Giornata degli oceani 2024. Iniziative e consigli utili per una vita in difesa del mare

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A Lecce si discute di "Oceano costiero globale" (Foto Jeremy Bishop da Pexels)

La ricorrenza, istituita dalle Nazioni Uniti nel 2008, porta in campo la sensibilizzazione sull’ecosistema oceanico

 

“Risvegliare nuove profondità”: è questo il tema scelto dall’Onu per la Giornata degli oceani 2024, che si celebra l’8 giugno. Una ricorrenza, questa, che si celebra anche in tutta Italia e che nasce con l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico sul tema della salvaguardia dell’ecosistema marino. Tra i tanti eventi in programma, la Giornata degli oceani è soprattutto l’occasione per ricordare alcuni dei comportamenti da adottare per la protezione del mare, piccoli gesti che possono fare la differenza.

Maggio 2024 è stato il mese più caldo di sempre per la temperatura dei mari

La salute degli oceani e dei mari, come si potrebbe intuire, non è in ottimo stato. Il Servizio per il Cambiamento Climatico di Copernicus evidenzia ogni mese notevoli cambiamenti nella temperatura superficiale dell’aria e marina, in tutto il mondo. Il mese di maggio 2024 è stato più caldo a livello globale rispetto a tutti i precedenti maggio registrati, con una temperatura superficiale media dell’aria di 15.91°C, 0.65°C al di sopra della media del periodo compreso tra il 1991 e il 2020 per il mese di maggio e 0.19°C al di sopra del precedente massimo stabilito nel maggio 2020.

Questo è il dodicesimo mese di fila che è il più caldo nel record dei dati ERA5  (provenienti da miliardi di misurazioni di satelliti, navi, aerei e stazioni meteorologiche di tutto il mondo) per il rispettivo mese dell’anno. Sebbene insolita, una striscia simile di record mensili di temperatura globale si era già verificata nel 2015/2016. Il mese è stato di 1.52°C al di sopra della media di maggio stimata per il periodo compreso tra il 1850 e il 1900, il periodo di riferimento preindustriale.

Per quanto riguarda la temperatura superficiale marina media per maggio 2024, questa è stata di 20.93°C, il valore più alto mai registrato per il mese.
Questo è il quattordicesimo mese consecutivo in cui la SST è stata la più calda nel record dei dati ERA5 per il rispettivo mese dell’anno. Le temperature sono state inferiori alla media nel Pacifico equatoriale orientale, indicando lo sviluppo di La Niña, ma le temperature dell’aria sull’oceano sono rimaste ad un livello insolitamente alto in molte regioni.

Temperatura giornaliera della superficie marina (°C) mediata sull’oceano globale extrapolare (60°S-60°N) per tutti i periodi di 12 mesi che vanno da giugno a maggio dell’anno successivo. Fonte: Copernicus

Anche il WWF, nel nuovo report “Il respiro degli oceani” ,presenta dei tristi dati in occasione della Giornata. In particolare il suo focus è sul Mar Mediterraneo, ormai vero e proprio hotspot del cambiamento climatico, riscaldato sempre più rapidamente e sempre più salato. Nell’aprile 2023, la temperatura media della superficie del mare ha raggiunto un nuovo record di 21,1°C. Il fenomeno ha già avuto impatti significativi e, in alcuni casi, irreversibili sugli ecosistemi marini in tutta la sua estensione, generando conseguenze rilevanti su settori economici cruciali come la pesca e il turismo.  L’impatto più rilevante è però sul ruolo chiave che hanno gli oceani per la termoregolazione del clima globale (con il sistema di correnti oceaniche, noto come “Nastro Trasportatore” o “Circolazione Termoalina”), la produzione di ossigeno (50% dell’ossigeno generato sul nostro Pianeta, in gran parte attribuibile al fitoplancton marino) e l’assorbimento di anidride carbonica (ogni anno circa un quarto dell’anidride carbonica che viene emessa, corrispondente ad almeno il 30% di tutte le emissioni di CO? generate dalle attività umane in tutto il mondo). Sotto il peso degli effetti del cambiamento climatico globale il respiro degli oceani è insomma sempre più in affanno.

