Giò Evan, quando Sanremo veste sostenibile

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Giò Evan a Sanremo 2021 (foto Facebook)

Gli abiti indossati dal cantante Giò Evan a Sanremo 2021 sono il risultato di un lavoro di squadra che ha messo insieme tessuti frutto di tradizione e innovazione tecnologica e designer attenti all’ambiente

Lo abbiamo visto sul palco di Sanremo 2021, la chioma arruffata e il fisico longilineo che ricordano Caparezza (forse perché entrambi nativi di Molfetta?) ma soprattutto per i coloratissimi e originali abiti, quei curiosi bermuda e per le altrettanto curiose calze che sembravano dipinte sulla pelle, indossati nelle 5 giornate della kermesse canora. Stiamo parlando di Giò Evan, che ha presentato al 71° festival della canzone italiana la sua Arnica, ma non tutti sanno che il look del nostro cantante è il risultato di una lavoro di squadra le cui parola d’ordine sono “sostenibilità, innovazione, impegno sociale”. Una storia che merita di essere raccontata.

 Giò Evan, un artista dal cuore green

Gio Evan (al secolo Giovanni Giancaspro, classe 1988) è un artista poliedrico, scrittore e poeta, filosofo, umorista, performer, cantautore e artista di strada. La sua è una vita decisamente vivace. Tra il 2007 e il 2015 intraprende un viaggio con la bicicletta in giro per il mondo: Europa, India, Sudamerica, a contatto con maestri e sciamani del posto. In Argentina viene battezzato come “Gio Evan” da un Hopi. Nel 2008 scrive il suo primo libro di racconti seguito nel tempo da altri volumi di poesie, romanzi e racconti fino all’ultimo Se mi cerchi ti trovi pubblicato a gennaio.  Intanto realizza progetti musicali e artistici, rafforza la collaborazione con musicisti del calibro di Carmen Consoli e finalmente approda a Sanremo 2021 con la canzone Arnica, che fa parte del nuovo album Mareducato appena uscito. Il 16 marzo sarà pubblicato anche il suo nuovo libro di poesie Ci siamo fatti mare edito da Rizzoli.

S come Sanremo, S come sostenibilità

Famoso anche per i suoi aforismi che pubblica su Instagram, Giò Evan è dunque un personaggio poliedrico ma che da sempre ha sposato la causa della sostenibilità, causa che ha portato anche sul palcoscenico dell’Ariston indossando abiti dai tessuti  fuori dal comune.

I coloratissimi e originali completi camicia, giacca e bermuda indossati dal 2 al 6 marzo sono infatti il risultato di un lavoro di équipe  che mette insieme i giovani designer di Waxewul e i tessuti made in Italy BemBAZIN™ di Brunello, che uniscono i vivaci colori tipici dell’Africa all’innovazione responsabile. (Guarda la fotogallery)

 Waxevul, scelte sostenibili dal tessuto al packaging

Diarra Fall e Franesca Cosentino
Da sinistra: Diarra Fall e Francesca Cosentino (Waxevul)

Waxewul nasce nel 2015 dall’idea di Francesca Cosentino di realizzare un brand di abbigliamento sartoriale ed accessori artigianali dall’animo urban-afro “intrisi” di sostenibilità ambientale e sociale. I tessuti sono soprattutto waxprint e tessuti filati e tinti a mano secondo antichi e tradizionali metodi e vengono da botteghe artigianali, gestite per lo più da donne, nei villaggi di Senegal, Gambia, Mali. Con il passare degli anni il team, tutto al femminile, realizza i suoi capi – tra cui quelli indossati proprio da Giò Evan – partendo dal concetto di inclusione, nel senso che tutti devono avere la possibilità di indossare ciò che vogliono senza l’ostacolo delle “taglie omologate” che i marchi del “fast fashion” impongono. La scelta etica di Waxewul è anche nella politica di zero spreco, dato che i ritagli non vengono gettati ma si trasformano in accessori, piccoli progetti solidali, addirittura in packaging, per eliminare gli imballaggi non smaltibili. Il team collabora anche con altri artigiani a cui dona piccoli tagli per creare oggetti e manufatti nell’ottica di economia circolare. Centrale è la filiera dove la trasparenza del processo produttivo possa essere rintracciata a partire dalla materia prima per arrivare al prodotto finito nel rispetto degli artigiani locali, di cui il brand sostiene lo sviluppo.

Waxewul è anche parte di Sfashion-net, il progetto fondato nell’aprile 2020 per supportare e promuovere le micro imprese di moda critica e sostenibile.

 BemBAZIN™ , il tessuto

BemBAZIN™,  il tessuto dei capi indossati da Giò Evan a Sanremo rappresenta una nuova generazione del bazin (il tradizionale tessuto damascato africano utilizzato per realizzare i tipici abiti dai colori accesi e vibranti), che fonde l’artigianato dei tessuti tradizionali e la tecnologia del Bemberg™, di Asahi Kasei. Quest’ultimo è un materiale di nuova generazione unico nel suo genere prodotto in Giappone, realizzato dalla trasformazione smart-tech di materiale pre-consumo di linter di cotone, convertito attraverso un processo tracciabile e trasparente a circuito chiuso. Il nuovo prezioso tessuto viene prodotto utilizzando un processo altamente tecnologico al fine di garantire alta qualità unita a caratteristiche tecniche innovative.

A produrre il BemBAZIN™ è Brunello, il brand italiano che dal 1927 lavora fibre tessili artificiali. Le caratteristiche di BemBAZIN sono un’eccezionale traspirabilità e un elevato potere assorbente in grado di donare una naturale sensazione di freschezza.

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