Giappone, la voragine che non c’è più

Per molti italiani nominare “ Giappone ” significa associarvi il sushi, le arti marziali ed i samurai.

Per alcuni italiani nominare “ Giappone ” diventa sinonimo di operosità, efficienza e dedizione al lavoro, talvolta anche con eccessi. Uscendo dai vari cliché, la cronaca che ha visto come protagonista la città nipponica di Fukuoka ha davvero dell’incredibile. Almeno dalle nostre parti.

La voragine che c’era – La città che ospiterà i mondiali di nuoto del 2021 è rimbalzata su tutte le principali testate a livello mondiale per un fatto di attualità, apparentemente, di non facile e – soprattutto – rapida soluzione: il crollo di una strada principale, una vera e propria voragine di dimensioni pari a 30 x 27 metri, e profonda 12 metri (secondo alcuni media locali, 15). Un danno non solo dal punto di vista delle infrastrutture e della viabilità urbana, bensì un problema che si estende anche alle fognature, agli impianti sotterranei di luce e gas, e in più una calamità per i palazzi e le abitazioni limitrofi in un comunissimo quartiere residenziale. Fortunatamente non sono stati coinvolti edifici in questo crollo stradale, ed il bollettino medico parla di nessun ferito. L’origine della voragine pare sia dovuto all’ampliamento a Fukuoka della linea metropolitana, ma al momento si è soltanto a rumors giornalistici, poiché è stata istituita una commissione di esperti che certificherà cause e responsabilità.

La strada ricostruita solo due giorni dopo l'apertura della voragine
La strada ricostruita solo due giorni dopo l’apertura della voragine

La voragine che non c’è più – Cifre – e immagini – che avrebbero scosso chiunque, e se la si rapportasse alle nostre latitudini avrebbe aperto ampi fronti burocratici circa l’appalto per la ricostruzione e tempi decisamente dilatati. Nulla di tutto questo in Giappone. In sole 48 ore – sì, quarantotto – tutto è stato rimesso a posto. Era l’8 novembre scorso quando il “buco ha preso vita”; era il 10 quando le auto hanno ripreso a circolare. In questo capolavoro non-stop di laboriosità made in Japan (e stavolta non può essere semplicemente un cliché) il cratere è stato riempito con sabbia, terra e cemento, ripristinando anche i servizi temporaneamente interrotti dal crollo.
Il Paese del Sol Levante non è nuovo ad imprese di questo tipo: non più tardi di cinque anni fa, quando il mai dimenticato tsunami scosse gli abitanti dell’arcipelago giapponese, vi fu la stessa operosità ed efficienza nel rimettere in sesto strade e canali di comunicazione per facilitare i soccorsi. La storia di Fukuoka si è ritagliata uno spazio anche nei principali social network, tra lo stupore dell’impresa e chi, ironicamente ma non troppo, si domanda se tutti gli Stati siano in grado di mettere in campo una capacità di problem solving ad un livello così elevato.
Il filmato racconta la strabiliante “rinascita” della strada del centro di Fukuoka dalla sua voragine
https://www.youtube.com/watch?v=Lx44UnBfQlw

 

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