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Il Giardino dei sensi a Lama Balice

L’agricoltura sociale come pratica di inclusione e cura terapeutica. Questa è la missione del progetto “Un Parco da Vivere“, progetto ideato dalla Cooperativa Sociale Tracceverdi di Bari in partnership con la CIA – Confederazione Italiana  Agricoltori di Puglia e vincitore dell’avviso pubblico della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale  “Giovani per la valorizzazione dei beni pubblici”.

lama balice

Per 18 mesi, 100 ragazzi con disabilità psichica effettueranno un percorso di agricoltura sociale e verde curativo a Villa Frammarino, nel cuore del Parco di Lama Balice

Avviato da alcuni mesi nel cuore del Parco Naturale di Lama Balice a Bari col  sostegno istituzionale dell’Assessorato al  Welfare  del Comune di Bari e sviluppato da un gruppo di giovani professionisti under 35, il progetto punta ad una graduale rigenerazione degli spazi esterni la Villa Frammarino (sede del Parco Lama Balice ) attraverso installazioni green, interventi architettonici  biocompatibili e miglioramenti dell’accessibilità. Il risultato finale è di 5 aule verdi dove sperimentare un viaggio multisensoriale nella natura facendo leva sulla bellezza dei luoghi circostanti. Dal labirinto sensoriale all’orto sinergico, dalla stanza dei colori alla casa delle farfalle, tanti piccoli spazi dove olfatto,  tatto, vista e udito potranno offrire un luogo di esperienza unico in una cornice straordinaria come il Parco di Lama Balice.

Il progetto si rivolge ad un utenza particolare, 100 ragazzi con disturbo psichiatrico e ritardo mentale che, grazie alla sinergia con i centri diurni ed i servizi di welfare comunale, potranno sperimentare per 18 mesi percorsi di verde curativo personalizzato ed in gruppo. I ragazzi, seguiti dallo staff di psicologi ed educatori, saranno coinvolti in un fitto calendario di attività in linea con i principi ispiratori dell’agricoltura sociale.

Un parco da vivere è oggi un progetto ambizioso, vista l’interdisciplinarietà delle esperienze e delle materie in campo. Sicuramente rigenerazione urbana, in quanto il processo tende verso un nuova identificazione  dell’area anche in chiave sociale e nel totale rispetto dell’ambiente. Molto forte è anche l’attenzione del mondo agricolo verso queste nuove forme di agricoltura (agriturismo, le masserie didattiche, le fattorie sociali, le fattorie sportive), come dimostrano i numeri di un settore che continua a crescere ed appassionare i più giovani, malgrado la Puglia attraversi un periodo difficile, caratterizzato dal crollo dei prezzi (-30% su cereali e olio) e nel sud abbiano chiuso 6.200 imprese del comparto. Ma “Un parco da vivere” va oltre, visto l’intento di sensibilizzare, le decine di imprese agricole presenti nel Parco , alle pratiche di agricoltura sociale. Ed infine un mix di psicologia ed interventi di terapia del verde con un equipe dedicata alle attività con l’utenza.

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