Giornata Mondiale dell’Alimentazione: combattere inquinamento con prodotti a chilomero zero

Efficienza e chilometro zero per la Giornata Mondiale dell’Alimentazione

L’alimentazione è strettamente connessa con l’inquinamento. Oggi, per produrre cibo, si producono ingenti quantità di CO2 che vengono immessi nell’atmosfera provocando l’effetto serra. Ma se si sviluppano sistemi più efficienti e si punta ai prodotti a chilometro zero, l’impatto ambientale sarebbe ridotto sensibilmente, rientrando nei limiti naturali.

La Giornata Mondiale dell’Alimentazione

Questi ed altri sono gli argomenti di discussioni nei tavoli politici mondiali e nelle scuole per la celebrazione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione. Istituita nel 1979 dall’ONU per ricordare la fondazione della FAO, avvenuta il 16 ottobre 1945, intende sensibilizzare sulle problematiche della povertà, della fame e della malnutrizione nel mondo e sulla sicurezza alimentare. Dal 1981, ogni anno viene scelto un tema diverso per evidenziare le varie problematiche e studiare obiettivi comuni per risolverle.

Il video promozionale della FAO è chiaro: l’obiettivo di quest’anno è “Fame Zero entro il 2030”.

 

Giornata Mondiale dell’Alimentazione: “Fame Zero”

giornata mondiale alimentazioneSembra difficile ma il tema può avere soluzioni semplici se si hanno alcune “accortezze”. Innanzitutto, non sprecare cibo. Mangiare il giusto e conservare gli avanzi per un altro pasto o come ingredienti di un altro pasto.

Produrre di più con meno. Con una popolazione mondiale in costante crescita, l’agricoltura ha bisogno di sistemi produttivi che migliorino l’efficienza, diversificando la produzione ed evitando gli sprechi di risorse. In questo modo, ci sarà sempre cibo per tutti e si migliorerà la qualità del terreno.

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Seguire una dieta più sana e sostenibile. A noi italiani piace mangiare e la nostra cucina permette di farlo. La dieta mediterranea, da tempo simbolo di salute, è basata su alimenti di qualità, semplici, nutrienti e poco elaborati. Oggi c’è una riscoperta verso i prodotti naturali e le ricette facili da realizzare. Sono i sapori genuini delle antiche tradizioni che appartengono ai nostri nonni. Puntare, quindi, su una dieta sana con prodotti a “chilometro zero” permetterà un risparmio energetico notevole. E la salute ringrazia.

Sostenere #FameZero. Tutti i Paesi, le istituzioni e noi tutti dobbiamo collaborare per promuovere questo obiettivo. La condivisione di conoscenze e competenze permetterà in brevissimi tempi di ridurre la fame nel mondo e migliorare la qualità di vita.

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Slow Food

In questo senso, il presidente del movimento culturale internazionale Slow Food, Carlo Petrini, spiega che, sin dalla sua fondazione a Bra nel 1986, l’associazione promuove i temi di quest’anno. Grazie ad uno studio in collaborazione con Indaco2, spin off dell’Università di Siena, è stato scoperto che una dieta non sostenibile produce quasi il triplo dei gas serra rispetto ad una dieta sostenibile. Lo studio ha riguardato anche l’impatto di ogni alimento sull’ambiente. «Prendendo ad esempio le uova, si calcola che il risparmio di CO2 realizzato ogni anno da un allevamento all’aperto che rispetta ambiente e animali, rispetto a uno industriale, corrisponde alle emissioni di un’auto che percorre 30.200 km».

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Gli allevamenti intensivi, dunque, non sono più economicamente redditizi ed ecosostenibili. Il ritorno ai ritmi naturali è sempre più sinonimo di risparmio, efficienza e qualità.

È noto che la pesca intensiva sta devastando i mari e gli oceani. Secondo il WWF «l’Europa potrebbe diventare l’attore chiave per il cambiamento dell’industria ittica globale – spiega il presidente WWF Italia Donatella Bianchi – Scegliere di favorire la pesca sostenibile fa la vera differenza, specialmente nei confronti di milioni di persone il cui sostentamento dipende dal pesce». Un consumo responsabile potrà dunque preservare l’habitat marino. Per questo motivo, il WWF sta puntando sulla campagna che mira a diffondere semplici consigli per un consumo responsabile di pesce, tramite la sua guida online – pescesostenibile.wwf.it – prodotta nell’ambito del progetto “Fish Forward”.

L’acqua, la risorsa della vita

Secondo uno studio di Aqua Italia, l’associazione che riunisce dagli anni Settanta le aziende produttrici di impianti per il trattamento di acque primarie, bere acqua a “chilometro zero” permette di ridurre sensibilmente l’inquinamento, valorizza le risorse idriche locali e tutela l’ambiente. Stiamo parlando di acqua del rubinetto. In molti la bevono, soprattutto nel Nord Est ed in Emilia (87,9%), molto meno al Sud ed in Sicilia (47,7%). È evidente che dipende molto dal territorio e dalla presenza di fiumi. L’acqua del rubinetto costa meno rispetto a quella in bottiglia, non ha i costi di produzione ed arriva in tutte le case. Inoltre, fa risparmiare oltre 450mila tonnellate di petrolio e l’emissione di oltre 1,2 milioni di tonnellate di CO2 (Fonte: indagine Altraeconomia e dell’ufficio scientifico di Legambiente “regioni imbottigliate”).

Fame Zero, efficienza e Chilometro Zero per salvare l’ambiente

Insomma, l’ambiente si può salvare anche con una sana alimentazione. Scelte oculate mirate al rispetto della natura portano benefici immediati a tutti, basta solo che i governi di tutto il mondo decidano di attuare politiche green. In realtà, noi, nel nostro piccolo, possiamo già fare la differenza.

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