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Giappone: l’Aiea tira le somme

Il Giappone ha sottovalutato il rischio tsunami e deve ora tenere sotto controllo lo stato di salute diella popolazione dopo il disastro nucleare di Fukushima. Queste le conclusioni preliminari cui è giunta la squadra internazionale di ispettori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea). Il rapporto mette in evidenza alcune mancanze che hanno contribuito ad aggravare la situazione a Fukushima quando l’impianto è stato colpito, l’11 marzo scorso, dal terremoto e dallo tsunami.

L’industria nucleare a livello globale ha da imparare, secondo il team dell’Aiea, dalla crisi giapponese: in primis gli operatori degli impianti dovrebbero rivedere con regolarità i rischi di disastri naturali e dovrebbero essere istituiti centri per risposte di emergenza nel caso di incidenti. In Giappone è infatti mancato un piano per affrontare l’onda di tsunami alta circa sei metri che ha investito la centrale, mettendo fuori uso i generatori di emergenza di quattro reattori. «Il rischio tsunami per diversi siti è stato sottostimato», si legge nelle tre pagine del rapporto. Gli ispettori dell’Aiea renderanno nota la propria relazione finale nel corso della conferenza ministeriale sulla sicurezza nucleare, in programma dal 20 al 24 giugno prossimi a Vienna.

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