Giornata dell’Ambiente secondo Coldiretti Puglia: addio a 8mila ettari di terra ed a rischio 632 specie

Nella Giornata Mondiale dell’Ambiente, la Coldiretti presenta i dati inquietanti relativi alla Puglia del consumo del suolo e delle specie vegetali a rischio

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Consumando prodotti locali e di stagione e facendo attenzione agli imballaggi, una famiglia può arrivare ad abbattere fino a 1000 chili di anidride carbonica l’anno

Dati estremamente inquietanti quelli presentati dalla Coldiretti Puglia relativi al settore agricolo. In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente l’associazione ha calcolato che sono scomparse dalle tavole pugliesi tre varietà di frutta su quattro nell’ultimo secolo e dal 2006 al 2016 sono stati cancellati 8mila ettari di terra coltivata, una riduzione del 15%.

 

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“La Puglia – spiega la Coldiretti – può contare su 623 specie autoctone vegetali a rischio di estinzione, 276 prodotti riconosciuti tradizionali dal MIPAAFT, 11 prodotti DOP (5 oli extravergini, patata novella di Galatina, Pane di Altamura, canestrato pugliese, mozzarella di bufala e oliva Bella di Cerignola, caciocavallo silano, oltre alla DOP ‘mozzarella di Gioia del Colle’ in via di definizione comunitaria), 8 IGP per la lenticchia di Altamura, la burrata di Andria, la Cipolla Bianca di Margherita, l’Uva di Puglia, il Carciofo Brindisino, l’Arancia del Gargano, il Limone Femminello del Gargano e le Clementine del Golfo di Taranto (oltre all’olio IGP Puglia in fase di completamento da parte dell’UE)  e 29 vini DOC, oltre a 632 varietà vegetali a rischio estinzione. È tra le prime 3 regioni produttrici di cibo biologico con 4.803 produttori e la prima per numero di trasformatori con 1.796 operatori”.

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Coldiretti: puntare sui prodotti KM Zero

«Per questo – spiega il presidente di Coldiretti Puglia Savino Muraglia – i consumatori scelgono il KM Zero che garantisce un impatto ambientale Zero. A livello globale è stimato che un pasto medio percorre più di 1.900 chilometri per camion, nave o aeroplano prima di arrivare sulle tavole e spesso ci vuole più energia per portare il pasto al consumatore di quanto il pasto stesso provveda in termini nutrizionali, senza contare gli effetti sull’atmosfera e sui cambiamenti climatici provocati dall’emissione di gas ed effetto serra. Consumando prodotti locali e di stagione e facendo attenzione agli imballaggi, una famiglia può arrivare ad abbattere fino a 1000 chili di anidride carbonica l’anno».

«È stato calcolato – continua il direttore di Coldiretti Puglia Angelo Corsetti – che un chilo di prugne dal Cile devono volare 12mila chilometri con un consumo di 7,1 kg di petrolio che liberano 22 chili di anidride carbonica, mentre l’uva dal Perù percorre quasi 11mila chilometri con un consumo di 6,5 chili di petrolio e l’emissione di 20,2 chili di anidride carbonica. La Puglia può contare su 245mila ettari di aree naturali protette di cui il 75,8% rappresentato da parchi nazionali, del Gargano e dell’Alta Murgia, e l’8,3% da aree naturali e riserve naturali marine. Le province che presentano la più alta percentuale di territorio soggetta a protezione sono quella di Foggia (51,5%) e Bari (27,7%). In questi luoghi protetti la varietà vegetale comprende 2.500 specie».

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In Italia a novembre 2015 è stata approvata la legge per la valorizzazione della biodiversità di interesse agricolo e alimentare

Salvare la biodiversità

Per salvare le nostre biodiversità, la Coldiretti punta sul progetto Campagna Amica, che tutela i consumatori e l’ambiente. Nei 90 Mercati di Campagna Amica regionali si contano 4.500 giornate di apertura, 850 produttori coinvolti, 22mila giornate lavorative (tra lavoro autonomo e dipendente), 2.500 tonnellate di prodotto commercializzato. Inoltre, grazie a questo progetto sono stati salvati dall’estinzione numerose specie vegetali ed animali. Sono stati censiti complessivamente 311 prodotti e razze animali, mentre sono 369 gli agricoltori “custodi” del territorio e dell’ambiente, di cui il 25% sotto i 40 anni.

Coldiretti ricorda che a novembre 2015 è stata approvata la legge per la valorizzazione della biodiversità di interesse agricolo e alimentare, che prevede l’Istituzione di un Sistema nazionale della biodiversità agraria e alimentare, l’avvio di un Piano nazionale sulla biodiversità di interesse agricolo, l’Istituzione di un Fondo di tutela per sostenere le azioni degli agricoltori e degli allevatori.

L’agricoltura e l’allevamento sono la base dell’alimentazione, senza di esse non ci sarebbe la catena alimentare e senza di esse l’uomo non si sarebbe evoluto. Salvaguardare questi comparti e rispettare l’ambiente è l’imperativo se vogliamo avere un futuro.

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