Gestione rifiuti, la differenziata nel Centro Italia

Esaminate 5 regioni. Stabile la produzione di RU, mentre per la differenziata, 15 città sopra la media nazionale. Le Marche raggiungono l’obiettivo del 2025

Comprendere come la raccolta differenziata è stata recepita nelle regioni e nelle città è fondamentale per capire come e dove intervenire per migliorare la gestione rifiuti.

È questo l’obiettivo del rapporto “Gestione circolare dei rifiuti nelle città e le nuove direttive europee” organizzato dal Green City Network, iniziativa della Fondazione per lo Sviluppo sostenibile, in collaborazione con Conai.

Il Green City Network ha svolto un’indagine qualitativa a campione fra le 31 città Capoluogo di provincia e tra quelle medie e piccole (tra i 50.000 e i 15.000 abitanti), delle 5 regioni del Centro Italia, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria e Lazio.

Dal Rapporto emerge che la produzione dei Rifiuti Urbani (RU) nel corso degli ultimi anni (2013-2018) è cresciuta a livello nazionale, mentre nelle regioni studiate invece è rimasta pressoché stabile. Le Marche registrano il maggior incremento (+39 kg/ab/anno), seguite da Emilia Romagna (+37) e Toscana (+17), Lazio e Umbria registrano una riduzione dei rifiuti rispettivamente di -24 e -2 kg/ab/anno.

Per la raccolta differenziata 2 Regioni, Lazio e Toscana, hanno una RD inferiore alla media nazionale (58%), Marche, Emilia Romagna ed Umbria superano la media nazionale con rispettivamente 69%, 67%, 63%. Tra le città, 15 hanno RD superiore alla media nazionale, con Ferrara che arriva all’86%, seguita da Parma e Lucca all’81%, mentre 9 città, tra cui Roma, hanno la RD minore del 50%, con Latina ferma al 23%.

Per quanto riguarda la raccolta differenziata della plastica, 18 Capoluoghi (su 31) hanno una performance superiore alla media nazionale (24 kg/ab), con in testa Ferrara, con 53 kg/ab, seguita da Terni (43) e da Pesaro e Rimini (42). In coda c’è Rieti con 0. Rispetto alla RD pro capite della plastica, tra il 2013 e il 2018, l’incremento maggiore si registra a Viterbo, dove la raccolta cresce di 9 volte. Il tasso di riciclo dei rifiuti urbani nel Centro Italia è uguale a quello nazionale, 45%. Solo le Marche con il 56% hanno raggiunto l’obiettivo previsto per il 2025 (55%), vicino al target l’Emilia Romagna con il 54%. In coda il Lazio con il 34% che dovrà compiere lo sforzo maggiore per raggiungere l’obiettivo. Lo smaltimento in discarica è pari al 20%, con punte del 40% in Umbria.

La gestione dei rifiuti urbani nelle città italiane ha operato grandi cambiamenti nei decenni trascorsi con lo sviluppo delle raccolte differenziate, il sistema dei Consorzi, l’affermazione di attività industriali di riciclo, ora le città per raggiungere gli obiettivi fissati dall’Unione Europea  si trovano di fronte nuove sfide.

Dal seminario emerge che è necessario: promuovere programmi di prevenzione della produzione di rifiuti più efficaci e realizzare anche misure di monitoraggio; recuperare i ritardi nella raccolta differenziata; migliorare la qualità della RD e ridurre gli scarti; migliorare la dotazione impiantistica per il trattamento delle frazioni raccolte, per incrementare il riciclo ed evitare il “nomadismo” dei rifiuti; realizzare impianti più avanzati tecnologicamente per la gestione dei rifiuti organici; alimentare il mercato delle materie prime seconde anche utilizzando meglio gli acquisti pubblici verdi.

Insomma, tanti passi avanti sono stati fatti in questi anni, ma c’è ancora tanto da fare, ci sono ancora tanti margini di miglioramento e il gap si sta riducendo. Basta un altro piccolo sforzo per poter trasformare i rifiuti in risorsa, sviluppando un’economia green e sostenibile.

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