Giornata internazionale della donna.  WWF: la natura è donna

guardie WWF © WWF It
La guardie WWF Fiammetta Cotti e Concetta Pazienza (© WWF It)

Il WWF racconta le storie di donne che hanno messo la loro vita al servizio dell’ambiente e fanno conoscere  quelle che lavorano attivamente nell’associazione del Panda

La natura è madre, donna. E sono tantissime le donne nel mondo che hanno scelto di impegnarsi per la sua tutela. Dall’etologa Jane Goodall che ha dedicato la sua vita alla ricerca sugli scimpanzé e alla protezione degli animali; alla giovane Greta Thunberg, che da sola ogni venerdì scioperava per il clima e che a 16 anni ha iniziato a parlare della crisi climatica davanti ai politici di tutto il mondo, mettendoli con coraggio davanti alle loro responsabilità per garantire un futuro alle giovani generazioni. Dalla biologa Rachel Louise Carson che negli anni 40 iniziò a studiare i pesticidi e lanciò il movimento ambientalista negli Stati Uniti con il suo “Primavera silenziosa”, fino all’attrice premio Oscar Jane Fonda, che a oltre 80 anni ancora oggi protesta per chiedere azione contro i gas serra e non perde occasione per evidenziare la stretta correlazione fra crisi climatica e salute umana. Sono tante le eroine che alzano la voce per proteggere la natura e ognuna di loro rappresenta anche le migliaia di donne e ragazze che ogni giorno, attraverso le loro professionalità, si occupano di ambiente.

Greta Francesca Iori, l’esperta di anti-bracconaggio

Greta Iori (© @GretaIori)
Greta Iori (© @GretaIori)

Greta Francesca Iori è un’esperta di crimini contro la fauna selvatica e di anti-bracconaggio, che ha dedicato la sua vita a risolvere i conflitti tra uomini e animali nel Corno d’Africa; vive tra Londra e Addis Abeba in Etiopia, suo Paese natale. Greta trascorre la maggior parte del suo tempo in magnifiche aree ricche di biodiversità dall’Etiopia, all’Eritrea, alla Somalia e lavora con le comunità per cercare di ottenere una giustizia socio-ambientale. Sono state fatte pochissime ricerche sui vari ruoli che uomini e donne giocano lungo la catena del commercio illegale di fauna selvatica, eppure questo è importante sia per comprendere e intervenire per contrastare il commercio illegale di fauna selvatica, sia per  contribuire ad alleviare le differenze di genere, sostenere i diritti delle donne e combattere lo sfruttamento illegale delle risorse naturali. Leggi la storia di Greta Francesca Iori, esperta di anti-bracconaggio in Africa       

Le donne del WWF sentinelle della natura

In Italia sono tante le donne del panda impegnate sul campo: ecco solo alcune delle loro storie.

Giulia Prato e Claudia Scianna, del Programma Mare WWF, sono in contatto ogni giorno con uno dei settori maschili per eccellenza, quello della pesca e dei pescatori. Con il dialogo e la competenza, magari superando le diffidenze iniziali, lavorano per coinvolgere i pescatori nella tutela del mare, e farne degli alleati.

A difesa delle tartarughe marine in Sicilia c’è Oleana Prato, volontaria del WWF, che solo la scorsa estate ha censito e in molti casi gestito, fino alla schiusa, ben 72 nidi lungo le coste siciliane, pari al 29% di tutte le nidificazioni italiane, assicurando oltre 3.100 piccoli nati alla biodiversità marina.

Impegnata nella ricerca sui cetacei a bordo delle Vele del Panda con WWF Travel, la giovane etologa Laura Pintore,  nella stagione 2020 in 23 giornate di monitoraggio ha censito 32 cetacei ma anche individui di Caretta caretta, mobula, verdesca e pesce spada. L’attività riprenderà nella prossima estate e unirà turismo a citizen science per la salvaguardia di delfini e balene del Santuario dei cetacei.

Sefora Inzaghi, © TerreMarsicane.it
Sefora Inzaghi, direttrice Oasi WWF Gole del Sagittario
(© TerreMarsicane.it)

In Abruzzo c’è un’Oasi da sempre tutta al femminile, è l’Oasi delle Gole del Sagittario. Dopo Filomena Ricci, oggi Delegato Regionale del WWF, il testimone è passato da un paio d’anni a Sefora Inzaghi. Leggi la sua storia  

Fiammetta e Concetta, guardie volontarie WWF che non si intimidiscono

 Poi ci sono le volontarie che operano sul campo e non si scoraggiano di fronte ai rischi.

Fiammetta Cotti  è stata volontaria in Costa Rica all’ospedale dei bradipi e a monitorare i nidi di tartarughe marine, in Nicaragua per la protezione delle foreste e ora abita a Castiglione del Lago, un piccolo comune dell’Umbria, dove è guardia WWF. Il mancato rispetto delle distanze è l’illecito più contestato nella zona del lago Trasimeno, ma è molto diffuso anche il bracconaggio ittico. Dispetti come rigature all’auto, esche agli animali di casa, insulti pubblici o sui social, si sono trasformati in una pressione psicologica su di lei e sui suoi familiari. «Mio marito all’inizio mi diceva che era meglio smettere, mentre oggi è il primo ad incoraggiarmi ed è orgoglioso di me. Più le persone cercano di intimidirmi, più io mi rafforzo, perché amo quello che faccio», conclude Fiammetta.
Anche la collega Concetta Pazienza, guardia volontaria prima a Salerno e ora a Perugia, racconta le minacce ricevute e le difficoltà maggiori che le donne hanno rispetto agli uomini nello svolgere questo ruolo. Punti deboli che con astuzia possono trasformarsi in vantaggi. «Alcuni anni fa, in Campania, un uomo deteneva uccelli protetti, in parte in giardino e dunque visibili dalla strada-racconta Concetta-. Chiesi di poterli vedere e fotografare. C’erano cardellini e verdoni che drogava per farli accoppiare e creare una razza ibrida, che vendeva a prezzi elevati. Venti giorni dopo durante il campo antibracconaggio di Salerno facemmo irruzione con i Carabinieri e sequestrammo tutto. Quel giorno scoprì, vedendomi in divisa, che ero una guardia del WWF. Ancora oggi continua a minacciarmi, ma io non mollo».


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