Nel report vengono descritte 6 case history che riguardano il Mare Nostrum: tropicalizzazione del Mediterraneo orientale, aumento delle specie aliene invasive, proliferazione di meduse, perdita delle praterie di Posidonia oceanica, di cui parleremo in seguito in questo articolo e mortalità di massa della Pinna nobilis.

Alcuni dati interessanti dall’approfondimento: il fitoplancton contribuisce a produrre oltre il 50% dell’ossigeno terrestre e a catturare circa 37 miliardi di tonnellate di CO2, pari al 40% di quella prodotta. Questo valore equivale a quello di quattro foreste amazzoniche. Ogni balena può immagazzinare circa 33 tonnellate di CO2, una cifra sorprendente se confrontata con la modesta capacità di stoccaggio di carbonio di un albero medio, che si attesta a meno di 50 kg all’anno. Le specie di squali che effettuano migrazioni verticali e orizzontali, come le verdesche (Prionace glauca) e le mante, svolgono un ruolo fondamentale nel trasporto di nutrienti e nel controllo della produzione primaria del fitoplancton, così come il tonno rosso contribuisce a fertilizzare il mare con i propri scarti, aumentando la biomassa del fitoplancton.

Perché dovremmo dire basta all’acqua in bottiglia

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Gli italiani sono i più grandi consumatori di acqua minerale in Europa, secondi al mondo dopo il Messico

Bere l’acqua del rubinetto è uno di quei piccolo gesti potrebbe aiutare la saluta degli oceani. Si stima che soltanto circa il 30% degli italiani beve regolarmente l’acqua del sindaco, nonostante sia tra le soluzioni più comode e plastic-free, mentre il 52% consuma regolarmente l’acqua in bottiglia. Gli italiani sono i più grandi consumatori di acqua minerale in Europa, secondi al mondo dopo il Messico. Una recente ricerca globale condotta da Toluna per Culligan, esperto mondiale nel settore del trattamento acqua, rivela inoltre che quasi la metà degli italiani (o40%) non è consapevole della pericolosità delle bottiglie in PET sia per le specie marine che per la nostra salute. Tuttavia, la Gen Z si distingue per il suo impegno ambientale, con azioni quotidiane contro lo spreco idrico e l’abuso di plastica: circa un terzo dei giovani ha eliminato la plastica monouso dalla propria vita, mentre il 50% cerca di farlo nonostante le difficoltà. L’inquinamento da plastica monouso è allarmante: le microplastiche e nanoplastiche in prodotti che lasciano un’impronta ecologica millenaria, contaminano l’acqua e diventano dannose per gli organismi marini e per l’uomo. Secondo i dati dell’UE, ogni anno vengono prodotte circa 300 milioni di tonnellate di plastica, di cui 8 milioni finiscono nei nostri oceani.

I cinque motivi per cui la pesca sostenibile fa bene al Pianeta e all’uomo

MSC Marine Stewardship Council, organizzazione non profit che lavora per promuovere la salute degli oceani, per la Giornata degli Oceani, fa conoscere le 5 ragioni per i quali c’è più vita nella pesca sostenibile. La prima: pescare in modo sostenibile significa lasciare in acqua abbastanza pesci affinché la popolazione ittica possa riprodursi, così da avere popolazioni più sane in futuro. Più pesce significa più biodiversità: l’oceano è composto da un’immensa variabilità di specie animali e vegetali diverse, dove ognuna svolge un ruolo molto importante. Ogni specie contribuisce a mantenere la resilienza degli oceani. La pesca sostenibile mantiene in salute le popolazioni ittiche e protegge l’ambiente marino, mantenendo quella varietà di specie marine fondamentali per l’equilibrio e la funzionalità dell’ecosistema oceanico.

L’oceano, inoltre, fornisce il 20% dell’assunzione media pro capite di proteine animali per più di 3,3 miliardi di persone a livello globale (FAO 2020). Il pesce rappresenta un’ottima fonte di proteine nobili di elevato valore biologico che presentano tutti gli amminoacidi essenziali nelle giuste proporzioni, e ogni varietà presenta caratteristiche nutrizionali peculiari. Si stima che, se tutte le attività di pesca utilizzassero pratiche sostenibili, si potrebbero catturare 16 milioni di tonnellate in più di pesce ogni anno. L’analisi condotta da MSC suggerisce che questo sarebbe sufficiente a soddisfare le esigenze proteiche annuali di 72 milioni di persone in tutto il mondo. Ovviamente, da questa ricchezza ne deriverebbe più occupazione e più scienza e ricerca: affinché la pesca sia sostenibile sono necessari continui investimenti in attività di ricerca scientifica che consentano di migliorare la conoscenza delle varie popolazioni ittiche e delle interazioni con l’ambiente marino.

