messi a rischio dall’elevato consumo di suolo che, secondo l’Annuario dei dati ambientali 2019 dell’Ispra, è cresciuto in Italia al ritmo di 2 metri quadri al secondo fra il 2017 e il 2018, con  23mila km2 cementificati o asfaltati. La sicurezza alimentare, il benessere e la prosperità delle comunità umana sono messi in pericolo se non si intraprendono azioni per invertire la crisi della biodiversità.

Un aiuto dalle energie rinnovabili

All’edizione 2020 cella Giornata Mondiale dell’Ambiente dà un taglio tutto particolare il Consiglio Nazionale dei Geologi, che punta sulla gestione sostenibile delle risorse. «Aumentare considerevolmente entro il 2030 la quota di energie rinnovabili nel consumo totale di energia è tra gli obiettivi chiave entro il 2030, presentati dalla Commissione Ue, che stabiliscono la riduzione almeno del 40% delle emissioni di gas a effetto serra (rispetto ai livelli del 1990) e il consumo di almeno il 32% di energia rinnovabile», spiega Vincenzo Giovine, Vice Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi e Coordinatore della Commissione “Ambiente” del CNG. «Occorre dunque procedere nel difficile percorso di decarbonizzazione».

Ma la virata decisa verso le rinnovabili è anche tra i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 dell’Onu. La cifra stimata per gli investimenti per diffondere l’uso delle rinnovabili è pari a 130 mila miliardi di dollari «dal solare, all’eolico fino al geotermico – continua Giovine –  per innescare un processo virtuoso che ci consenta entro il 2050, a livello globale, di tagliare il 70% delle emissioni di anidride carbonica e minimizzare gli effetti del cambiamento climatico

Articoli correlati