Giornata dell’Ambiente, un libro e un documentario per capire cosa ci accadrà tra pochi anni

In aumento i migranti climatici

Cosa prevede il futuro globale dei prossimi trent’anni? Come vivremo rispetto alle trasformazioni ambientali che stiamo osservando oggi? E come sta influendo e influirà il cambiamento climatico  sulle migrazioni forzate di milioni di esseri umani? Su RaiPlay  Il documentario di Earth Day Italia che punta i riflettori sul dramma dei migranti climatici. Edizioni Ambiente ripropone 2052. Scenari globali per i prossimi anni

 

In occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente, Edizioni Ambiente ripropone 2052. Scenari globali per i prossimi anni. Il noto Report al Club di Roma firmato da Jørgen Randers, uno degli autori del celebre I limiti dello sviluppo del 1972, studio che per primo affrontò il tema delle conseguenze della crescita continua sull’ecosistema terrestre e sulla sopravvivenza della specie umana.

Il quadro delineato da Randers, grazie all’analisi di dati ottenuti tramite supercomputer e software avanzati, e ai contributi di esperti da vari settori in tutto il mondo, è chiaro, coerente e attendibile. Il report prevede un futuro dominato dall’urbanizzazione. Vivremo sempre più nelle città, con un trionfo delle megalopoli a svantaggio dei piccoli centri abitati. Saremo più connessi e creativi, con una cultura prevalentemente urbana e artificiale, lontana da un mondo naturale in via di sparizione e ricca di intrattenimenti virtuali.

Cattive notizie…

Cattive notizie per il miliardo di persone che oggi vive nella parte ricca del mondo: vivranno con un reddito pro capite più basso di quanto ci aspettiamo, senza un reale aumento dei salari. Questo perché le nazioni ricche dovranno utilizzare maggiormente la loro potenza economica per affrontare i nuovi problemi che le colpiranno, tra sfide energetiche e climatiche.

La visione del mondo al 2052 di Randers fotografa tre miliardi di persone che vivranno ancora al di sotto di uno standard di vita soddisfacente dal punto di vista materiale, soffrendo di inadeguate condizioni abitative, alimentari, sanitarie e di sicurezza. Probabilmente la popolazione non crescerà quanto previsto e temuto negli anni passati. Secondo lo scenario ipotizzato da Randers, la popolazione raggiungerà un picco intorno al 2040 per poi decrescere lentamente, registrando un calo della natalità (con un numero medio di 1 figlio per donna) e un aumento dell’aspettativa di vita (75 anni per individuo), con una conseguente riduzione degli impatti sulla biosfera.

Le energie rinnovabili non riusciranno a rimpiazzare i combustibili fossili in tempo per eliminare del tutto la possibilità di un riscaldamento climatico catastrofico, portandoci a superare la soglia dei 2 °C di aumento della temperatura globale. Buona parte della popolazione globale, in particolare chi abiterà al di fuori dei confini relativamente sicuri delle grandi città, vivrà in condizioni rese più precarie da siccità, alluvioni, invasioni di insetti, crescita del livello dei mari, perdita di biodiversità, improvvise e violente tempeste e numerose altre problematiche di carattere ambientale.

Il Report 2052, pubblicato per la prima volta nel 2012 e riproposto da Edizioni Ambiente per la sua rilevanza nell’ambito degli studi futuri, oggi si conferma più preciso e verosimile che mai. Un’analisi che abbraccia diversi settori e che può aiutarci ad affrontare le turbolenze che nei prossimi decenni investiranno le nostre vite e quelle dei nostri figli e nipoti.

Pubblicato su RaiPlay “Un Grido nella Storia”

In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente – World Environment Day 2024, la piattaforma RaiPlay pubblica il documentario di Earth Day Italia: Un grido nella Storia – Verità scomoda dei migranti climatici .

Dal Medio Oriente all’Africa, dall’Asia alle Americhe, le crisi climatiche e ambientali sono ormai cause primarie per le migrazioni forzate di milioni di esseri umani.  Nel documentario – della durata di 25 minuti – cinque testimoni del nostro tempo raccontano i diversi aspetti sociali, etici e scientifici di un fenomeno che influenzerà il prossimo futuro dell’umanità. Le cinque testimonianze sono di Lia Beltrami (regista e art director di Emotions to Generate Change), Antonello Pasini (fisico del clima del CNR), Gian Carlo Perego (Arcivescovo di Ferrara e Comacchio e Presidente della Fondazione Migrantes), Domenico Quirico (giornalista de La Stampa) e Pierpaolo Felicolo (Segretario Generale della Fondazione Migrantes).

Un’immagine del documentario “Un grido Un grido nella Storia – Verità scomoda dei migranti climatici”

Il documentario – trasmesso in anteprima su RaiPlay durante la maratona multimediale #OnePeopleOnePlanet lo scorso 22 aprile – è stato realizzato da Earth Day Italia con il sostegno della Fondazione Migrantes e il contributo alla produzione della Fondazione Mario Diana. Ideato e diretto da Pierluigi Sassi, si avvale del montaggio e di immagini inedite di Carlo Sgambato, delle interviste di Giuliano Giulianini e Sergio Pagani, e di immagini di repertorio Aurora Vision, gentilmente concesse da Lia Beltrami.

Pierluigi Sassi, Presidente di Earth Day Italia ed autore del documentario, lo ha così presentato in occasione della prima: “Insieme a Fondazione Migrantes, che si impegna ogni giorno al fianco dei migranti, siamo andati ad analizzare questo fenomeno con alcuni dei migliori esperti. Un documento pregiato. Un problema dimenticato. Un grido nella Storia.”

Il documentario è visibile gratuitamente da tutti i dispositivi sulla piattaforma RaiPlay a  questo link .

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