Un convegno pugliese a la giornata allo Zoomarine: due iniziative per la Giornata degli Oceani

In occasione della Giornata Mondiale degli Oceani 2024, il 27 giugno l’Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione dell’Ambiente (Arpa Puglia) e la sede italiana del Centro Internazionale di Alti Studi Agronomici Mediterranei (Ciheam Bari) organizzano, per il quarto anno, una giornata su tema del ruolo vitale degli oceani e dei mari per la sopravvivenza del Pianeta.

Maurizio Raeli, direttore del Ciheam Bari, e Vito Bruno, direttore generale Arpa Puglia

Si terrà, nel corso della manifestazione, la premiazione del concorso per arti visive “ArpAmare”, giunto alla quarta edizione, organizzato dall’Arpa Puglia e rivolto agli artisti delle Accademie di Belle Arti pugliesi, con premi da 1500 a 500 euro. Seguirà un convegno per approfondire la conoscenza degli oceani, comprenderne le dinamiche e i delicati equilibri che li caratterizzano, per promuovere una convivenza armoniosa tra questi preziosi ecosistemi e sarà Senza Confini, una rappresentazione teatrale elaborata dal giornalista e scrittore Onofrio Pagone, interpretata dall’attore Augusto Masiello, accompagnata dalle note del pianista e compositore Mirko Signorile.

Spostandoci a Roma, l’8 giugno la Guardia di Finanza di Fiumicino, Cites e Sport Acquatici sono pronti a fare squadra allo Zoomarine per per una lezione interattiva sulla convenzione di Washington Cites e sulla legalità, tenuta dal Luogotenente Candeloro Calabrò, con focus sugli oceani e sugli esemplari di fauna e flora marina sequestrati all’Aeroporto di Fiumicino per attività di contrabbando. Testimonial di questa giornata speciale, ideata per sensibilizzare sull’importanza di preservare il mare e gli oceani, saranno le giovanissime atlete della Società Roma Vis Nova attive nella pallanuoto e nel nuoto sincronizzato. I visitatori potranno inoltre assistere ad una serie di esibizioni ed apprendere i vantaggi di praticare sport acquatici per tonificare il corpo ed aumentare la forza muscolare, sempre facendo attenzione alle norme di sicurezza e rispettando l’acqua come bene primario e risorsa rinnovabile per il pianeta. Bambini e ragazzi potranno, inoltre, partecipare anche alle attività e alle esercitazioni per trasformarsi in un futuro giocatore di pallanuoto.

“L’erba di Poseidone”, documentario di viaggio nell’Area Marina Protetta Isole Egadi

Un’immagine tratta dal docufilm “L’erba di Poseidone”

La Giornata degli Oceani 2024 vede anche l’uscita, grazie all’unione di Rio Mare e Will Media, del trailer di “L’Erba di Poseidone“, documentario su uno degli ecosistemi più importanti del Mediterraneo: la prateria di Posidonia Oceanica, pianta marina in grado di contrastare l’erosione delle coste, combattere i cambiamenti climatici e il riscaldamento globale, producendo 2,5 volte l’ossigeno della foresta Amazzonica a parità di estensione, oltre a svolgere un ruolo fondamentale di nursery per numerose specie di pesce. Come descritto nel report WWF citato prima, si stima che le praterie di Posidonia abbiano immagazzinato tra l’11% e il 42% delle emissioni totali di CO2 dei Paesi mediterranei dall’epoca della Rivoluzione Industriale.

Proprio per l’importanza e i benefici di questa specie vegetale, a partire dal 2014 Rio Mare ha finanziato la posa di 40 dissuasori contro la pesca a strascico illegale sotto costa, contribuendo alla lotta contro la pesca illegale.

L’uscita del documentario integrale è prevista proprio per mercoledì 3 luglio sul canale YouTube di Will Media.

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