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Giornata dell’ ambiente contro lo spreco alimentare

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Carlo Cracco conduce “Ricette per il cambiamento”, una serie tv trasmessa sul web

E’ il famoso chef Carlo Cracco il testimonial della campagna organizzata in occasione della  Giornata mondiale dell’ ambiente il 5 giugno, dal Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’impatto che il cambiamento climatico sta avendo sulle comunità rurali dei paesi in via di sviluppo e spingere verso una maggiore “sensibilità alimentare”.

Cracco, che partecipa alla campagna dell’IFAD Ricette per il cambiamento, una serie tv trasmessa sul web in cui grandi chef sensibilizzano l’opinione pubblica cucinando piatti con alimenti minacciati dal cambiamento climatico e fanno vedere come l’IFAD aiuti gli agricoltori ad adattarsi, ha visitato un progetto dell’IFAD nella provincia di Kandal, nel sud della Cambogia. Qui l’80%  delle terre è coltivato a riso, ma le frequenti siccità e le piogge torrenziali hanno dimezzato i raccolti. «Se andrà avanti così, i contadini in Cambogia non riusciranno più a produrre riso, che per loro è un alimento essenziale, e saranno a rischio la loro cultura, le loro tradizioni, la loro stessa vita», ha dichiarato Margarita Astralaga, direttrice della Divisione per l’ambiente e il clima dell’IFAD.

L’IFAD spera di riuscire a sensibilizzare l’opinione pubblica su quanto si può fare per aiutare i piccoli agricoltori ad adattarsi al cambiamento climatico. In Cambogia, ad esempio, un progetto finanziato dall’IFAD sta aiutando circa 90mila agricoltori ad aumentare la propria capacità di resilienza nei confronti del cambiamento climatico introducendo tecnologie a basso costo e pratiche agricole più efficienti come le seminatrici meccaniche  e gli impianti di irrigazione goccia a goccia.

Da una parte  cibo a rischio, dall’altra cibo buttato. Lo spreco alimentare costa all’ ambiente 500 milioni di tonnellate di Co2 , che potrebbero diventare 2,5 miliardi di tn. entro il 2050. Ecco allora l’appello di QUI Foundation Onlus che lotta contro gli sprechi alimentari, per ricordare l’importanza di un sistema più efficiente e per lanciare un appello a chi ha cibo in eccedenza che può essere donato.   “Non sprecate il cibo, donatelo. Andate sul sito e segnalate il vostro locale: vi metteremo in contatto con la Onlus più vicina a voi, che dispone di una mensa caritativa e ha necessità di pasti gratuiti”, è il messaggio di QUI Foundation che dalla sua nascita (2007) a oggi, attraverso il progetto Pasto Buono, ha recuperato e donato 800mila pasti, 300mila dei quali  dai locali food della sua rete, salvandoli dalla spazzatura.

Oggi, sono 1,3 miliardi le tonnellate di alimenti che ogni anno vengono buttate, tra il 30% e il 40% di quanto viene prodotto globalmente. Ecco perché ridurre lo spreco alimentare, dare valore alle eccedenze e donarle vuol dire fare qualcosa per l’ ambiente. «Ad oggi, solo in Italia, si sprecano 179 kg di cibo a persona all’anno, con un evidente impatto sull’ ambiente dovuto allo smaltimento di rifiuti – commenta Gregorio Fogliani, presidente di QUI Foundation. –  Ma molto del cibo che si spreca, soprattutto nel settore della ristorazione, è ancora buono e in ottimo stato e potrebbe diventare una risorsa per chi non ha nulla. E’ il principio dell’economia circolare (valorizzare le eccedenze, a favore di chi si trova in stato di indigenza), perseguito dall’Unione Europea, a cui sta lavorando anche QUI Foundation. Fondamentale per la riduzione degli sprechi alimentari la semplificazione delle procedure per chi decide di donare le eccedenze alimentari e la creazione di un sistema di incentivi che incoraggi la diffusione delle buone pratiche contro gli sprechi. Una legge, al momento al vaglio del Senato, potrebbe esaudire le richieste di Onlus e locali che partecipano alla ridistribuzione delle risorse, che da anni chiedono una sburocratizzazione delle procedure.

Solo in Italia, si sprecano 179 kg di cibo a persona all’anno

Solo in Italia, si sprecano 179 kg di cibo a persona all’anno

Infine, 5 proposte per ripensare il sistema alimentare e contrastare il cambiamento climatico. A farle è la Fondazione Bcfn  (Barilla Center for Food and Nutrition) che ha interpellato 12 scienziati ed esperti di fama internazionale. Obiettivo:i  trovare nuovi sistemi che permettano di sfamare una popolazione che nel 2050 sarà di 9mld di persone, limitando le concentrazioni di gas serra e mantenendo l’aumento del riscaldamento globale entro 1,5°C.

I 5 giugno verrà lanciata simbolicamente una call to action che chiami a raccolta la comunità scientifica e tutta la società civile sulla definizione delle criticità e dei nuovi paradigmi da cui ripartire per individuare tutti insieme i passi necessari da compiere nella direzione di una agricoltura che sia sempre più sostenibile. Il risultato finale sarà un manifesto che verrà presentato durante il Panel sull’Agricoltura Sostenibile del Settimo Forum BCFN, previsto per il 30 Novembre e 1 Dicembre all’Università Bocconi di Milano.

Ecco i  5 cambi di paradigma individuati dagli esperti sui quali la società civile è chiamata a confrontarsi per poi suggerire azioni conseguenti.

.         Riconciliare l’agricoltura e il sistema alimentare: la produzione dei prodotti agricoli deve tornare ad essere considerata parte fondamentale del sistema alimentare, e completamente integrata nella catena di creazione del valore.

·         Includere i costi reali del cibo nei modelli di business. Oggi i prezzi del cibo non riflettono i costi reali, vanno considerate anche le esternalità positive e negative dal punto di vista dell’impatto sulla società, sulla salute, sull’ambiente.

·         Aumentare la produzione di cibo in aree urbane e periurbane. Questo implica destinare spazi per l’agricoltura nelle città, in modo da favorire l’accesso a cibo e nutrizione di qualità anche alle fasce più povere e poter conservare l’importanza culturale di cibi tradizionali.

·         Includere l’agricoltura nelle strategie di mitigazione e di riduzione del cambiamento climatico. Adottando strategie e tecnologie adeguate, l’agricoltura è in grado sia di mitigare il cambiamento climatico sia di proteggerci dai suoi effetti. Inoltre, i suoli contengono più carbonio che le piante e l’atmosfera messe insieme, e questa risorsa dev’essere protetta e utilizzata nella maniera più efficiente possibile.

·         Accelerare una transizione completa all’agro-ecologia e ad un’economia circolare.

Per la Fondazione BCFN bisogna realizzare dei sistemi alimentari sostenibili in termini sia di produzione che uso delle risorse naturali attraverso la prevenzione, il riciclo e il riuso di rifiuti e perdite del settore agricolo. Per implementare questo cambio di paradigma servono cambiamenti organizzativi e tecnologici. Serve una coerente struttura legislativa, sia a livello UE che nazionale, servono incentivi finanziari (ad esempio investimenti in ricerca pubblica), ed è importante concentrarsi sull’implementazione di soluzioni che poi siano applicabili anche su vasta scala. Ed è indispensabile agire sulla educazione del consumatore. L’educazione alimentare deve diventare parte dei curricula scolastici al fine di iniziare a delineare nuovi standard di comportamento del consumatore in termini di abitudini alimentari sin dalla prima infanzia.

 

 

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